Com’è andato l’a.s. 12/13 ?

studddStudenti un po’ più bravi. Quelli che  si sono diplomati nel luglio 2013 sono un po’ di più e hanno registrato esiti migliori rispetto agli anni precedenti. .

CLASSI QUINTE  – A giugno il 95,5% degli scrutinati dell’ultimo anno di corso è stato ammesso agli esami superati poi dal 99,1% dei candidati. Rispetto all’anno precedente si registra un lieve incremento sia degli studenti ammessi che dei diplomati.

LE ALTRE CLASSI – Quanto agli esiti degli scrutini, il tasso di ammissione alla classe successiva resta sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Il primo anno di corso è il più selettivo, con una percentuale di ammissione alla classe successiva pari all’83,2%. All’aumentare dell’anno di corso la quota dei promossi diviene progressivamente più alta, arrivando a 91 ammessi su 100 al termine del quarto anno.  I Licei registrano il maggior numero di ammessi alla classe successiva (94,1%), seguono l’istruzione artistica (87,8%), gli istituti tecnici (85,2%); gli istituti professionali si collocano all’ultimo posto (80,6%) nonostante un lieve miglioramento rispetto all’anno passato.

MATEMATICA, INSUFFICIENZE E ECCELLENZE – Gli studenti che non sono stati scrutinati per non aver raggiunto la frequenza dei tre quarti del monte ore annuale complessivo sono pari all’1,8% rispetto all’1,6% dell’anno precedente. Il fenomeno è in aumento e rilevante specialmente nel primo anno di corso (2,9%), con una tendenza a decrescere negli anni successivi. Infine Matematica resta croce e delizia degli studenti: è la disciplina che da un lato registra studenti con il maggior numero di insufficienze, rispetto a italiano e lingue straniere, e dall’altro il maggior numero di eccellenze con la massima votazione.

http://www.corriere.it/scuola/14_gennaio_15/maturita-ansie-paure-ma-poi-tutti-promossi-dd0bc304-7e0a-11e3-80bb-80317d13811d.shtml

L’ottimismo è ancora fuori luogo…

E’ sempre più buio prima dell’alba: il detto antico rappresenta una prima consolazione di fronte ai dati dell’economia che vedono un presente nero – rischio deflazione, vendite al dettaglio che strisciano sul fondo, fatturato e ordini di nuovo in calo, produzione che arranca … – e indicatori anticipatori che offrono qualche speranza. nei punti di flesso del ciclo, e segnatamente al nadir, il presente è per definizione il punto più basso, e pessimismo e ottimismo sono ambedue possibili.

Questi anni sono stati terribili non solo per i produttori, ma anche per i consumatori. La ricchezza si è deteriorata – sia quella reale (abitazioni), sia quella finanziaria – mentre i redditi si assottigliavano e le famiglie, quando non hanno dovuto vendere i gioielli di casa, hanno virtuosamente cercato di risparmiare di più, sia per precauzione di fronte a un futuro incerto (massimamente per la fragilità dei posti di lavoro e la difficoltà di trovarne) sia per lo sforzo di ricostituire una ricchezza sbrecciata dalla crisi. Ma come dice il buon senso e come diceva Keynes (“quando risparmiate uno scellino togliete a un lavoratore il guadagno di una giornata”) la virtù individuale diventa follia collettiva: il risparmio su scala nazionale toglie carburante e potere d’acquisto alla macchina dell’economia…..

F.Galimberti

Sole 24 ore 15 gennaio 2014

Perchè l’ottimismo è ancora fuori luogo