Tappi solidali

tappini1[1]All’inizio fu una leggenda metropolitana. Erano gli anni Novanta e circolava voce che, raccogliendo tappi di bottiglie di plastica, si potesse contribuire a comprare una carrozzina a un disabile: nel ‘95 un portatore d’handicap novarese arrivò a quota 5 quintali di tappi, prima di scoprire che nessuno gliel’avrebbe “convertiti”.

La notizia fece talmente scalpore che una colletta portò al lieto fine della storia. Oggi, però, la raccolta tappi è realtà e vede mezzo Stivale impegnato a raccogliere – tra scuole, parrocchie, bar, Caritas – piccoli e, apparentemente insignificanti, tappi di bottiglie.

Non chiamateli, semplicemente, di plastica. Perché, come sarà pronto a riprendervi chi organizza queste raccolte, sono, più nello specifico, di polietilene o polipropilene, materiali che si prestano facilmente ad essere rilavorati per fare mobili da giardino e non solo. Per questo i tappi si raccolgono, e poi si rivendono. Le bottiglie sono invece di polietilene tereftalato – quello che conosciamo come Pet – e il processo di riciclaggio è differente. Dividerli, dunque, è un gesto corretto, che fa bene all’ambiente e non solo.

Prendiamo i tappi che si raccolgono a Collegno, Comune del Torinese di 50mila abitanti. Qui è il Masci, il Movimento Adulti Scout, ad aver organizzato la raccolta. Nelle scuole, nella sede dell’Università della terza età, all’ecocentro si può lasciare la borsetta con i tappi, come fa la signora Maria Gnogiu: «Non mi costa fatica, tengo sempre un contenitore in balcone». Una volta riempito un container, viene spedito in Toscana. Destinazione la Galletti E.Co Service di Livorno che li tritura gratis e rivende la plastica così ricavata per fare sedie da giardino, giochi per i parchi, cassette per la frutta. Il guadagno (al netto delle spese) va a iniziative che l’associazione Centro mondialità sviluppo reciproco promuove per la regione di Dodoma, in Tanzania….

Quanto si guadagna? Una tonnellata – ovvero 400mila tappi – viene valutata tra i 150 o 200 euro. 

Non un grande cifra, se si conteggiano spese di viaggio e raccolta. E, infatti, tutti i progetti funzionano grazie ai volontari che snocciolano, con fierezza, i risultati. Prendiamo il Masci: con 147 tonnellate di tappi costruiscono otto pozzi in Africa. Per questo le iniziative ecologic-solidali sono tante …..

http://www.lastampa.it/2013/05/29/scienza/ambiente/focus/il-viaggio-dei-tappi-la-plastica-pi-pregiata-va-tutta-in-solidariet-lLlqNoHPhceruWuGUripRJ/pagina.html

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Matrimoni sempre più fragili

Sono sempre più fragili e instabili le unioni «legali» in Italia. Nel 2011, secondo un report dell’Istat, benché il numero di separazioni e divorzi sia rimasto sostanzialmente stabile, i tassi di separazione e di divorzio in rapporto al numero di matrimoni hanno continuato il trend in ascesa che ormai si registra da 15 anni. L’interruzione dell’unione coniugale riguarda sempre di più anche i matrimoni di lunga durata e le coppie miste. In genere ci si separa consensualmente e se ci sono figli si opta per l’affido condiviso.

Nel 2011 le separazioni sono state 88.797 e i divorzi 53.806, rispettivamente +0,7% per le separazioni e -0,7% per i divorzi rispetto all’anno precedente. Rispetto al 1995 le separazioni sono aumentate di oltre il 68% e i divorzi sono praticamente raddoppiati. Questi incrementi, in un contesto in cui i matrimoni diminuiscono, secondo l’Istat sono imputabili a un effettivo aumento della propensione alla rottura dell’unione coniugale: se nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi…..

La durata media del matrimonio è di 15 anni per le separazioni e 18 anni per i divorzi…..

