Votare è bellissimo: parola di Giacomo

giacomoCi sono state domeniche in cui andare a votare era bellissimo. Penso al referendum Repubblica o Monarchia e contemporaneamente, nella stessa domenica, all’elezione dei rappresentanti dell’Assemblea costituente; oppure a quella domenica di due anni dopo, nel 1948, in cui, dopo una campagna elettorale dai toni quasi drammatici, il Paese si mobilitò per andare alle urne: più del 90% degli aventi diritto si recò ai seggi. 

Si votò in tante altre domeniche e sempre con una straordinaria partecipazione popolare; personalmente ne ricordo almeno un paio dove l’esito della consultazione elettorale avrebbe modificato le abitudini del Paese e le mie: il referendum sul divorzio nel 1974 e la domenica del 20 giugno del 1976 in cui per la prima volta votarono anche i diciottenni, e io per la prima volta entravo in una cabina elettorale. Me la ricordo ancora quella domenica, i sogni di cambiamento che potevano avverarsi con quel segno scritto con una matita copiativa e la frustrazione avvilente nel constatare un paio di giorni dopo – non c’erano gli exit poll – che la lista per cui avevo votato aveva raggranellato un misero 1,52%.

Poi ci furono elezioni amministrative, referendum sulla caccia, sull’acqua potabile, sugli embrioni, sul finanziamento dei partiti che regolarmente viene abolito e immediatamente dopo ripristinato; elezioni politiche nazionali e per il Parlamento europeo. …

Mi hanno sempre appassionato le elezioni, tutti i tipi di elezioni, anche quelle per il rinnovo del circolo del tennis, dei rappresentanti dei genitori di classe, e dei consiglieri del condominio. Mi piace votare, mi piace esprimere le mie preferenze: tutte le mattine mi sveglio e dentro di me avviene una campagna elettorale per come mi devo vestire, si presentano le liste, quella dello «Spezzato classico con cravatta», «Citizen con maglioncino in cachemire», che vince quasi sempre, e «Pantalone strettissimo a tubo e corto a scoprire la caviglia, con giacca tre taglie in meno, tanto non usa allacciarla», la quale ottiene gli stessi voti grosso modo dell’Udc: non è mai decisiva ma rompe le balle a tutti quanti….

Nauseati, svogliati, confusi, straniti, avviliti, arrabbiati, delusi? Questa campagna elettorale assomiglia al calciomercato di gennaio: le nostre squadre fin qua hanno deluso e ora speriamo nel miracolo del top player per salvare la stagione.

La formazione delle liste elettorali segue le stesse regole delle squadre di calcio, i segretari di partito sono come i presidenti del pallone: solo da loro dipende la scelta dei futuri onorevoli e senatori, come l’acquisto del terzino di fascia o del centrocampista con i piedi buoni. Non esiste una consultazione democratica, la nostra felicità dipende dalla possibilità di spesa del nostro presidente o dalle simpatie del nostro segretario di partito….

Giacomo Poretti

http://www.lastampa.it/2013/01/13/societa/votare-e-bellissimo-quasi-sempre-a-volte-WetlK6XBr5FX4C8oV1jUEK/pagina.html

E’ iniziata la Grande Rotazione?

wsNew York. Nel gergo di Wall Street siamo di fronte ai segni premonitori di una  Grande Rotazione. Il neologismo dilaga da qualche giorno sulle colonne  del Wall Street Journal, New York Times, Financial Times. La chiamano  una svolta, addirittura, “generazionale”.  Rotazione dal pessimismo  all´ottimismo (per i profani), dai bond alle azioni (per gli  investitori). Gli spostamenti di questo inizio 2013 sono ancora  embrionali.
Ma  hanno già dimensioni considerevoli …

Che cosa c´è dietro  questa ventata di fiducia? Tre buone notizie dalle tre maggiori economie  del mondo. Negli Usa l´accordo realizzato da Barack Obama con il  Congresso, scongiurando il “precipizio fiscale”, equivale nella lettura  dei mercati a una manovra di stimolo per la crescita pari a 4.000  miliardi di dollari in dieci anni. É un ragionamento un po´  arzigogolato, visto che quei 4.000 miliardi sono prevalentemente una  “mancata stangata” rispetto allo scenario-catastrofe: sta di fatto che  gli investitori hanno deciso di vedere il bicchiere mezzo pieno. La  seconda economia più grande, la Cina, accelera il suo ritmo di crescita  anche grazie alla vigorosa ripresa delle esportazioni. Con grande  sorpresa, una buona notizia arriva anche dal numero tre mondiale, il  Giappone. Il neoeletto premier Shinzo Abe ha varato a gran velocità una  manovra di investimenti pubblici in infrastrutture da 90 miliardi di  euro. Ancora più importante è la svolta nella politica monetaria di  Tokyo: la banca centrale si prepara a “fabbricare inflazione” fissando  un obiettivo di aumento dei prezzi forzato, per stimolare la crescita.  La Banca del Giappone unisce così le sue forze alle politiche eterodosse  di altre banche centrali, Federal Reserve in testa, che cercano di  rianimare la crescita.
La Grande Rotazione che occupa l´attenzione di  Wall Street, è la conseguenza di questo ribaltamento di scenario. Con  il prevalere dell´ottimismo, molti investitori istituzionali stanno  “ruotando” la composizione dei loro portafogli. Alleggeriscono la parte  di bond e incrementano la quota in azioni. …

Potrebbe  aprirsi in questo inizio 2013 una fase nuova. La fine del Toro per i  bond, l´inizio di un lungo periodo di Orso in cui obbligazioni e titoli  di Stato perderanno valore. Specularmente, per gli investitori il  mercato prediletto diventerebbe quello azionario. Questi fenomeni  finanziari, se confermati, sarebbero il riflesso di cambiamenti  nell´economia reale. Il partito degli ottimisti infatti vede già  profilarsi all´orizzonte di medio termine un periodo di crescita tale  che le banche centrali dovranno rialzare i tassi d´interesse …

La buona notizia per l´Europa  tutta intera, è che una convergenza di riprese tra Usa, Cina e Giappone  finirebbe per trainare anche le esportazioni dal Vecchio continente.

Da un articolo di F.Rampini su Repubblica del 13 gennaio 2013

http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/19-lavoro-economia-a-finanza-nel-mondo/40920-i-mercati-puntano-sulla-ripresa-mondiale-.html