La ricetta di un Nobel

Grande appello al passato … e alla cara vecchia lira. “Uscire dall’euro è meglio che seguire politiche suicide”.
Così l’economista americano Joseph Stiglitz. Il Premio Nobel rompe le righe e va controcorrente, in una fase tutta europeista. Stiglitz condanna i piani rigidi di austerità, critica la flessibilità senza protezioni nel mercato del lavoro. E trova nel ritorno al passato la ricetta per uscire dalla crisi. Dalle monete nazionali alla riduzione del potere bancario che ha preso il sopravvento sul quello politico.

“Nel diciannovesimo secolo siamo passati”, spiega Stiglitz, “dall’agricoltura all’industria. I lavoratori agricoli erano più del necessario e hanno dovuto fare le fabbriche. Ora siamo nella stessa situazione. L’industria è molto produttiva ma fornisce molti meno posti di lavoro.”.   Lo spazio da occupare è il settore dei servizi che, secondo Stiglitz, manca.  Ed è qui che i Governi possono trovare spazio. Entrano così in gioco i piani di austerità messi a punto  dai Paesi membri. “La rigidità delle politiche non sono la soluzione. Non permette ai governi di aiutare le imprese a passare dalla vecchia alla nuova economia. Tutt’altro: limita le possibilità di sostegno”.

Puntare tutto dunque sui servizi: istruzione, sanità, cultura, turismo ecc.. Molti di questi settori sono pubblici e il settore pubblico deve sostenerli e rafforzarli. …………….

http://www.huffingtonpost.it/2012/09/19/stiglitz-euro-crisi-premio-nobel_n_1896622.html?utm_hp_ref=economia

http://www.rue89.com/rue89-politique/2012/09/13/joseph-stiglitz-la-fin-de-leuro-ne-serait-pas-la-fin-du-monde-235315

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