Recessione?

Un gruppo di banchieri e politici non eletti. Che impongono la loro  legge in nome della crisi. Altrimenti, dicono, sarà la fine dell’Europa.  Ma non è vero niente. La denuncia di un grande intellettuale  controcorrente: Hans Magnus Enzensberger

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Crisi? Ma quale crisi! I caffè, i ristoranti, i bar sono strapieni. Negli aereoporti si accalcano i turisti. Ovunque si sente parlare di fatturati record nelle esportazioni e della disoccupazione che diminuisce. Come se la realtà dell’Unione europea sia davvero quel che ne dice la tv. Con i telespettatori che seguono ormai sbadigliando gli ultimi vertici scalati, settimana dopo settimana, dai politici, e le sempre più confuse diatribe degli esperti di turno….

Evidentemente, non sorprende più nessuno che, da un bel po’ di tempo in qua, i paesi europei non sono più governati da istituzioni legittimamente democratiche. Ma da tutta una serie di sigle che ne hanno preso il posto. Sono sigle come Efsf, Efsm, Bce, Eba o Fmi che ormai determinano qui in Europa il corso degli eventi. Solo alcuni esperti sono in grado di decrittare tutti questi acronimi. D’altronde, anche chi, come e che cosa si decide all’interno della Commissione europea o nella Eurozona sono solo degli adepti ad intuirlo. Quel che tutte queste istituzioni e decisioni hanno in comune è di non esser previste in nessuna costituzione del mondo. E che nessuno di noi normali elettori può mai esprimere la sua riguardo alle loro decisioni. L’ unico vero attore a cui queste istituzioni prestano ancora ascolto sono i cosiddetti “mercati”, il cui potere si esprime nelle oscillazioni dei tassi d’interesse e dei corsi delle valute come nei rating di alcune agenzie americane …….

Disoccupazione giovanile senza freno

Avere meno di 35 anni e trovare lavoro in Italia, sembra essere questa la vera mission impossible al tempo della crisi. Gli ultimi dati Istat disponibili circa il mondo dell’occupazione tratteggiano un quadro a tinte fosche, con l’occupazione giovanile che nel secondo trimestre 2012 subisce un vero e proprio crollo.

 Secondo le rilevazioni svolte dall’Istat con riferimento al secondo trimestre dell’anno in corso, il mondo dell’occupazione sta attraversando una crisi durissima che colpisce soprattutto i piu’ giovani. In Italia, infatti, il numero di occupati tra i 15 e i 34 anni di eta’, infatti, sarebbe diminuito di circa il 20% nel corso degli ultimi cinque anni, calando in termini assoluti di circa un milione e mezzo.