Voto per corrispondenza: non spetta agli studenti italiani all’estero

parisGli studenti che temporaneamente risiedono all’estero non sono i compresi nella lista di quelli che si trovano per motivi di servizio o missioni internazionali e che quindi possono beneficiare del voto per corrispondenza. Secondo le leggi in vigore (pdf) infatti, queste categorie sono “gli appartenenti alle  Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali; i dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio e i professori e ricercatori universitari”.
Per tutti gli altri la formula è perentoria: “Cittadini italiani che si trovino temporaneame all’estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate potranno votare esclusivamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio comune di iscrizione nelle liste elettorali”. Quindi la soluzione è o tornare in Italia, senza che il viaggio venga rimborsato se non nelle tratte nazionali, oppure niente voto…
Da poche ore è stata lanciata una petizione online che chiede al ministro degli Esteri, Giulio Terzi, di prendere in considerazione la possibilità per gli studenti Erasmus di partecipare al voto.

Un esperimento simile era stato lanciato dal sito IoVotoFuoriSede, che da due anni si batte per introdurre anche in Italia il voto per delega, il voto per corrispondenza o il voto in un diverso seggio. Il disegno di legge è arrivato in Senato ma fermo lì, in discussione dal 16 ottobre 2012.

http://www.repubblica.it/politica/2013/01/17/news/erasmus_elezioni_rischio-50752005/?ref=HREC1-2

Strane domande nei colloqui di lavoro.

colloquio-di-selezione[1]Negli Stati Uniti durante i colloqui di lavoro può capitare di ricevere domande come: “Un pinguino entra dalla porta del tuo ufficio con in testa un sombrero. Che cosa dice?” Oppure: «Quale canzone riassume meglio la tua etica?» (Dell, produttrice di personal computer). «A cosa pensi quando sei da solo in auto?» (società di sondaggi Gallup). «Come si fa un panino al tonno?» (Astron, consulenza aziendale). «Quante mucche ci sono in Canada?» (Google). «Che voto mi daresti da 1 a 10 come intervistatore?» .  Sono alcune tra le 25 domande più strane rivolte nel 2012 negli Stati Uniti ai candidati in cerca di un impiego dai selezionatori per la ricerca del personale. E sono quesiti volutamente spiazzanti ….

I cacciatori di teste (su richieste specifiche da parte solitamente di società di consulenza e multinazionali di estrazione americana) possono fare domande per testare la capacità logiche e le modalità di ragionamento.

Qualche esempio?

«Quanti sciatori ci sono in Italia?

Quante palline da golf servono per riempire una stanza?

Quanto vale il mercato degli spazzolini da denti?

Si presenti con analogia ad un animale

Che cosa porteresti sull’isola deserta?

La finalità è quella di verificare la modalità di ragionamento del candidato, testarne i valori e la determinazione. Spesso insomma non c’è una risposta giusta alla domanda…»

http://www.lastampa.it/2013/01/17/italia/cronache/strategie-per-i-colloqui-di-lavoro-faccia-finta-di-essere-un-animale-7IWg7cCrWQTXSUUOblg6dL/pagina.html