Il mercato dell’auto oggi

IL MONDO
A livello mondiale il mercato  delle  auto non è affatto in crisi. Grazie alla spinta dei paesi  emergenti e nonostante il parziale rallentamento  dell’economia cinese,  nel primo semestre 2012 sono stati venduti sul pianeta 40 milioni e 466  mila auto, il 6,7 per cento in più dello  stesso periodo del 2011, che  pure  era stato un anno record. È dunque  immaginabile che a fine anno  si arriverà intorno agli 80 milioni di auto vendute, un po’ piú di una  ogni cento abitanti. Molta parte di questo incremento è stato realizzato   in Asia. I costruttori europei che si sono attrezzati prima per essere   presenti su quei mercati hanno  retto meglio alla crisi. La Fiat è  riuscita a intercettare solo parzialmente quella crescita, grazie allo  storico  insediamento in Brasile, in questi anni vera gallina dalle uova   d’oro per il gruppo di Torino. Ma non basta.  Uno dei problemi è che  anche Chrysler non è ben posizionata in Asia. Marchionne ha deciso  di  correre ai ripari in Cina  ma ci vorrà tempo.
L’EUROPA
Il mercato  viaggia a due velocità. Complessivamente nei primi otto mesi dell’anno  ha perso il 6,6 per cento ma è una somma algebrica.
Perché i paesi  della zona euro sono scesi del 9,6 mentre il resto del continente  è  salito del 2,5 per cento. La zona euro pesa di più sul totale perché   comprende tutti i principali mercati tranne quello inglese. Il crollo  dell’area euro è evidente conseguenza delle politiche recessive  dei  governi per far fronte alla crisi del debito. Infatti i mercati dei  paesi del Sud Europa vanno peggio degli altri. A livello continentale  questa dinamica favorisce soprattutto  le case tedesche che  rappresentano  ormai il 43 per cento del mercato (se si esclude Ford  Europa che vale il 7,5 per cento). Le due case  francesi hanno insieme  il 21 per cento mentre il gruppo Fiat ha il 6,5 e perde rispetto al 7,2  dello scorso anno. Nella crisi c’è dunque chi vince. Nei primi otto mesi  dell’anno Volkswagen ha addirittura incrementato  le vendite, sia  pur di poco (+0,5 per cento). Il cali più vistosi  sono quelli di Fiat (  — 16,5 per cento) e Renault (—16,1). Il calo di Fiat è dovuto al fatto  che il mercato di riferimento, quello italiano, è quello che ha perso di  piú ( — 19,9) tra i cinque grandi del continente.

http://dirittiglobali.it/home/categorie/18-lavoro-economia-a-finanza/36727–caso-panda-primo-effetto-della-crisi-da-pomigliano-meta-delle-auto-previste-.html

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