L’ottimismo è ancora fuori luogo…

E’ sempre più buio prima dell’alba: il detto antico rappresenta una prima consolazione di fronte ai dati dell’economia che vedono un presente nero – rischio deflazione, vendite al dettaglio che strisciano sul fondo, fatturato e ordini di nuovo in calo, produzione che arranca … – e indicatori anticipatori che offrono qualche speranza. nei punti di flesso del ciclo, e segnatamente al nadir, il presente è per definizione il punto più basso, e pessimismo e ottimismo sono ambedue possibili.

Questi anni sono stati terribili non solo per i produttori, ma anche per i consumatori. La ricchezza si è deteriorata – sia quella reale (abitazioni), sia quella finanziaria – mentre i redditi si assottigliavano e le famiglie, quando non hanno dovuto vendere i gioielli di casa, hanno virtuosamente cercato di risparmiare di più, sia per precauzione di fronte a un futuro incerto (massimamente per la fragilità dei posti di lavoro e la difficoltà di trovarne) sia per lo sforzo di ricostituire una ricchezza sbrecciata dalla crisi. Ma come dice il buon senso e come diceva Keynes (“quando risparmiate uno scellino togliete a un lavoratore il guadagno di una giornata”) la virtù individuale diventa follia collettiva: il risparmio su scala nazionale toglie carburante e potere d’acquisto alla macchina dell’economia…..

F.Galimberti

Sole 24 ore 15 gennaio 2014

Perchè l’ottimismo è ancora fuori luogo

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