Quattro giovani su dieci senza lavoro

I disoccupati in Italia sono 3 milioni e 189 mila, una cifra che non si discosta di molto da quella del mese scorso ma ma che segna 287 mila disoccupati in più (quasi il 10%) rispetto a ottobre dell’anno scorso. Resta a livelli altissimi il dato che riguarda i giovani: il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati o disoccupati) è pari al 41,2%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di ben 4,8 punti nei dodici mesi. Nel terzo trimestre di quest’anno i ragazzi tra i 18 e i 29 anni che non hanno un lavoro sono circa un milione: oltre un disoccupato su tre ha meno di 30 anni.

Rispetto a settembre, secondo l’Istat, a ottobre hanno perso il lavoro 13 mila giovani tra i 14 e 29 anni, mentre rispetto all’anno scorso i posti di lavoro perduti tra gli under 30 sono stati 151 mila. Complessivamente il numero di giovani disoccupati è di 663 mila, novemila in più rispetto a settembre e 35 mila in più in confronto a ottobre dell’anno scorso. Aumenta inoltre il numero degli scoraggiati, coloro che non cercano lavoro perché ritengono di non trovarlo che salgono a 1 milione 901 mila su base trimestrale. In netto calo anche il numero di precari occupati: i lavoratori dipendenti a tempo determinato e di collaboratori che hanno un lavoro sono 2 milioni e 624 mila nel trimestre, in calo di 253 mila unità (l’8,8% in meno rispetto a ottobre 2012).

http://www.lastampa.it/2013/11/29/economia/disoccupazione-ancora-record-quattro-giovani-su-dieci-senza-lavoro-nRHTWvepvpFMXTc3NCAsIN/pagina.html

LA DISOCCUPAZIONE IN ITALIA E IN EUROPA.

http://www.lastampa.it/medialab/data-journalism/giovani-e-lavoro

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Colorati ma tossici

pastLa Guardia di finanza di Trento impegnata nell’operazione “Scuola sicura” ha sequestrato in 800 punti vendita di tutta Italia 140mila pastelli pericolosi per la salute, provenienti dalla Cina, destinati a ragazzi e bambini anche in età pre-scolare. Le analisi chimiche hanno svelato la tossicità della quasi totalità dei colori a causa della presenza, sulla superficie esterna, di una sostanza in concentrazione tale da poter causare deficit mentali e fisici nei piu” piccoli, in particolare per lo sviluppo dell’apparato riproduttivo, e provocare danni seri e permanenti agli organi interni, compresi effetti cancerogeni.

Il titolare della società che ha importato il prodotto dalla Cina è stato denunciato per il reato previsto dall’articolo 31 del decreto legislativo numero 54 del 2011, che, nel campo della sicurezza dei giocattoli, prevede l’arresto fino ad un anno. A settembre, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico, la Guardia di finanza di Trento ha avviato un piano di controlli a tutela del mercato e della sicurezza dei prodotti destinati in particolare alla scuola.

In tale ambito, sono stati individuati, sugli scaffali di diversi supermercati del Trentino, migliaia di pastelli di produzione cinese privi del marchio CE di sicurezza, reclamizzati anche su un volantino promozionale di tre grandi catene distributive italiane. ….

http://www.repubblica.it/scuola/2013/11/27/news/scuola_sicura_gdf_sequestra_140mila_pastelli_cancerogeni-72051089/?ref=HREC1-28

 

Il Senato ha votato la decadenza di Silvio Berlusconi

Non approvando i nove ordini del giorno presentati contro le conclusioni della giunta per le elezioni del Senato – che aveva contestato l’elezione del leader del centrodestra sulla base della legge Severino  a seguito della condanna per frode fiscale divenuta definitiva a inizio agosto-, l’assemblea di Palazzo Madama ha decretato l’ineleggibilità del Cavaliere . Che perde pertanto lo status di parlamentare e che viene sostituito dal primo dei non eletti in Molise,  Salvatore Di Giacomo, dove il leader di Forza Italia – che si era presentato in diverse circoscrizioni come capolista – aveva scelto di risultare proclamato….

