Un disegno di legge per fermare il cemento

 Sei articoli per mettere un freno alla cementificazione che, dagli anni 70 ad oggi, ha determinato un crollo della Sau (superficie agricola utilizzata) del 28%. «Ogni giorno 100 ettari di terreno vanno persi, negli ultimi 40 anni
parliamo di una superficie di circa 5 milioni», ha affermato il ministro alle politiche agricole Catania. «Siamo passati da un totale di aree coltivate di 18 milioni di ettari a meno di 13. Il consumo del suolo nel nostro Paese deve essere una priorità da affrontare e contrastare. Dobbiamo invertire la rotta di un trend gravissimo che richiede un intervento in tempi rapidi. Serve una battaglia di civiltà per rimettere l’agricoltura al centro di quel modello di sviluppo che vogliamo dare al nostro paese».

Il disegno di legge prevede che sia un decreto del ministro delle politiche agricole, adottato d’intesa con i ministri dell’ambiente e delle infrastrutture, a determinare l’estensione massima di superficie agricola edificabile sul
territorio nazionale. Sarà necessario tenere conto dell’estensione e della localizzazione dei terreni agricoli rispetto alle aree urbane, dell’esistenza di edifici inutilizzati nonché dell’esigenza di realizzare infrastrutture e opere
pubbliche e di ampliare quelle esistenti invece che costruirne di nuove.

Un articolo di Carlo Petrini

http://eddyburg.it/article/articleview/19290/0/164/

 

E’ l’Unione che non fa i propri compiti

 La Grecia esce, non esce? Lo sapremo a settembre, quando parlerà la trojka (Commissione, Bce, Fmi). Il Fondo salva-Stati nascerà, anche se con pochi soldi? Da settimane, l’intero Sudeuropa sta appeso alla decisione che la Corte Costituzionale tedesca prenderà, il 12 settembre, su Fondo e Patto di bilancio (Fiscal Compact). I due accordi sono compatibili con la costituzione tedesca, e in particolare con il principio di democrazia che nell’articolo 20 fa discendere il potere dello Stato dalla sovranità del popolo e del Parlamento? Fino ad allora resteremo appesi, come d’autunno le foglie sugli alberi. La foglia greca già è semi-staccata, ma la morte va inflitta a fuoco lento. Alcuni dicono che l’espulsione serve a sfamare il sotterraneo bisogno tedesco di punire, più che di aggiustare. Di sfasciare e comandare, più che di ricostruire e guidare. Anche per questo, incerti più che mai sulla voglia europea d’esistere, i mercati impazziscono….

L’unica certezza, nell’odierno turbine monetario, è che gli Stati sono ormai un ibrido: non più sovrani, non sono ancora federali….

L’Unione già si trasforma, influenzando sempre più le vite dei cittadini, ma fino a quando non saranno sciolti i due nodi vitali  –  quello della democrazia, quello di una Bce che non può intervenire come la Banca centrale americana o giapponese, perché nessuno vuole affiancarle un governo federale  –  la sua sovranità sarà considerata illegittima, non credibile, sia dai cittadini sia dai mercati. L’indipendenza della Bce è importante, ma a che serve se l’Unione  –  a differenza dell’America, del Giappone, dell’Inghilterra  –  non ha il dominio della propria moneta? Uno scettro è stato tolto agli Stati, e giace per terra nella polvere….

Un dogma che sta facendo proseliti: “Abbiamo fatto i nostri compiti: come mai i mercati ci colpiscono lo stesso?”. Ci colpiscono perché il compito casalingo non è tutto. Ha detto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: “200 punti di spread sono colpa nostra, il resto è dovuto ai problemi comuni dell’euro”. È l’Unione che non fa propri compiti. Quando li farà, quando avrà una Banca centrale prestatrice di ultima istanza, casa in ordine significherà qualcos’altro. Non diminuiranno gli obblighi di ognuno, ma la casa sarà europea e il suo volto muterà

Un articolo  di Barbara Spinelli, non facile da leggere per giovani studenti, ma molto lucido.

http://www.repubblica.it/politica/2012/07/25/news/spinelli_europa-39654351/