Due candidati, due visioni diverse dell’economia

Obama vs Romney

Oltre una corsa tra due candidati e due  partiti, queste elezioni rappresentano la gara tra due visioni  dell´economia e del rapporto tra stato e mercato. I due partiti guardano  statistiche diverse, privilegiano indici diversi ma tutte e due  guardano una situazione di stagnazione di redditi e diminuite  opportunità per la classe media, offrendo soluzioni radicalmente  diverse. ..

Quello che gli elettori di Barack Obama vedono è una  disuguaglianza economica crescente che rischia di vanificare il sogno  americano. Nel periodo tra il 2002 ed oggi, per esempio, quasi 70% della  crescita economica è andata all´uno per cento più ricco della  popolazione. Negli anni ‘60, per fare un paragone, circa 65% della  crescita è andata al 90% della popolazione più povero. I ricchi non  soffrivano. Ma i ceti medi e bassi guadagnavano.

Per i repubblicani, il problema non è il divario  tra ricchi e poveri ma la stagnazione economica e la crescita diminuita  degli ultimi anni, non solo negli Usa ma anche in Europa. Il problema  numero uno, a loro avviso, è la crescita dello stato sociale che pesa  sempre di più sull´economia e impedisce la crescita. Secondo Romney e i  repubblicani, uno stato sociale generoso è insostenibile nel futuro,  anche a causa dell´invecchiamento della popolazione. Ed è indesiderabile  perché un governo troppo generoso crea dipendenza, toglie iniziativa, e  crea un deficit che strangolerà l´economia. Il noto commento di Romney  sul 47% degli americani che non fanno altro che aspettare aiuti del  governo è stato imprudente ma rispecchia un´opinione diffusa tra  elettori repubblicani…..

Dal 1980, gli Stati Uniti  hanno vissuto, con brevi eccezioni, nel paradigma economico di Ronald  Reagan. La formula economica è stata tasse più basse (soprattutto per i  ceti più alti) e vedremo più produttività, che sarà eventualmente  diffusa in tutti i ceti sociali. E Romney propone più o meno la stessa  cosa: abbassare il livello di tassazione per i più ricchi dal 35 al 25% e  eliminare le tasse di successione….

Ma secondo Joseph Stiglitz è  proprio la re-distribuzione del reddito verso i ceti più alti a  rallentare la crescita. I più ricchi prendono sempre più risorse, anche  grazie all´accesso al sistema politico, e creano un ciclo vizioso in cui  le loro ricchezze si moltiplicano. Infatti, è la disuguaglianza è  sempre stata giustificata citando la forte mobilità economica e sociale  negli Usa. Ma i dati degli ultimi decenni contraddicono questa  tradizione. Gli Usa hanno una mobilità economica inferiore rispetto a  molti paesi europei e un livello di disuguaglianza maggiore. Quindi, i  democratici propongono più investimenti in educazione, ricerca e più  re-distribuzione dei redditi con alcuni aggiustamenti per rendere lo  stato sociale sostenibile. Mentre i repubblicani vorrebbero disfare  molta dell´impalcatura dello stato sociale, perché lo vedono come  l´ostacolo principale alla crescita.

http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/33-internazionale/38376-soldi-welfare-sogni-braccio-di-ferro-sul-futuro-dellaamerica.html

A 14 anni «ruba» un’identità per amore

Incoscienza, amore e fantasia: tre ingredienti che hanno portato una ragazza di 14 anni di Napoli a sostituirsi ad una coetanea assenteista (e quindi sconosciuta agli insegnanti) per frequentare, con la complicità degli altri alunni, una scuola, diversa dalla sua, e tentare di recuperare il rapporto incrinato con il fidanzatino. Insomma, di «far pace» con lui.

La ragazza, che ora rischia la denuncia da parte della Polizia per sostituzione di persona, è un’adolescente  che vive a Secondigliano e dovrebbe frequentare la terza media all’istituto «Berlinguer». Ma è fidanzata con un alunno iscritto alla prima superiore dell’istituto «Vittorio Veneto», nella vicina Scampia. E si è sostituita a una ragazza assenteista, iscritta alla stessa scuola del suo innamorato.

http://www.corriere.it/cronache/12_novembre_06/napoli-14enne-ruba-identita-scuola-fidanzato_093a927a-284e-11e2-9e66-88ac4e174519.shtml