Il voto è avvenuto a scrutinio palese, nonostante fino all’ultimo gli esponenti di Forza Italia (ma anche membri di altri gruppi a titolo personale)  abbiano provato a chiedere  la votazione segreta insistendo sul fatto che la deliberazione fosse sulla persona e che da regolamento e da prassi  i voti sui  parlamentari avvengono in forma riservata….

http://www.corriere.it/politica/13_novembre_27/legge-stabilita-atteso-si-definitivo-senato-serata-voto-decadenza-berlusconi-6a53d706-573c-11e3-901e-793b8e54c623.shtml

 

http://video.corriere.it/senato-si-decadenzal-annuncio-grasso/9b66c8b4-5785-11e3-901e-793b8e54c623

La cripto-valuta

bitcoin-accepted-Chiamarla moneta “virtuale” ormai è riduttivo. Quattro anni dopo la nascita di questa valuta digitale (2009), negli Stati Uniti ormai si moltiplicano gli esercizi commerciali “fisici”, che esibiscono in vetrina l’annuncioBitcoin accepted here“. Hanno cominciato a proliferare nella Silicon Valley californiana, poi si sono diffusi in tutta la West Coast, infine in altre zone degli Stati Uniti. Si tratta ancora di una minoranza, e per lo più sono dei locali che si rivolgono a una clientela giovane, tecnologica. Accettare i Bitcoin, come minimo, è una discreta trovata pubblicitaria per far parlare di sé e attirare l’attenzione. Poi si vedrà.
Un altro sintomo del successo di Bitcoin è il boom delle imitazioni. Un’inchiesta del Wall Street Journal dedicata a queste “cripto-valute” ne ha contate 80. La più antica, Litecoin, nacque nel 2011 quindi appena due anni dopo Bitcoin. Ma è in tempi molto più recenti che il successo di Bitcoin e la pubblicità sui media hanno provocato il boom dei “cloni”. A ottobre e novembre di quest’anno sono nate Gridcoin, Fireflycoin, Zeuscoin. Si sono aggiunte alle pre-esistenti Worldcoin, Namecoin, Hobonickels. La febbre delle imitazioni ha un nome: si parla ormai di “criptomania“.
Un altro momento di gloria per le cripto-valute c’è stato questa settimana, quando la loro regina ha fatto il suo ingresso al Congresso. I parlamentari di Washington per la prima volta hanno dibattuto molto seriamente sul fenomeno Bitcoin. A far scattare le audizioni congressuali, per la verità, era stato un campanello d’allarme. Di recente l’Fbi ha chiuso un sito, Silk Road, che faceva pagare in Bitcoin gli acquisti online di droga. Al termine delle audizioni, dopo aver sentito il parere delle forze dell’ordine e dell’autorità monetaria, il Congresso è arrivato ad una conclusione piuttosto rassicurante per i fautori della cripto-valuta: Bitcoin è una moneta legittima, anche se ha bisogno di essere regolata e sottoposta a controlli onde evitare che sia usata per business criminali.
Bitcoin fu creata nel 2009 da un collettivo che si nasconde sotto uno pseudonimo giapponese: Satoshi Nakamoto. La sua caratteristica più originale è la modalità di creazione della “base monetaria” o liquidità digitale. A differenza delle valute tradizionali, non esiste una banca centrale con il potere monopolistico ed esclusivo di stampare moneta. Chiunque può “coniare” Bitcoin, ma a condizione che sappia risolvere con l’ausilio del suo computer dei problemi matematici complessi. Il numero di Bitcoin che può essere creato ha un limite, dunque la “liquidità” non può essere aumentata all’infinito… a differenza di quel che la Federal Reserve sta facendo con i dollari.
I Bitcoin possono essere scambiati solo nel formato digitale, non esistono “su carta“. Il loro valore viene fissato in tempo reale su delle vere e proprie Borse globali, dove gli investitori comprano e vendono il bene raro. E qui s’incontra un primo problema serio che può compromettere il futuro di Bitcoin. E’ la sua eccessiva volatilità. Per fare un esempio: nel gennaio di quest’anno Bitcoin valeva 13 dollari, questa settimana durante le ore di massima visibilità e attenzione collegate all’audizione al Congresso, il suo valore ha toccato i 900 dollari. La quotazione media della settimana, a 548 dollari, corrisponde a una circolazione globale di Bitcoin pari a 6,6 miliardi di dollari. Per altri beni d’investimento la volatilità può essere un effetto collaterale della febbre speculativa: abbiamo visto l’oro andare su e giù sulle montagne russe negli ultimi anni. Ma una moneta, usata come mezzo di pagamento nelle transazioni commerciali di tutti i giorni, deve avere una certa stabilità.
Sappiamo che i periodi di iperinflazione, quando il potere di acquisto delle monete era aleatorio, fecero gran danno all’economia, ai risparmi, alle tasche dei consumatori. Lo stesso può valere per la deflazione, quando la moneta si rivaluta troppo. Una moneta troppo soggetta alla speculazione non è rassicurante, né per noi consumatori né per i commercianti, se con essa dobbiamo andare a fare la spesa. Alcuni stanno cercandosi delle soluzioni rudimentali, per poter continuare a usare Bitcoin proteggendosi dalle fluttuazioni selvagge. ….

http://www.repubblica.it/economia/2013/11/23/news/bitcoin_moneta_virtuale_internet-71714714/?ref=twhr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

BITCOIN

http://bitcoin.org/it/

Meno gite scolastiche

gitaMeno gite scolastiche. Fino a pochi anni fa nelle scuole superiori di secondo grado erano 1,3 milioni i ragazzi coinvolti: l’anno scorso si è scesi a 930 mila. Nelle superiori di primo grado è andata ancora peggio: 470 mila gli studenti in gita, con un calo del 31% rispetto all’anno prima. Se le gite calano, aumenta però l’accuratezza con cui si scelgono meta del viaggio e prezzo. Praga, Barcellona e Berlino le mete preferite dai liceali, secondo l’Osservatorio Touring sul turismo scolastico; Roma, Firenze, Venezia, Torino per le medie inferiori. E c’è anche un fiorire di tour operator specializzati proprio nel portare i ragazzi in gita. Si occupano di tutto: dall’albergo giusto, con strutture che garantiscano sicurezza a prof e ragazzi, a laboratori e attività interattive da abbinare alle più classiche visite e mostre…….

http://www.corriere.it/scuola/secondaria/13_novembre_22/lingue-musei-stage-gita-scolastica-2014-30cc0676-538f-11e3-91e0-82492dd09bca.shtml

Un piano per le privatizzazioni

Le privatizzazioni italiane cominciarono nel 1993 con lo slogan «oltre i Bot i Credit» e la messa sul mercato del Credito italiano, una di quelle che allora si chiamavano «banche di interesse nazionale». Vent’anni dopo si ricomincia. Con un piano che punta a 10-12 miliardi di euro di incassi nel 2014, vendendo quote di 8 società pubbliche. Il ricavato verrà utilizzato metà per ridurre il debito pubblico e per l’altra metà per tagliare il deficit e rispondere così alle critiche della commissione europea che ha ritenuto insufficiente su questo piano la legge di Stabilità. Obiettivo immediato: riguadagnare i margini di flessibilità sulla spesa per investimenti nel 2014 (circa 3 miliardi in più), margini che spetterebbero all’Italia perché è uscita dalla procedura di deficit eccessivo, ma che la commissione è restia ad autorizzare in mancanza di misure convincenti per la riduzione del debito e del deficit, appunto. E così ieri il Consiglio dei ministri, alla vigilia della riunione dell’Eurogruppo alla quale parteciperà il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, ha «ascoltato – come dice il comunicato di Palazzo Chigi – una relazione» dello stesso Saccomanni «sulle privatizzazioni, nella quale è stata affrontata l’opportunità di mettere in vendita quote di società pubbliche senza andare a toccare la quota di controllo delle stesse….

