Furti sgangherati

Piccoli crimini, specchio di un paese precario che – dati freschi  del Viminale – ha visto crescere del 5,4 per cento i reati nell’  ultimo anno, 2,7 milioni di delitti, oltre duecentomila furti in  appartamento con un +21 per cento (il record a Forlì, quasi  il sessanta) un aumento vertiginoso dei “colpi” nei negozi. Si  ruba qualsiasi cosa, tutto e subito: le griglie dei tombini, una  caldaia, le elemosine, gli arredi delle tombe dei cimiteri.  Galline e angurie, pezzi di formaggio, frutta e verdura…..

«Arrestato il Topo  Gigio dei ladri»: Gazzetta di Reggio, 2 agosto. Siamo a San  Polo, in Emilia. I carabinieri della locale stazione catturano in  un supermercato un cittadino ucraino di ventotto anni residente a  Reggio, Sergy Burnashov. Nello zaino ha nascosto una mezza  dozzina di punte di formaggio. Il furto di parmigiano è la  sua specialità, lo avevano già fermato a Scandiano per  lo stesso reato. Ruba e rivende ai ristoratori della zona, a  volte anche a qualche casalinga. Nome d’ arte inevitabile,  annusata la refurtiva: Topo Gigio. Il giorno dopo è stato  condannato a quattro mesi di reclusione e duecento euro di multa,  pena sospesa. Sei agosto, Provincia Pavese: «La Madonna ti  vede, messaggio in chiesa per i ladri». Sannazzaro, la  chiesetta della Madonna nera di Loreto. È un po’ di tempo  che spariscono le elemosine e persino le candele votive,  così «una zelante volontaria della chiesa e ammiratrice  del grande scrittore di Don Camillo e Peppone ha esposto un  eloquente cartello che ammonisce chi volesse ancora commettere  simili atti. La scritta è emblematica e dice: “La Madonna ti  vede”».

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/08/26/rubano-pasta-fagioli-il-ritorno-dei-soliti.html

La Mela vince il duello

È Apple a vincere il duello legale tra i due giganti della tecnologia: Samsung – che presenterà ricorso – ha copiato tecnologie e funzioni che appartengono all’innovazione, rivoluzionaria per come ha ridefinito il mondo dei dispositivi mobile, di iPhone e iPad. Tre brevetti in particolare – secondo la corte – sono stati copiati volontariamente. L’azienda sudcoreana dovrà pagare 1,05 miliardi di dollari. Questo è il verdetto dei giurati, due donne e sette uomini, che sono stati riuniti tre giorni in camera di consiglio a San Jose, in California. Il passo successivo – si attende che la corte si pronunci – potrebbe essere il divieto di vendita negli Stati Uniti dei prodotti Samsung su cui è stato riscontrato il plagio tecnologico. Condizione che rafforzerebbe la posizione di Apple nell’universo in espansione dei dispositivi mobili: i due colossi controllano già più della metà del mercato degli smartphone. Samsung ha presto annunciato riscorso: «Agiremo immediatamente per ribaltare questa decisione». Il titolo dell’azienda di Cupertino, nelle ore che hanno seguito il verdetto, è salito dell’1,82% a 675,90 dollari….

Secondo il legale di Cupertino, Harold McElhinny, Samsung stava attraversando una «crisi del design» dopo il lancio nel 2007 dell’iPhone, così i vertici dell’azienda coreana decisero di approfittare degli elementi rivoluzionari di quel dispositivo. Ma il colosso asiatico ha obiettato, spiegando quanto fosse semplice, e legale, dare ai consumatori ciò che volevano: smartphone dai grandi schermi. Altro che violazione: Apple ha creato prodotti di successo – hanno ammesso i coreani – ma non può pretendere il monopolio sul design di telefoni rettangolari con angoli smussati. E comunque – hanno aggiunto – alcune tecnologie oggetto della discordia erano in realtà già state usate da altri marchi.

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_agosto_25/processo-apple-samsumg-verdetto_d44e51be-ee41-11e1-9207-e71b224daf2a.shtml

Perchè la benzina costa così cara….

Il prezzo del petrolio è diverso da quello della benzina. Questa è sì un derivato del petrolio, ma prima di poter essere venduta deve passare attraverso un processo di raffinazione in grandi stabilimenti.

