In cassa non c’è un euro….

……… è diventato di moda condannare l’austerità e suggerire alternative keynesiane: iniezioni di denaro pubblico per battere la recessione. Ma mentre da noi le si invoca, in Germania sono convinti che l’Italia di oggi sia proprio il frutto di un lungo ciclo di politiche keynesiane. E in effetti è legittimo pensarlo di un Paese che ha accumulato la bellezza di duemila miliardi di euro di debiti. Si è trattato, a dire il vero, di una versione più casereccia del tax and spending dei socialismi scandinavi. Anche perché, duemila miliardi di debiti dopo, noi abbiamo ancora otto milioni di poveri e crescenti ineguaglianze.

Ma ammettiamo ……………. che dai vizi conclamati del mercato si debba passare alle virtù della mano pubblica: con quali soldi? Dove intendono attingere le ingenti risorse che servono (perché uno stimolo keynesiano o è ingente o non è)?

Poiché in cassa non c’è un euro, e poiché non possiamo battere moneta per inflazionare il nostro debito, si presume che i keynesiani di ritorno pensino a un ricorso ai mercati. Vorrebbero cioè curare il debito con altro debito. Ai tassi di interesse attuali? Consegnando ai vituperati mercati una sovranità ancora maggiore sulle nostre scelte economiche? Perfino per fare una politica keynesiana bisognerebbe prima convincere i mercati che si possono fidare di noi, e prestarci soldi a bassi tassi. L’austerità di oggi è dunque la precondizione di qualsiasi politica di domani, anche di quella più illusoriamente espansiva.

 

http://www.corriere.it/editoriali/12_luglio_18/risorse-immaginarie-polito-editoriali_971b2f02-d095-11e1-bab4-ef0963e166ba.shtml

One thought on “In cassa non c’è un euro….

  1. Siete messi bene!
    L’austerità come precondizione per l’espansione.

    Al di là delle considerazioni teoriche e di politica economica, non vi rendete nemmeno conto della contraddizione logica.

    L’austerità genera solo povertà e miseria. Negli ultimi due anni, con le vostre politiche di austerità, il pil è sceso quasi del 5% e la disoccupazione è passata dal 10,7 di quando voi scrivevate questo post al 12% del luglio 2013.

    E’ vero. L’Italia ha perso la sovranità monetaria. Ma questo semmai dovrebbe far riflettere sul guaio in cui ci siamo cacciati, dato che le politiche economiche che ci chiede l’Europa (avete mai sentito parlare di fiscal compcat?) non faranno nulla per farci uscire dalla crisi.

    Quanto al debito pubblico di 2000 miliardi, lo sapete che negli ultimi 20 anni è aumentato di 1750 miliardi solo per gli interessi? e che l’avanzo primario (sono sicuro che sapere cos’è) è stato di 650 miliardi?

    E sapete spiegarmi come può essere keynesiana una poltica di bilancio che negli ultimi 20 anni ha restituito al settore privato (al netto degli interessi pagati al settore finanziario) meno di quanto ha prelevato in termini di imposte e tasse?

    Prima di sproloquiare su Keynes, vi consiglio di studiarlo.

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