2030: come saremo?

mondo futuroIl dominio occidentale sul mondo è solo un ricordo. Il futuro, visto da un rapporto dell’intelligence americana, sistema l’Asia al centro del nostro universo. L’Italia, a sorpresa, riesce ancora a contare più di quanto pesi, ma è un vantaggio di posizione che siamo destinati a perdere.

L’ economia cinese che sorpassa quella americana, e l’Asia che scavalca Europa e Nordamerica sommate assieme. L’ordine globale che dipende dall’alleanza tra Pechino e Washington, ma vacilla e mette a rischio la tenuta della globalizzazione, aprendola porta alle megalopoli che diventano attrici protagoniste sulla scena geopolitica internazionale. E poi la classe media in enorme espansione, che grazie alle nuove tecnologie accrescerà anche il potere diretto degli individui. La medicina in costante progresso, tanto che gli esseri umani saranno in grado di programmare e potenziare i loro corpi, cambiando pezzi come se fossimo dal meccanico…..

http://www.lastampa.it/2012/12/12/esteri/nel-l-asia-dominera-il-pianeta-GOMQ0VpfOfvZMxwPn73gzN/pagina.html

 

«Global Trends 2030: Alternative Worlds”

http://www.acus.org/publication/global-trends-2030-alternative-worlds

 

Tagli al carrello della spesa

carrelloUn miliardo di euro di telefonate in meno. Sei miliardi (potenziali) risparmiati su benzina e gasolio per l’auto, 18 miliardi sulla casa. Basta cappuccino al bar e niente macchina nuova. Le famiglie tricolori festeggiano, si fa per dire, il successo della loro personalissima spending review. I conti domestici faticano non tornano da tempo: la pressione fiscale è salita in un anno dal 42,5% al 44,7%, il potere d’acquisto è crollato del 4,1%….

L’auto è la vittima eccellente dell’austerity casalinga. Una scelta quasi obbligata: la raffica di aumenti delle accise (sulla verde sono salite del 22% tra gennaio e agosto 2012, sul diesel del 33%) ha fatto decollare i prezzi del carburante. E noi, difficile fare diversamente, ne compriamo sempre meno…

Nessuno si stupisce, visti i costi di gestione, se in tantissimi hanno rimandato l’acquisto dell’auto. Le vendite sono crollate del 20% rispetto a un anno fa e quest’anno gli italiani investiranno “solo” 28,7 miliardi per sostituire la loro quattroruote, 7 miliardi in meno del 2011….

Piange il telefono. Di fronte alla corsa dello spread e al calo delle entrate familiari, gli italiani  –  facendo violenza a se stessi  –  hanno imparato a usar meno il cellulare. Nei primi nove mesi dell’anno le entrate di Tim, Vodafone e Wind sono calate di oltre un miliardo di euro….

Nel terzo trimestre di quest’anno le compravendite di abitazioni tra privati    sono state 95mila, il 26% in meno di un anno fa quando già il mercato batteva la fiacca. La spesa totale degli italiani per il mattone calerà a fine anno di 18 miliardi. Volumi ridotti al lumicino come non si vedeva dagli anni ’90. I crolli dei prezzi (-8,4% nel 2012, ma per l’Istat potremmo arrivare a -20%) non sono bastati a scaldare gli aspiranti compratori…

Più pollo e meno pesce. Più pane e meno vino. Più farina, cacao e uova e meno merendine confezionate. La finanziaria fai-da-te ha cambiato pure l’identikit del nostro carrello della spesa. Compriamo meno cibo (- 1,5% nel 2012), risparmiamo puntando sui prodotti senza marca (arrivati ormai al 20% del mercato) e sugli hard discount (l’unica tipologia di punti vendita ancora in attivo) e rivedendo il mix dei piatti in tavola. Il boom delle vendite di olio d’oliva (+7%), farina (+8%) e latte (+2%)  –  materie prime della gastronomia domestica  –  sono la testimonianza di come negli ultimi mesi siano state tagliate le uscite al ristorante e il cappuccino al bar.
Tengono anche cibi poveri come pane e pasta (+3%) mentre la scure dell’austerity  –  per la gioia dei bovini  –  ha ridotto del 6% la spesa per la bistecca. Resta invece in quota (+1%) la domanda per i poveri polli, rei solo di essere più economici. L’onda lunga dell’austerity non risparmierà nemmeno Babbo Natale. La spending review non fa mai festa e gli italiani spenderanno per regali e cenoni “solo” 36,8 miliardi, uno in meno del 2011. San Silvestro, stavolta, si dovrà accontentare di fuochi d’artificio low-cost.

http://www.repubblica.it/economia/2012/12/12/news/tagli_e_risparmi_per_33_miliardi_ecco_la_spending_review_delle_famiglie-48567656/