Twitter : non si può fare a meno di cinguettare

twitter-birds[1]Vietato parlare di fenomeno. Perché un fenomeno esplode all’improvviso mentre Twitter, in Italia, è cresciuto lentamente, quasi a fatica. Un percorso lungo, dai primi esperimenti nel 2008 all’exploit del 2012, l’anno in cui il nostro privato è stato catapultato in piazza e gli eventi del mondo ci sono piombati dritti dentro lo smartphone. Via le frontiere, via qualsiasi distinzione tra serio e faceto: in 140 caratteri si può raccontare tutto.

Volano insulti e battute, sul social network dell’uccellino, ma nonostante ciò le parole partite da un pc o da un telefonino sono riuscite ad entrare nel dibattito pubblico. Che si parli di spettacoli o di politica, «L’ho letto su Twitter» ha sostituito l’espressione «l’ho sentito in tv».

Il successo sul social network è direttamente proporzionale alla capacità di svelarsi. Nella notte del voto Barack Obama avrebbe potuto scegliere un’immagine della festa post-elettorale, invece ha puntato su un abbraccio con la moglie Michelle, anche lei attivissima sul web. Il messaggio: abbiamo vinto noi, questi siamo noi. Due cinquantenni innamorati che guardano al futuro. Su Twitter è sbarcato anche il Papa. «Con gioia mi unisco a voi». Breve, lapidario, ma abbastanza per guadagnarsi oltre due milioni di follower. «In una settimana il Pontefice ha superato Justin Bieber» scriveva fiero «L’Osservatore Romano». ………

http://www.lastampa.it/2012/12/31/tecnologia/esce-fiorello-arriva-mario-monti-l-anno-in-cui-l-italia-si-scopri-social-9p96wH27P87bbuhseAzyCN/pagina.html

Non ottimisti, ma meno pessimisti

1210799000lDkORlItaliani sempre più sfiduciati, ma con attese (speranze?) di un miglioramento nel prossimo anno. Questo emerge dal rapporto 2012 su Gli Italiani e lo Stato.
Diminuiscono la fiducia, con l’eccezione dell’Unione Europea, e la soddisfazione nei servizi, pubblici e privati.
La crisi ha colpito duro e all’italiano restano la famiglia e l’arte di arrangiarsi.

http://www.demos.it/a00796.php?ref=HREC1-4

Viviamo tempi liquidi. Ricorro alla metafora – nota e fin troppo usata – di Zygmunt Baumann. Il quale, per descrivere i cambiamenti del nostro tempo, ha liquefatto tutto. Dalla società alla modernità. All’amore. Tuttavia, nessun’altra definizione mi pare altrettanto efficace per riassumere i dati di questa XV indagine di Demos (per Repubblica), dedicata al rapporto fra gli Italiani e lo Stato. Anni liquidi…..

Le istituzioni: hanno perduto credibilità e fiducia fra i cittadini, negli ultimi anni. A partire dalle più accreditate: le Forze dell’ordine e il Presidente della Repubblica. La stessa magistratura arranca (10 punti in meno negli ultimi due anni). E poi i governi territoriali: Comuni e Regioni, fino a poco tempo fa simboli del federalismo, alternativi al centralismo statale. Cedono anch’essi. In misura significativa. Come le associazioni di rappresentanza economica – sindacali e imprenditoriali. Per non parlare delle banche. Per definizione, istituti di “credito”… In costante perdita di “credito…

http://www.repubblica.it/politica/2012/12/31/news/italiani_politica_speranza-49713312/?ref=HREC1-4