Cinque euro

Durante una cerimonia al Museo Archeologico di Francoforte, trasmessa dalla Bce via internet, il presidente della Bce Mario Draghi ha firmato simbolicamente una gigantografia della nuova banconota da 5 euro, la prima della nuova serie battezzata «Europa..

La filigrana e l’ologramma recano il ritratto di Europa, figura della mitologia greca da cui la nuova serie prende il nome.  Il numero verde smeraldo, l’elemento più evidente, cambia colore passando dal verde smeraldo al blu scuro e produce l’effetto di una luce che si sposta in senso verticale. Sui margini destro e sinistro della banconota sono percepibili dei trattini in rilievo che ne agevolano il riconoscimento, soprattutto per le persone con problemi visivi. Queste caratteristiche di sicurezza, che saranno incluse in tutti i nuovi biglietti, sono facili da verificare applicando il metodo «toccare, guardare, muovere»

http://www.corriere.it/economia/13_gennaio_10/Nuova-banconota-cinque-euro_5c8c96e4-5b43-11e2-b99a-09ab2491ad91.shtml

http://youtu.be/IZSIEO3l-7g

Costituzione: liberare la sua energia repressa

costituzL’avvio della campagna elettorale? Molte facce, poche idee. E un tema completamente oscurato nel dibattito: la riforma delle istituzioni. Eppure è da lì che occorre ripartire, se vogliamo uno Stato più efficiente e più autorevole. Anzi: se intendiamo restaurare il senso stesso della legalità. Perché non puoi prendere sul serio alcuna legge, se chi governa si mette regolarmente sotto i tacchi la legge più alta. E perché è esattamente questo il destino confezionato dai partiti per la Carta del 1947: non essendo capaci d’aggiornarla, hanno finito per disapplicarla in via di fatto, contrapponendole il fantasma della Costituzione «materiale». Sicché abbiamo in circolo due Costituzioni, ma in realtà nessuna.

Di tanto in tanto, fra un talk-show e una conferenza stampa, salta fuori qualche cenno alla riforma costituzionale. Però si tratta di frasi generiche o allusive, parole che svolazzano nell’aria, come bolle di sapone. ……..

…………. non c’è bisogno di riscrivere daccapo la nostra Carta. C’è bisogno casomai di liberarne l’energia repressa, restituendo quote di sovranità al popolo italiano, come afferma l’art. 1. C’è bisogno d’adeguarne gli strumenti per realizzarne i fini, per sanare la frattura tra lo Stato e i cittadini. C’è bisogno, in breve, di una legislatura costituzionale , anziché costituente. In che modo i programmi dei partiti si fanno carico di tale esigenza? ……….

C’è allora una richiesta (per carità, sommessa) da girare ai protagonisti della campagna elettorale. Diteci se e come intendete rafforzare quei pochi strumenti di decisione in mano ai cittadini, a partire dal referendum. Spiegateci quale federalismo avete in mente, e se per esempio sposereste un sistema premiale, che assegni nuove competenze alle Regioni più virtuose. Raccontateci il vostro modello di bicameralismo (o anche una Camera soltanto, perché no? Funziona così nel Nordeuropa, e s’ottengono governi stabili e parlamentari più influenti). Dite la vostra sulla giustizia, sul presidenzialismo, sulla legge elettorale. Anzi no, su quest’ultimo argomento sappiamo già tutto. Difatti mentre intessono discorsi sui massimi sistemi, i nostri leader sono indaffarati a nominare un deputato di qua, un senatore di là. Quant’è comodo il Porcellum, anche se non si può dire.

http://www.corriere.it/opinioni/13_gennaio_11/tante-facce-poche-idee-ainis_10df95a0-5bbd-11e2-b348-07f13d8a1ca0.shtml

Metà del cibo prodotto non viene consumato

ciboCirca la metà del cibo prodotto nel mondo – due miliardi di tonnellate circa – non viene consumato e finisce nella spazzatura senza essere riciclato. Questa è l’impressionante conclusione di un rapporto curato dalla britannica Institution of mechanical engineers (Ime) che nelle sue analisi denuncia, tra i fattori di spreco, per il mondo sviluppato le date di scadenza troppo ravvicinate indicate sugli alimenti e per il mondo in via di sviluppo le “pratiche tecniche e agricole arretrate”.

Il rapporto dell’Ime – Global food, waste not , want not – mette per la prima volta in rilievo in tutta la sua portata il fenomeno strutturale dello spreco alimentare servendosi di date e statistiche dettagliate.

Le nude cifre sono impressionanti. Tra il 30% e il 50% degli alimenti preparati per il consumo non arrivano mai sul piatto dei consumatori e questo a fronte di una situazione che, secondo le stime Onu, vede in prospettiva una crescente pressione sulle risorse naturali. L’Onu stima che nei prossimi decenni ci saranno altri 3 miliardi di bocche da sfamare e proprio in considerazione di questo trend l’Ime invita a combattere lo spreco sistematico di cibo.

La cosa non riguarda naturalmente Soltanto i prodotti ‘finiti’. In Gran Bretagna, ad esempio, circa il 30% delle verdure coltivate non vengono mai raccolte e questo significa in concreto lo spreco – oltre che delle stesse verdure – di qualcosa come 550 miliardi di metri cubici d’acqua utilizzati per innaffiare prodotti che non raggiungeranno mai i consumatori. Le diete a base di carne, aggiunge l’Ime, complicano ulteriormente la situazione considerato che per l’allevamento lo sfruttamento delle risorse idriche è molto più elevato (per un chilo di carne serve acqua in quantità 20, 50 volte più elevata che per l’equivalente in vegetali).

http://www.repubblica.it/ambiente/2013/01/10/news/la_met_del_cibo_prodotto_nel_mondo_non_viene_consumato_e_finisce_in_spazzatura-50232692/?ref=HREC2-9