L’età media alla separazione è di circa 46 anni per i mariti e di 43 per le mogli; in caso di divorzio raggiunge rispettivamente 47 e 44 anni. Questi valori sono aumentati negli anni perché ci si sposa sempre più tardi e anche per la crescita delle separazioni con almeno un coniuge over 60….

In genere per dirsi addio si sceglie la formula consensuale: nel 2011 si sono concluse in questo modo l’84,8% delle separazioni e il 69,4% dei divorzi. La quota di separazioni giudiziali (15,2% il dato medio nazionale) è più alta nel Mezzogiorno (19,9%) e nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano un basso livello di istruzione (21,5%)….

http://www.lastampa.it/2013/05/27/societa/matrimoni-sempre-pi-fragili-aumentano-le-separazioni-NpMa4ZlOqsNYj4Mx3oIQVO/pagina.html

Operazione trasparenza alla Camera

Prosegue «l’operazione trasparenza» della Camera dei deputati. Da oggi sono online i dati sulle misure di riduzione delle spese per 8,5 milioni di euro già adottate in questa legislatura. Il documento è in un’apposita sezione del sito dove i cittadini possono consultare anche bilancio, bandi di gara, spese dell’istituzione ed emolumenti.

http://www.corriere.it/politica/13_maggio_27/camera-trasparenza-online-tagli-legislatura-8-milioni_664e2f3e-c6bf-11e2-91df-63d1aefa93a2.shtml

La MATEMAGICA

Paperino è il protagonista in questo divertente cartone animato che rappresenta un passaporto per un viaggio incredibile nel mondo dei numeri. Esplorerete il fantastico mondo della “Matemagica” dove gli alberi hanno radici quadrate e i fiumi brulicano di numeri e scoprirete come possano essere divertenti le frazioni e buffa la logica. Questo cartone che ha ricevuto la nomination all’Oscar vi farà divertire in compagnia del più popolare e simpatico eroe disneyano

L’alchimista che trasformò la carta in oro

alchimista[1]C’era una volta un alchimista che, come tutti gli alchimisti, cercava la pietra filosofale, il magico ingrediente capace di trasformare il metallo vile in oro.

Scrutando il miraggio della trasmutazione, il nostro alchimista vagava senza costrutto fra nigredo, albedo e rubedo senza però mai giungere al compimento della Grande Opera. Il metallo rimaneva vile, e l’oro non compariva. Il sogno della perfetta purezza rimaneva confinato negli astrusi libroni che nascondeva nei recessi del suo studio, che esibiva agli occhi del pubblico trattati di matematica, astronomia, fisica, filosofia e teologia, nei quali eccelleva, primo fra i dotti.

Per nulla pago della vasta erudizione, il nostro alchimista languiva di desiderio e invecchiava con mestizia. Sul grande medagliere dei suoi successi incombeva minacciosa la nube grigia del fallimento.

Finché un giorno la nomea del grande erudito giunse alle orecchie di un re. Costui ormai da anni accumulava montagne di Note di Banco, che ormai si chiamavano Banconote, che gli dicevano valessero più del tesoro della Corona.

Il vecchio Re faticava a comprendere come potesse, quella montagna di carta, esser tanto preziosa come gli spiegava il suo banchiere di corte. Nè tantomeno capiva come potesse, quella ricchezza di carta, crescere al crescere dei debiti che lui stipulava con la Banca.

“I vostri debiti Maestà – diceva l’oscuro banchiere – sono la ricchezza del Paese”.

E il Re, patriotticamente, ne faceva altri……..

continua a leggere…..   http://thewalkingdebt.wordpress.com/2013/05/24/lalchimista-che-trasformo-la-carta-in-oro/

 

 

 

