Tra le mura domestiche…

Le donne ne parlano poco, a fatica, e di solito dopo molto tempo. Ammettere che per anni si è pianto ma sopportato, sofferto ma non denunciato, spesso davanti ai figli, senza aver la forza di rompere le catene, è qualcosa che fa male, troppo male. Eppure è così. La maggior parte delle donne vittime di violenza tra le mura domestiche resta con il proprio partner. Per sempre, per un periodo lungo, per alcuni anni: comunque la rottura non è immediata e molto dipende dall’età delle donne, dalla presenza dei figli, dalla regione in cui si vive.

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/07/04/news/perch_solo_una_donna_su_due_lascia_il_compagno_violento-38478977/

Mozione di sfiducia respinta

Elsa Fornero resiste. La Camera ha respinto le mozioni di sfiducia presentate da Idv e Lega contro il ministro del Welfare. I voti a favore sono stati 88, 435 i contrari, 18 gli astenuti. La votazione di oggi, dopo le dichiarazioni al Wall Street Journal in cui la Fornero ha sostenuto che il lavoro non sia un diritto, è stata preceduta da tensioni nei partiti della maggioranza. E una posizione compatta oggi in Aula da parte di Pd e Pdl non era per niente scontata, tanto che ieri il presidente del Consiglio Mario Monti aveva avvertito che un voto contro il ministro sarebbe stato un voto contro l’intero governo. Alla fine però i partiti della maggioranza hanno assicurato il loro sostegno all’esecutivo, seppure con qualche defezione tra i deputati del Pdl (in cinque hanno votato sì alla sfiducia, 16 sono stati gli astenuti, mentre 40 gli assenti, di cui 9 in missione). Nel Pd invece non hanno partecipato al voto in 19, ma – spiegano dal gruppo – solo 5 erano gli assenti non giustificati.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/04/fornero-respinta-mozione-di-sfiducia-alla-camera-di-pietro-dal-ministro-imbroglio/283302/

 

Il lavoro perduto dei giovani

I giovani italiani, a differenza che in altri paesi, non hanno reagito alla crisi decidendo di continuare a studiare, ma anzi hanno ridotto le loro iscrizioni all’università. Probabilmente perché si sono resi conto che le lauree triennali non offrono uno sbocco adeguato sul mercato del lavoro rispetto ai diplomi di scuola secondaria, non sono in grado di ripagare l’investimento aggiuntivo fatto in istruzione. Infine, essendo questa una crisi finanziaria, è ancora più difficile per i giovani che hanno progetti imprenditoriali avere accesso al credito. Di solito nelle recessioni c’è anche una parte creativa perché il costo minore del credito, del lavoro, dei fabbricati, del capitale permette a chi ha nuove idee di realizzarle. Ma questo non avviene durante le crisi finanziarie, soprattutto da noi dove le banche non hanno investito nella selezione di nuovi progetti imprenditoriali. Ogni strategia che voglia davvero affrontare il problema della disoccupazione giovanile deve perciò avere tre cardini principali: primo, deve migliorare il percorso di ingresso nel mercato del lavoro; secondo, deve affrontare il problema dei trienni, spingendo più giovani a continuare gli studi oltre la scuola secondaria; terzo, deve favorire l’accesso al credito per chi ha idee imprenditoriali. …

Tito Boeri su Repubblica

http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/18-lavoro-economia-a-finanza/34467-percorsi-dingresso-e-crediti-agevolati-.html