Segnali di ripresa? Forse…

rirprSegnali di ripresa per l’industria italiana ad aprile, ma per Confindustria la produzione è rimasta ferma nel mese di maggio. Ad aprile la produzione industriale è aumentata dello 0,7% rispetto a marzo, +1,6% in termini tendenziali, secondo l’Istat, registrando il rialzo annuo più alto dall’agosto del 2011. Tuttavia, nella media del trimestre febbraio-aprile l’indice ha registrato una diminuzione dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.
Il cambiamento positivo nello slancio dell’economia italiana, unico paese del G7 a crescere, è stato segnalato dall’Ocse, comunque, secondo Confindustria, a maggio la crescita si è fermataL’Ocse ha reso noto che l’indicatore dell’Italia è salito a 101,6 punti ad aprile, segnando un rialzo del 2,4% rispetto ad aprile 2013 quando si attestava a 101,4 punti.
In Germania, Canada e Giappone, invece, il superindice è cresciuto solo marginalmente a 100,6 punti, 99,8 punti e 100,6 punti, mentre in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti è rimasto stabile rispetto al mese precedente a 100,3 punti, 101,1 punti e 100,5 punti.

Il quadro rimane nel complesso debole ma orientato al miglioramento……

.    http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201406101631558417&chkAgenzie=ITALIAOGGI&titolo=Industria%20accelera%20(+%201,6%)%20a%20aprile%20e%20consumi%20a%20+2,2%,%20ma%20a%20maggio%20frena.%20L'Ocse%20ci%20promuove

Gli 80 anni di Paperino, perdente di successo

 

3_paperino_«Chi io? Oh no, io ho un gran mal di pancia». Le prime parole pronunciate da Paperino, ottant’anni fa, sono già una scusa per non lavorare. Era il 9 giugno 1934, e in un cinema della California si proiettava «La gallinella saggia», versione americana dell’annosa questione tra cicala e formica. Paperino, anzi Donald Duck, era naturalmente la cicala e il suo «mal di pancia» un modo per non aiutare l’operosa gallinella nelle sue faccende.

In ottant’anni è cambiato il suo aspetto fisico (allora gli animatori Dick Huemer e Art Babbit lo avevano disegnato bassissimo, con il becco molto più lungo e i piedi palmati più grossi) ma la sua voglia di lavorare non è affatto aumentata: indolente, collerico, squattrinato e schiavizzato dal ricco Zio Paperone nel tentativo di estinguere l’inesauribile lista di debiti, Paperino è il più umano dei personaggi Disney, un perdente che non si rassegna mai alla sconfitta, in netta contrapposizione con il vincente Topolino.

Al pessimo carattere si accompagna la sfortuna: se la sua data di nascita ufficiale è il 9 giugno, quella disneyana è la tempestosa notte di un venerdì 13. E i segni del destino avverso si ripetono: abita al numero 13, ha un’auto targata 313. Una sorte talmente simbolica da sconfinare dalle strisce disegnate per abitare l’inconscio individuale e collettivo.

«Paperino è un personaggio ad altissima capacità di identificazione – spiega infatti la psicologa Stefania Andreoli – perché ha molte sfaccettature. È sfortunato, ma anche simpatico. Lavativo, ma generoso. Ha un carattere ricco di chiaroscuri, proprio come tutti, nella vita reale. Per qualcuno rappresenta il bambino che si nasconde dietro ognuno di noi, io lo vedo piuttosto come un eterno adolescente, sfrontato e insicuro, alle prese con grandi potenzialità e contraddizioni altrettanto grandi. Ha profondità, nonostante sia un personaggio dei fumetto: lo vedrei bene sul lettino dell’analista».

A ulteriore testimonianza delle felici contraddizioni che l’hanno generato, il vero successo di Paperino arriva con la guerra: Walt Disney concede al Dipartimento della Difesa l’uso gratuito del personaggio per la campagna di arruolamento. Immagini «guerriere» del Papero finiscono dipinte sulle ali dei caccia americani e cucite sulle mostrine dei militari. Si moltiplicano i film di propaganda: uno di questi, «Der Fuhrer’s Face», nel 1943 vincerà l’Oscar. Nel cartone – dove compaiono le caricature di Hitler, Hirohito e Mussolini – Paperino sogna di essere un tedesco, costretto a fare il passo dell’oca. L’incubo diventa insopportabile quando ha una visione di se stesso nei panni di Hitler, con tanto di baffetti e occhio spiritato. Al risveglio, bacia la riproduzione della statua della Libertà che tiene sul comodino. Se non è materia da psicanalisi questa…

Sempre durante la guerra, nel 1942, Paperino incontra il suo vero padre, Carl Barks, un cartoonist Disney che ha appena lasciato gli studios. «Non mi piaceva che ci fossero tanti capetti che ti sorvegliavano da dietro le spalle – avrebbe raccontato poi – per controllare come lavoravi, criticando di continuo quello che facevi». Proprio in quel momento la casa editrice Western ha ottenuto l’autorizzazione a pubblicare avventure con i personaggi Disney: ingaggia Barks, che trasforma Paperino nella stella di un universo di paperi, Duckburg (in italiano Paperopoli), città dominata dallo zio miliardario Paperon de’ Paperoni, minacciata dalla banda Bassotti, ingentilita dalla capricciosa Paperina.

Al trionfo di Paperino collaborano anche molti autori italiani: Luciano Bottaro, Giovanni Battista Carpi (che nel 1969 inventa Paperinik), Romano Scarpa. Non a caso oggi la Disney Italia lo celebra con un libro «Paperino – Una vita a fumetti», che comprende le più famose storie «italiane». In fondo chi meglio di noi italiani si può identificare con lo squattrinato Paperino e quel suo misto di audacia e insicurezza?

