Un cane in carcere

Caterina, visitatore a quattro zampe, entrerà in  carcere. Un giovane detenuto della Dozza, rinchiuso in una della sezioni  più dure dell’istituto, potrà incontrare il suo amato cane al colloquio con i  parenti in programma nel carcere bolognese durante la “festa della famiglia”,  organizzata dal 26 novembre al 1° dicembre in ambienti diversi dal solito  parlatorio, con arredi natalizi e regali e giochi per i bambini. Il  ragazzo, 24 anni, ha fatto richiesta attraverso Alessandra Alberti  dello studio legale Bolognesi  e la direzione ha dato l’ok “in via del  tutto eccezionale”, con la preoccupazione – e chissà perché – che la  divulgazione della notizia possa provocare una pioggia di istanze simili.

L’accesso di cani nelle carceri non è una prassi ordinaria, tutt’altro.  A Bologna nessuno ricorda precedenti. Un caso simile, datato estate 2011 e  ambientato nel penitenziario di Verona, è finito su giornali nazionali e in tv.  “Queste cose vanno fatte conoscere, non nascoste – dice Antonio Fullone, ex  responsabile dell’istituto veneto, ora a Lecce – La prima che ho dato io è stata  a Perugia. A Verona c’era una situazione particolare. Una delle due bestiole  entrate era depressa per la lontananza dal padrone, come da certificazione  stilata da un veterinario. Il doppio esperimento è stato più che positivo e  apprezzato, anche da osservatori esterni. Ben vengano le autorizzazioni.

Il  diritto all’affettività include anche quello per gli animali domestici. Una pubblica amministrazione deve evolversi, dove possibile, anche in questa direzione”.