Il contagio positivo

fppLa crisi lavora anche nelle menti. L’Italia più giovane, però non è al tappeto.
E’ vero che la recessione è di fatto diventata una depressione, termine che indica un collasso dell’economia ma pure uno stato d’animo diffuso. Ma da noi succede qualcosa di sorprendente: il livello di soddisfazione nella vita che, nel quinto anno della crisi, gli italiani ancora possiedono non è svanito, soprattutto per chi ha meno di 45 anni.
Lo ha misurato l’Istat nel Rapporto annuale pubblicato ieri. Gli Indici peggiorano, è evidente. E le differenze tra settori sociali e tra aree del Paese sono consistenti. Più di due milioni di giovani non studiano e non lavorano: problema serio. Non siamo però di fronte a un crollo della fiducia. Soprattutto è notevole il fatto che, nell’indice che misura il livello di soddisfazione per la vita, gli italiani tra i 14 e i 44 anni siano sopra la media dell’insieme dei connazionali, che i meno anziani siano meno depressi.
La media nazionale è 6,8 (in una scala da 0 a 10) ma, per fare qualche esempio, più del 35% dei 18 -19enni è soddisfatto a livello otto o nove, più della metà dei 35 -44 enni è soddisfatto a livello sette o otto. I dati mostrano l’esistenza di un bacino di energie non solo potenziale ma pronto a mobilitarsi, non rassegnato.
Qualcosa che i commentatori e i partiti, forse viziati da certe analisi sociologiche, non sempre colgono. Ma là fuori c’è un Paese che non ha intenzione di finire nella depressione. Non piange e ha ragione. Il momento italiano è difficile, i drammi sociali crescono. Ma il mondo sta cambiando e non sempre in peggio.
Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2013 l’economia globale crescerà del 3,3%: solo l’Eurozona, l’Iran e il Guyana francese resteranno in recessione. In vent’anni la povertà estrema nel mondo si è dimezzata. La tecnologia continua a migliorare le condizioni di vita e la salute in tutti i continenti. La possibilità di muoversi tra paesi ai massimi.
Le generazioni italiane più giovani pare abbiano alzato lo sguardo e se ne siano accorte: il mondo non è solo crisi. Più che i carezze, hanno bisogno di non essere ostacolate a realizzare i loro sogni da burocrazie e paternalismi. Sono probabilmente pronte a correre: in un contagio a rovescio, menti non depresse possono battere la depressione dell’economia.

Da una rticolo di Danilo Taino pubblicato il 23 maggio 2013 sul Corriere della Sera

 

La leggenda del Re Debitore

boeC’era una volta, in un paese lontano, un Re che doveva muover guerra a nemici ricchi e potenti che insidiavano il suo dominio sui mari del mondo.

Il Re chiamò il suo ministro e gli chiese se fra gli anfratti del castello fosse rimasto qualcosa del tesoro di guerra che sempre i regnanti stipavano per far fronte a improvvisi torbidi internazionali. Ma il ministro nicchiò: “Le casse sono vuote, vostra Maestà, tutto è stato speso per altre importanti campagne”.

Il Re si turbò non poco. Vide la sua grandezza futura sfumare d’improvviso per una misera questione di denaro.

Il vile metallo.

Le migliori menti del regno si misero all’opera. Studiarono metodi e sistemi, matematiche e filosofie. Finché un giorno qualcuno gridò eureka: “Maestà, disse una voce, ho la soluzione”.

“E sarebbe?” chiese il Re.

“Vostra Maestà deve chiedere un prestito. Deve indebitarsi”.

Il Re s’infuriò: “E qual è la novità, i Re si sono sempre indebitati. E poi noi neanche possiamo: dobbiamo chiedere l’autorizzazione al Parlamento e figuriamoci se..”.

“Vero”, rispose la voce, “ma stavolta…”

Stavolta il prestito non l’avrebbe chiesto il Re, ma una banca. Una banca nuova nuova, fresca di costituzione. La Banca avrebbe raccolto il capitale, addirittura 1.200.000 monete dai privati cittadini. Una volta sottoscritto e raccolto il capitale, la Banca lo avrebbe prestato a Sua Maestà all’8% di interesse. Sarebbe stata non una banca pubblica, ma una banca d’interesse pubblico, “Una finezza, Vostra Maestà”……… continua  la lettura……      http://thewalkingdebt.wordpress.com/2013/05/17/la-leggenda-del-re-debitore/