Siamo tutti Paperini, alle prese con figli Qui Quo Qua più svegli di noi e che ci fanno dannare, capi e genitori Paperone sempre scontenti del nostro lavoro, biondi ed eleganti cugini Gastone che ci fanno impazzire di invidia per la loro buona sorte, Paperine con cui litigare e che tocca riconquistare di continuo. «Ma siamo anche pronti a metterci la mascherina e trasformarci in Paperinik – conclude la Andreoli – dentro di lui, come dentro tutti i perdenti del mondo, c’è il potenziale per diventare eroi».

http://www.lastampa.it/2014/06/08/cultura/fumetti-e-cartoons/auguri-paperino-perdente-di-successo-proprio-come-tutti-noi-CuqP0M0TrTa8Ns0nyAKbqL/pagina.html

 

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L’Europa e l’austerità dei ricchi

L’ideologia della stabilità, perché essa non è fondata si basi scientifiche, costituisce il più diffuso orientamento conservatore mascherato da benpensante, che è anti-keynesiano e pro-tatcheriano ….

Un articolo di Guido Carandini su Repubblica dell’8 giugno 2014

L’Europa e l’austerità dei più ricchi

 

Tasso al ribasso: minimo storico

Mario Draghi scende in campo contro la deflazione nel Vecchio continente, ritoccando al ribasso il tasso principale della Banca centrale europea e portandolo allo 0,15%, nuovo minimo storico, dal precedente 0,25%. Pronto anche un ampio armamentario della Bce per rilanciare il credito, fra cui nuove aste di liquidità a lungo termine e “operazioni preparatorie per acquistare gli Abs”, cioè titoli garantiti a sostegno delle imprese. A chi gli faceva notare che tra le misure manca ancora il quantitative easing in stile Fed, cioè l’acquisto di titoli su larga scala, risponde che, in caso di necessità, “gli interventi non finiscono qui”, con una fermezza che riecheggia il “faremo qualunque cosa per salvare l’euro” pronunciato nel celebre discorso di Londra.

Le decisioni sono state prese nel corso della riunione del consiglio direttivo che si è svolto a Francoforte, facendo scattare l’immediata reazione dei listini, che hanno accelerato, mentre è calato lo spread e l’euro ha ritoccato quota 1,35 dollari, salvo poi risalire. Draghi si trova alle prese con la sfida di far rimbalzare i prezzi nella zona della moneta unica, costantemente deboli con l’inflazione che a maggio è tornata a moderarsi allo 0,5%, mentre l’obiettivo della politica monetaria è posizionato poco sotto il 2%. Per di più, la Bce ha abbassato le sue stime di crescita per l’Eurozona :1% per il 2014, 1,7% per il 2015 e 1,8% per l’anno successivo. Tre mesi fa le stime erano a 1,2%, 1,5% e 1,8% rispettivamente.

I tassi. L’ultimo taglio deciso dalla Bce risaliva al novembre scorso, quando il tasso di riferimento era stato abbassato di un quarto di punto. Il tasso sui prestiti marginali viene portato allo 0,4% dallo 0,75%. Il tasso sui depositi “overnight” delle banche – cioè la liquidità che resta presso la Bce – scende per la prima volta in negativo a -0,1%. In questo modo, per le banche non è più conveniente (e nemmeno “neutrale”, visto che l’ultimo livello era allo 0%) lasciare il denaro nella cassaforte dell’Eurotower, ma impiegarlo. Si tratta di decisioni in linea con le attese del mercato e il governatore ha specificato che i tassi resteranno ai “livelli attuali per lungo tempo”, ma ha spiegato anche che “è stato raggiunto il limite inferiore dei tassi”…..
http://www.repubblica.it/economia/2014/06/05/news/bce_taglia_i_tassi_al_minimo_storico_dello_0_15_-88116186/?ref=HRER1-1

Tasse: 4 punti oltre la media Ue

pressione-fiscaleUn peso fiscale enorme, pari a quattro punti oltre la media europea, che si giustifica anche con l’enorme fetta di economia in nero. Sono i tratti dell’economia italiana, noti per molti versi, ma che fanno venire i brividi quando vengono messi nero su bianco, come ha fatto la Corte dei Conti nel Rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica.

Fisco. Nel sistema tributario italiano c’è “un livello di prelievo eccessivo”, spiega la magistratura contabile, aggiungendo che “un contenimento della spesa è la strada obbligata per ridurre il peso della tassazione sull’economia”. “Alla fine del 2013, ricorda la magistratura contabile, la pressione fiscale era pari al 43,8% del pil quasi tre punti oltre il livello del 2000 e quasi quattro rispetto al valore medio degli altri ventisei paesi Ue”. Ancora più significativo risulta il divario fra Italia ed Europa con riferimento alla distribuzione del prelievo complessivo. “L’eccesso di prelievo gravante sul fattore lavoro – rileva la Corte – trova conferma nei dati dell’Ocse, che evidenziano un cuneo fiscali pari al 47,8% in italia rispetto a una media ue a ventuno paesi del 42%”.

Il nero. L’economia sommersa valeva oltre un quinto del Pil, ovvero il 21,1%: di oltre 50 miliardi è l’evasione stimata per il 2011 per Iva e Irap che, con 150 miliardi, spiegano un quinto delle entrate tributarie complessive della Pubblica amministrazione….

http://www.repubblica.it/economia/2014/06/04/news/corte_conti_l_economia_sommersa_al_21_del_pil_tasse_4_volte_la_media_ue-88020419/?ref=HRER2-2