Fino a 20-25 anni fa il prezzo del petrolio era fissato dal profitto che doveva ricavarne l’impresa che estraeva e da quello che ricavava l’impresa della raffinazione. Questa aveva guadagni elevati. Tutto cambia appunto circa 25 anni fa, per tre motivi. I giacimenti di petrolio per il 70-80% non appartengono più alle grandi imprese che lo estraggono, ma agli Stati, e per gli Stati è molto più facile imporre i propri prezzi. Ma soprattutto è cambiato il sistema di vincoli sulla raffinazione. In primo luogo ci sono quelli di tipo ecologico. ……… Da circa 15 anni i profitti della raffinazione non vengono dal processo industriale; coloro che gestiscono le pompe di benzina realizzano i profitti soprattutto vendendo attorno alla pompa una serie di beni di largo consumo.
In Italia per comprendere il meccanismo che determina il prezzo della benzina va considerata anche l’imposizione fiscale. Negli anni 50 il governo giustificò l’aumento delle accise con la necessità di finanziare l’autostrada del Sole. Quando l’autostrada fu terminata, però, le imposte rimasero, anzi sono sempre state soggette a un aumento costante.

Naturalmente tutto dipende anche dal regime fiscale. Come noto ci sono Paesi nei quali il prezzo della benzina gode di sussidi di Stato, in America Latina, in Nord Africa, ma anche negli Stati Uniti, dov’è possibile costruire raffinerie perché i margini degli impianti sono ancora elevati e la legislazione ambientale è molto meno costrittiva che in Europa. Agli elementi che determinano il prezzo va poi aggiunto il trasporto. Un tempo le raffinerie venivano costruite in prossimità dei mercati in cui si pensava di vendere, oggi la benzina viene prodotta spesso lontano e questo non fa che accrescerne il prezzo. La stessa struttura delle imprese petrolifere è cambiata. Alcune grandi hanno abbandonato le loro reti di distribuzione e si sono concentrate sulle estrazioni e sulla vendita del petrolio, altre come l’Eni, la Shell o la Total hanno continuato a estrarre il petrolio, raffinarlo e distribuirlo. …..

http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/18-lavoro-economia-a-finanza/35790-quellaccisa-per-costruire-lautosole-che-ancora-si-paga.html

Le micro-famiglie

Le famiglie italiane sono sempre più piccole, microscopiche anzi. Tre, due, uno, questa è la formazione, gli altri restano fuori dalla porta. Addio clan, il nucleo si è scisso, diviso, “atomizzato” in mille forme nuove, e ognuno vive orgogliosamente sotto il proprio tetto. Felici? Forse, abbastanza, chissà. Figli o non figli la famiglia è diventata mini. C’è il nucleo di tre: mamma, papà e un bambino. C’è il nucleo di due: si chiama “monoparentale” e vuol dire (ottanta volte su cento) che in quell’appartamento c’è una mamma-sola e un ragazzino da crescere. E poi ci sono i numeri “uno”: nuclei unipersonali dice l’anagrafe, ossia single, soli, in Italia quasi 5 milioni di persone, una valanga, a Milano rappresentano il 40% della popolazione cittadina, e insieme ai figli unici hanno
mutato per sempre relazioni, affetti, e regole del mercato.  Dal macro al micro. Nel 2011 dice il Censis, «il 35% di tutte le compravendite immobiliari ha riguardato case di taglio piccolo e monolocali». Una vera mutazione antropologica, spiegano i demografi. Negli anni Cinquanta in media un bambino italiano poteva contare su circa 30 parenti, tra nonni, zii e un mucchio di cugini. Oggi chi arriva a 10 è fortunato….

http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/20-welfare-a-politiche-sociali/35771-italia-il-paese-delle-micro-famiglie.html

2 euro al litro: record per la benzina

Nuovo record per il prezzo della benzina: oltre 2 euro al litro, massimo storico per la rete ordinaria, cioè fuori dalle autostrade

Con i nuovi rincari, fanno sapere i consumatori, le famiglie spenderanno 768 euro in più all’anno, la stessa cifra che una famiglia spende mediamente per 50 giorni di spesa alimentare. Lo hanno calcolato Federconsumatori e Adusbef: i costi diretti in più per i pieni saranno di 420 euro annui. «Cifra ragguardevole», commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef «a cui si aggiungono i maggiori esborsi dovuti agli aumenti indiretti (soprattutto per il trasporto delle merci), pari a ben 348 euro annui». Il totale degli aumenti calcolato dalle associazioni ammonta quindi a 768 euro annui.

