Narrabondo

Il Potere sa che l’ uomo immobile non sogna,  non canta e non legge più, diventa piatto e sottomesso, e  questo è esattamente ciò che vuole da lui, per  meglio derubarlo di ciò che Dio gli ha dato gratuitamente,  e rifilargli poi cose inutili a pagamento. Chi cammina invece fa  la rivoluzione perché capisce l’ imbroglio, parla con gli  altri uomini, li aiuta a reagire e a indignarsi contro questa  indecorosa rapina. Il solo fatto di mettere un piede davanti all’  altro, di questi tempi, è una dichiarazione di guerra alla  civiltà dello spreco. Ai padroni dell’ economia non piace  che l’ uomo si muova con le sue gambe, perché sanno che l’  uomo che si alza e cammina è una persona pensante,  critica, che si guarda attorno, controlla il territorio, incontra  le personee sa far rete coni suoi simili. Lo so come mi guarda la  gente se cammino bene.

Paolo Rumiz

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/06/09/un-piatto-di-minestra-in-cambio-di.html

Facebook, già passato di moda?

La crisi di Facebook  arrivò, come in tutti i gialli che si rispettino, con  quell’ indizio nascosto così bene da essere sotto gli  occhi di tutti, secondo quella lunghissima tradizione che dalla  Lettera rubata di Edgar Allan Poe rivive appunto in un articolo  sbandierato su una rivista non proprio sconosciuta, Forbes, e  intitolato senza possibilità di equivoco alcuno: “La fine  di Facebook”. Anche la data è da brivido: 15 giugno 2011.  Esattamente un anno fa. D’ accordo,  adesso che il valore delle azioni del social network è  crollato da 42 a 25 dollari,a quasi un mese dal disgraziato  debutto al Nasdaq, 18 maggio, siamo tutti bravia parlare di  crisi. Ma a Tim Warstall, lo studioso dell’ Adam Smith Institute  di Londra, bastò una semplice riflessione per predire un  anno fa la fine. E che cosa notò il buon Tim? Che per la  prima volta nella storia del social forum sempre più gente  sceglieva di uscirne: sei milioni solo negli Stati Uniti, quasi  un milione in Inghilterra. «Facebook continua ancora a  crescere in pagine visitate e numero degli utenti. Ma come  dimostrano i nuovi dati, sembra che ci sia una sorte di limite a  questa crescita: e i limiti non sono il numero delle persone del  pianeta o il numero delle ore che possiamo dedicarci al  giorno». Il limite, spiegava, è dato dal fatto che  esiste gente che Facebook «l’ ha usato, l’ ha provato e ha  concluso: uhm, grazie no, non fa per me.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/06/11/facebook-la-crisi-del-settimo-anno.html

Studenti, fabbriche,operai, letteratura e video

La fabbrica e gli operai ieri e oggi: sono loro i protagonisti del video realizzato da due classi del liceo «Don Milani» di Romano sulla spinta di un progetto dei docenti Tommaso Carella, Lucia Giulia Fassini e Alda Ferrari. Il video s’intitola «Letteratura di fabbrica: l’operaio e la fabbrica» e si può vedere sul sito www.liceodonmilaniromano.it (sezione iniziative-eventi 2011-2012 ),

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/293563_romano_la_fabbrica_e_gli_operai_un_video_dei_liceo_don_milani/

Olimpiadi e Pil

La  prima medaglia d’oro delle Olimpiadi di Londra è già stata assegnata.   Vale 12 miliardi di euro e l’ha vinta (specialità balzo del Pil) il  paese organizzatore, la Gran Bretagna. Carta canta: l’Europa è in crisi.  Tutto il vecchio continente,  con l’eccezione della Germania,  arranca  in piena recessione cercando – senza trovarle – misure  in grado di  stimolare la crescita. L’Inghilterra, beata lei, ha fatto da sé. E a far  correre la sue economia, anche se non proprio alla velocità di Usain  Bolt, ci penseranno i trentesimi giochi dell’era moderna  che tra una  schiacciata del Dream team di Lebron James, una smorzata di Roger  Federer e una bracciata di Federica Pellegrini  regaleranno al paese un  bonus  secco di quasi un punto di prodotto interno lordo (stime Bank of  England) grazie a un giro d’affari da 10 miliardi di sterline (12  miliardi di euro, appunto). Più, ciliegina sulla torta, 22mila posti di  lavoro, temporanei in buona parte, ma benedetti in questi chiari di  luna.

 

http://www.repubblica.it/mobile-rep/affari-e-finanza/2012/06/11/news/londra_business_a_cinque_cerchi_la_scommessa_delle_olimpiadi_vale_12_miliardi_e_un_punto_di_pil-36996284/

Pressione fiscale fuori controllo?

Tra il 2000 e il 2012, la spesa pubblica italiana è aumentata di 250 miliardi, “alla straordinaria velocità di crescita di oltre 2 milioni di euro all’ora”.

Per le imprese, pressione fiscale al 53,7%

http://www.repubblica.it/economia/2012/06/12/news/pressione_fiscale_al_53_7_la_spesa_pubblica_cresce_di_2_mln_l_ora-37041243/?ref=twhr&utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter