Twitter vola in borsa

Wall street

Twitter vola all’esordio in Borsa. Fa impallidire Facebook che debuttò invariata e ricorda l’exploit di LinkedIn. In pochi minuti il titolo sfonda il muro dei 50 dollari per azione arrivando a guadagnare oltre il 90% sul prezzo di collocamento fissato a 26 dollari. D’altra parte intorno al sito di microblogging di Jack Dorsey si era creata un’enorme attesa: prima dell’apertura il titolo già oscillava in area 42 dollari.

Un calcolo fatto solo sulle vendite, perché di profitti Jack Dorsey e soci ancora non ne hanno visti e, anzi, le perdite sono cresciute dai 79 milioni dell’intero 2012 ai 69 milioni dei primi sei mesi di quest’anno.
Certo la valutazione viene fatta anche in virtù delle stime future, ma difficilmente si vedranno utili prima di due anni e anche in quel caso i vertici del gruppo non hanno alcuna intenzione di distribuire dividendi (i fondadori si accontenano della rivalutazione delle loro azioni che li rende milionari). E così Twitter resta più cara dei competitor anche in base alle previsioni. Con ricavi stimati per un miliardo di dollari, la società viene valutata 18 volte le vendite per il 2014: il 39 per cento in più rispetto alle 12,9 volte cui Facebook scambia attualmente in Borsa e il 34 per cento più alto rispetto a LinkedIn il cui multiplo si attesta a 13,4 volte il fatturato.
A far bene sperare i più ottimisti, però, è il posizionamento di Twitter sul mobile. Per analisti e addetti ai lavori il sito di microblogging in 140 caratteri è più efficace dei concorrenti come fruizione e di conseguenza più appetibile per gli inserzionisti pubblicitari: basti pensare che il 70% dei ricavi arriva da tablet e smartphone. Un trend destinato a crescere ancora, almeno secondo chi in queste settimane ha lavorato al collocamento di Twitter.

http://www.repubblica.it/economia/2013/11/07/news/twitter_facebook_wall_street_borsa-70430056/?ref=HREA-1

Tassi sempre più bassi

Il Consiglio direttivo della Bce, riunito a Francoforte, ha deciso di  tagliare il tasso di riferimento di un quarto di punto allo 0,25% dal precedente 0,50% in vigore da maggio. Si tratta di un nuovo minimo storico per i tassi dell’Eurozona dal lancio dell’euro. Il nuovo taglio non era previsto dalla maggioranza degli analisti ed è stato favorito dalla discesa dell’inflazione nell’area dell’euro allo 0,7% in  ottobre, nuovo minimo da quasi quattro anni. …

I mercati avevano ipotizzato una riduzione per contrastare la frenata dell’inflazione e il timore della deflazione.    Secondo l’associazione delle banche private tedesche (Bdb) il taglio dei tassi avrà «un basso effetto sull’economia». Mezz’ora dopo l’annuncio  parla Mario Draghi, numero uno Bce, nella tradizionale conferenza stampa del giovedì. Dice che «la politica monetaria dell’Eurotower resterà accomodante e che l’inflazione resterà bassa per lungo tempo».  …

Secondo Draghi il tasso di inflazione salirà gradualmente fino ad arrivare a livelli inferiori ma prossimi al 2%. «Gli ultimi indicatori mostrano un’ulteriore diminuzione della pressione sui prezzi nell’area euro e le famiglie stanno beneficiando del calo dei costi dell’energia».  Da alcuni punti di vista – rivendica il numero uno dell’Eurotower – l’economia dell’Eurozona ha i «fondamentali più forti del mondo», perché ha «un deficit tra i più bassi, che si concretizza in un piccolo avanzo primario», «l’inflazione bassissima» e «il più elevato surplus delle partite correnti del mondo». Peccato – ammette – «ciò non si traduca automaticamente in una ripresa galoppante, in assenza di riforme strutturali».

http://www.corriere.it/economia/13_novembre_07/bce-taglia-tassi-un-quarto-punto-costo-denaro-minimo-storico-acbbdcbe-47ac-11e3-b84c-522fdc351fd5.shtml