Le otto società interessate dal piano sono: 1) Eni, il gigante del petrolio e del gas partecipato al 30,1% dal Tesoro e da Cdp, la Cassa depositi e prestiti (gestisce il risparmio postale); 2) Stm, holding italo-francese partecipata al 50% dal Tesoro, che controlla StmMicroelectronics, leader nella produzione di componenti elettronici a semiconduttori 3) Fincantieri, tra i leader mondiali della cantieristica, posseduta al 99,3% da Fintecna (Cdp); 4) Cdp Reti, il veicolo di investimento posseduto al 100% dalla Cassa depositi e presiti che ha acquisito l’anno scorso dall’Eni il 30% di Snam (gas); 5) Tag, la società partecipata all’89% da Cdp che gestisce in esclusiva il tratto austriaco del gasdotto che trasporta il gas dalla Russia in Italia; 6) Grandi stazioni, controllata al 60% dalle Ferrovie dello Stato per la gestione delle principali stazioni italiane; 7) Enav, la società per il controllo del traffico aereo al 100% del Tesoro; 8) Sace, gruppo per l’ assicurazione dell’export posseduto interamente da Cdp.

Saccomanni ha precisato che andrà sul mercato il 60% di Sace e di Grandi stazioni (che quindi verrà interamente privatizzata), il 40% di Enav, il 40% di Fincantieri e il 50% di Cdp Reti. Dell’Eni sarà invece ceduta una quota di circa il 3%, ma il Tesoro, precisa una nota del ministero dell’Economia, manterrà comunque «una partecipazione pubblica complessiva al capitale di Eni superiore alla soglia Opa (offerta pubblica di acquisto) del 30%». Questo perché, nel luglio 2012, l’Eni ha deliberato un piano di riacquisto (buy-back) di azioni proprie fino a un massimo del 10% del circolante che, una volta portato a termine, porterà la quota pubblica dall’attuale 30,1% a poco più del 33%. Il Tesoro, insomma, non ha alcuna intenzione di perdere il controllo di una società strategica per gli interessi del Paese come l’Eni…..

http://www.corriere.it/economia/13_novembre_22/tesoro-vendita-quote-eni-holding-reti-f06ef7d6-5349-11e3-91e0-82492dd09bca.shtml

I Suk

Un mercato allo stato puro, con le sue merci, i suoi venditori e compratori e con il rito della contrattazione.

I Suk , tratto da “Le voci di Marrakech di Elias Canetti , ed Adelphi

sukkC’è aroma nei suk, e freschezza, e varietà di colori. L’odore, che è sempre piacevole, cambia a poco a poco secondo la natura delle merci. Non esistono nomi, né insegne e neppure vetrine. Tutto ciò che si vende è in esposizione. Non si sa mai quanto costeranno gli oggetti, ne essi hanno infilzati i cartellini dei prezzi, né i prezzi sono fissi.
Tutti gli stanzini e le botteghe (venti o trenta o anche più) nei quali si vendono le stesse cose, sono vicinissimi l’uno all’altro. Qui c’è un bazar per le spezie e là uno per gli articoli in pelle. I cordai hanno il loro posto e così pure i cestai. Tra i mercanti di tappeti ce ne sono alcuni che stanno sotto grandi volte spaziose; ci si passa davanti come se fosse una città a parte e si viene invitati dentro con grande insistenza.  I gioiellieri sono sistemati in uno speciale cortile e in molte delle loro strette botteghe si vedono uomini al lavoro. Si trova di tutto, ma sempre in un gran numero di esemplari. la borsa di cuoio che cerchiamo è espodta in venti botteghe, ma tutte vicinissime una all’altra…