http://www.corriere.it/economia/12_agosto_22/benzina-oltre-due-euro-record_43e0fa94-ec40-11e1-9004-4e22268e2993.shtml

 

PolentOne

….. i tradizionalisti storceranno un pò il naso sentendo parlare di PolentOne e  della sorprendente avventura imprenditoriale del bergamasco Marco Pirovano, che  nel giro di un paio di anni ha aperto una serie di negozi di polenta take away in provincia di Bergamo e a Brescia. E che per la fine di settembre si appresta  ad inaugurare il suo primo locale a Milano, in piena Città Studi. …

L’ intuizione è stata quella di prendere un piatto che già di per se è popolare per storia e tradizione, e di renderlo ancora più popolare attraverso
prezzi accessibili e alla portata di tutti. Il tutto senza la pretesa di aprire un ristorante e di mettersi in competizione con i professionisti del settore, ma semplicemente ponendosi sullo stesso piano di chi confeziona cibo da strada pronto uso, come fanno i vari kebab e piadinerie

http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/12_agosto_22/polenta-take-awai-bergamo-farina-gialla-citta-alta-2111523581825.shtml

Otto mesi per esaurire i beni di un anno

Il 22 agosto è il giorno in cui il consumo di beni naturali nel mondo supera la quantità prodotta nell’intero 2012. Una data, calcolata dal Global Footprint Network di Londra, che ogni anno si sposta indietro: nel 1987 era il 19 dicembre. “Entro la metà del secolo ci serviranno due pianeti

Vivere al di sopra dei propri mezzi? Si può fare: basta accumulare debiti, o dare fondo ai propri risparmi. Gli effetti, però, possono essere nefasti. L’economia globale non ha solo debiti finanziari, ma anche e soprattutto ambientali: oggi, a nemmeno due terzi del 2012, è già l’Overshoot Day, giorno in cui si sono esauriti i beni naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno. “Per sostenere i nostri elevati consumi, abbiamo liquidato le riserve di risorse e abbiamo permesso che la Co2 si accumulasse nell’atmosfera”, spiega il Global Footprint Network (Gfn), l’istituto di ricerca che da 25 anni calcola il deficit ecologico planetario

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/21/pianeta-terra-consumati-in-otto-mesi-anno-di-risorse/330696/

La piramide rovesciata

Secondo Eurostat gli occupati in Italia sono (al primo trimestre di quest’anno) 450 mila in meno che nel 2007, quando esplose quella che allora si chiamava la crisi dei subprime . Oggi su una popolazione che l’ufficio statistico europeo valuta in 60,8 milioni di residenti, lavorano solo 22,3 milioni di persone. È una quota del 36,8%, superiore – di poco – solo a quella della Grecia, un altro Paese con valori di disoccupazione e di caduta del Pil (meno -15% dal 2007) in tutto simili a quelli della Grande depressione americana. L’economia italiana somiglia a una piramide rovesciata, la cui base formata da chi produce si restringe sempre di più. Se si eliminasse l’apporto degli stranieri, fra i quali svolge un’attività una quota più elevata di persone (circa il 44%), emergerebbe che i cittadini italiani effettivamente al lavoro sono poco più di uno su tre. Di rado gli economisti guardano a queste cifre, che fotografano i produttori di reddito in proporzione al totale dei consumatori di ogni età. Ritengono più rilevante la disoccupazione in senso tradizionale (data da chi cerca un posto) o il tasso di occupazione rispetto alla potenziale manodopera fra i 15 e i 65 anni.

L’ANOMALIA STORICA – Ma il dato dei lavoratori sul totale dei residenti rivela più chiaramente l’anomalia italiana, che viene da lontano e ha molte cause. In una fase di recessione prolungata, diventa solo più acuta e difficile da sostenere. Una delle ragioni di fondo della «base stretta» della piramide è l’età media decisamente elevata della popolazione. La quota di pensionati è alta non solo perché nei decenni scorsi molti si sono ritirati in anticipo. Semplicemente, nel Paese vivono molti più anziani che in Spagna o in Grecia. L’italiano «di mezzo», quello più giovane di metà della popolazione e più vecchio dell’altra metà, oggi ha 43,8 anni. È uno dei livelli più alti al mondo con il Giappone (45,4 anni) e la Germania (45,3).

http://www.corriere.it/economia/12_agosto_20/lavoro-pil-tutti-ritardi-dell-italia-federico-fubini_1fb5cf4e-ea85-11e1-844e-2ddbe2183fb0.shtml