Ingorgo istituzionale in vista

C’è la meta, non ancora la rotta. Sappiamo che ci attende una cartolina precetto per il voto, ma non sappiamo quando, come, per chi. Mancano le regole della competizione (votare con le vecchie sarebbe una sciagura). Manca un’offerta politica precisa (quanto alla domanda, non ne parliamo: ormai il primo partito è quello del non voto). E manca in ultimo la data: al singolare, o forse al plurale. Quando e quanto voteremo? In un’unica tornata o distanziando le elezioni regionali e nazionali?…………..

http://www.corriere.it/opinioni/12_novembre_20/ainis-slalom-verso-voto-ingorgo-istituzionale_2e0f639a-32ef-11e2-b51a-501fa6538944.shtml

Un animale senza difese: l’Europa

Non so bene quanti siano gli Stati, Staterelli o isolotti-Stato oggi esistenti. Diciamo, all’ingrosso, circa 200. Eppure il più strano animale tra questi duecento è l’Europa dell’euro. L’animale è grandino, conta ancora nel mondo, ma è anche un animale assurdo. È unificato da una moneta comune sottratta al controllo dei singoli Stati membri. E fin qui va bene. Però disporre di una moneta unica non basta: impedisce, è vero, il rimedio «sporco» della inflazione per fronteggiare i debiti; ma oggi come oggi facilita le incursioni monetarie della speculazione internazionale.

Il rimedio? Quello risolutivo sarebbe, a detta dei più, di arrivare a un’Europa federale. Ma temo che sia un rimedio impossibile. Uno Stato federale richiede una lingua comune. Difatti tutti gli Stati federali esistenti sono costituiti da componenti che si capiscono e parlano tra loro. La Germania parla tedesco, gli Stati Uniti e l’Australia l’inglese (e così pure l’India a livello di élite di governo), il Brasile il portoghese, l’Argentina e il Messico lo spagnolo, e così via citando. Se l’Europa diventasse uno Stato federale io mi potrei trovare sulla scheda di voto un candidato finlandese del quale non saprei nemmeno pronunziare il nome e del quale nessun europeo sa nulla. La sola piccolissima eccezione è la Svizzera, che però a livello di classe politica federale si intende benissimo. E trovo stupefacente che nessuno dei proponenti dell’Europa federale si renda conto di questo pressoché insuperabile ostacolo.

E allora? Allora il nostro strano animale è anche il più indifeso al mondo. Tutti gli altri Stati si difendono quando i loro interessi vitali vengono minacciati con dazi e severi controlli doganali. Persino l’Inghilterra, con un piede dentro e un piede fuori dall’Europa dell’euro, resta liberissima di proteggersi con dazi sulle importazioni; e siccome mantiene la sterlina resta anche liberissima di stampare moneta. Lo stesso è ancor più vero per gli Stati Uniti, che per esempio hanno di recente protetto «protezionisticamente» la loro produzione di acciaio …………..

http://www.corriere.it/editoriali/12_novembre_12/un-animale-senza-difese-giovanni-sartori_121347e2-2c91-11e2-ac32-eb50b1e8a70b.shtml