Sigarette no logo

sigarette-250x200[1]L’Australia è diventato il primo Paese al mondo con i pacchetti di sigarette venduti in pacchetti senza pubblicità nè logotipo dell’azienda produttrice: l’obiettivò è quello di togliere ogni tipo di fascino alla sigaretta e così combattere e prevenire il tabagismo. Tutte le sigarette dovranno essere vendute in pacchetti identici, di color verde oliva, con la marca del tabacco scritta con lo stesso carattere tipografico e le immagini di malattie legate al fumo. Le avvertenze sui rischi per la salute dovranno occupare almeno il 75% della parte frontale del pacchetto e il 90 per cento di quella posteriore

Lo scorso agosto la normativa ha avuto il via libera dell’Alta Corte australiana, che ha respinto il ricorso presentato da quattro colossi del tabacco, British American Tobacco, Philip Morris, Imperial Tobacco e Japan Tobacco.  La British American Tobacco ha avvertito che la normativa causerà un’esplosione del mercato nero perché i pacchetti anonimi faciliteranno la contraffazione a beneficio soltanto del crimine organizzato mentre la sua rivale Philip Morris ha promesso una lunga battaglia giuridica.  L’esempio dell’Australia ha tuttavia riscosso consensi internazionali, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esortato il resto del mondo a seguirlo.

http://www.corriere.it/salute/12_dicembre_01/sigarette-australia-pacchetti_11b551de-3b94-11e2-97b1-3dd2fef8db49.shtml

Disoccupazione: sempre peggio

disoccupati[1]Il peggio deve ancora arrivare. Per l’occupazione il 2012 è stato un anno orribile, ma i prossimi non saranno affatto meglio. Non siamo ancora fuori dalla recessione e quando, prima, si allenterà la discesa del Pil e poi ripartirà l’economia, i tassi di crescita saranno talmente bassi (ben lontani dal 2%) da non essere in grado di produrre un significativo incremento dell’occupazione. Il tasso di disoccupazione ha toccato l’11,1 %, in un solo anno un balzo del 2,3 %. Ci sono quasi tre milioni di italiani che cercano lavoro e che non lo trovano. Il 36,5 % dei giovani non ha lavoro. E tra i tre milioni di precari quasi tutti sono giovani. Resta stabile l’occupazione di uomini e di donne nella fascia di età matura

Non ci sono ricette magiche. Ecco l’opinione di  quattro esperti (il sociologo Luciano Gallino, l’economista Pietro Garibaldi, il giuslavorista Pietro Ichino e il Chief economist della Confindustria, Luca Paolazzi)

http://www.repubblica.it/economia/2012/12/01/news/lavoro_si_chiude_l_annus_horribilis_ma_il_prossimo_sar_peggio_servono_investimenti_e_grandi_aziende-47858648/