E’ sorprendente la dignità che acquistano in tal modo questi oggetti fabbricati dall’uomo. Non tutti sono belli, sempre di più s’intrufola tra loro robaccia di dubbia provenienza, fatta a macchina e importata dalle regioni del Nord. ma il modo in cui sono presentati è ancora quello di una volta. Accanto alle botteghe dove si vende soltanto, ce ne sono molte altre davanti alle quali si può osservare come gli oggetti vengono fabbricati. Così l’osservatore vede fin dall’inizio come si fanno le cose, e questo lo mette di buon umore. Perchè fa parte del nostro desolante modo di vivere moderno l’essere costretti a ricevere  in casa ogni cosa bell’e fatta, pronta per l’uso, come uscita da magici e orribili congegni ……
Il passante che cammina all’esterno non trova niente che lo separi dalla merce, né porte né vetrine. Il mercante seduto in mezzo alla sua merce, non esibisce il suo nome e, come ho già detto, riesce facilmente ad arrivare dappertutto. Ogni oggetto viene offerto al passante con grande premura. Egli può tenerlo a lungo in mano, può parlarne a lungo, può porre domande, esprimere dubbi e, se ne ha voglia, raccontare la sua storia, la storia della sua gente, la storia del mondo intero, senza comprare nulla. Quell’uomo tra le sue merci è soprattutto questo: è un uomo tranquillo, sta sempre seduto là, sembra sempre vicino, ha poco spazio e poche occasioni per movimenti ampi, appartiene alle sue merci come esse appartengono a lui.
La merce non viene messa via, egli le tiene sempre le mani e gli occhi addosso. Esiste un’intimità, che è seducente, tra il mercante e i suoi oggetti. Egli li custodisce e li tiene in ordine come se fossero la sua numerosissima famiglia.
Non lo disturba e non lo angustia il fatto di conoscere con esattezza il loro valore. Perchè egli lo tiene segreto e nessuno lo saprà mai. Questo conferisce alla contrattazione una nota appassionata e misteriosa. Solo lui può sapere quanto ci siamo avvicinati al suo segreto, ed è sempre all’erta, pronto a parare ogni colpo con destrezza, così che la distanza che protegge il valore non sia mai messa in pericolo. Per il compratore è una questione d’onore non lasciarsi imbrogliare, anche se l’impresa non è facile, perchè egli brancola sempre nel buio. Nei paesi in cui vige la morale del prezzo e perciò dominano i prezzi fissi, comprare qualcosa non è certo un’arte. Qualsiasi imbecille riesce a trovare le cose di cui ha bisogno, qualsiasi imbecille riesce a trovare le cose di cui ha bisogno, qualsiasi imbecille, purchè sappia leggere i numeri, è in grado di non farsi abbindolare.
Nei suk invece il prezzo che viene detto per primo è un’enigma inafferrabile. Nessuno lo conosce in anticipo, neppure il commerciante, perchè di prezzi ce ne sono moltissimi, a seconda delle circostanze. Ciascuno di essi si riferisce a una situazione diversa, a un cliente diverso, a un diverso momento della giornata, a un diverso giorno della settimana. Ci sono prezzi per singoli oggetti e altri per due o più articoli insieme. Ci sono prezzi per stranieri che si fermano in città un giorno soltanto e altri per stranieri che vivono qui già da tre settimane.
Ma questo è soltanto l’inizio di una faccenda complicata, del cui esito finale nessuno sa nulla. Qualcuno sostiene che bisogna scendere a circa un terzo del prezzo primitivo, ma questa non è che una stima grossolana, una di quelle insipide generalizzazioni con cui ce la si sbriga con coloro che non vogliono o non sono capaci di addentrarsi nelle sottigliezze di questa antica procedura.
E’ gradito che il viavai delle trattative duri una piccola, sostanziosa eternità. Il negoziante si rallegra del tempo che ci concediamo per fare i nostri acquisti. Gli argomenti che mirano alla resa dell’interlocutore han da esser tirati per i capelli, ingarbugliati, insistenti ed eccitanti. Si può essere dignitosi ed eloquenti, ma meglio le due cose assieme. La dignità serve a dimostrarsi l’un l’altro che non si dà troppa importanza al comprare e al vendere. L’eloquenza serve ad ammorbidire la risolutezza dell’avversario. Ci sono argomenti che suscitano scherno e nient’altro, altri invece che vanno dritto al cuore. Tutto bisogna tentare prima di cedere. Ma anche quando è giunto il momento di cedere, bisogna farlo all’improvviso e di sorpresa, così che l’avversario rimanga sgomento e ci offra l’opportunità di guardarlo dentro……