Quasi junk

essepiUn forte aumento del debito, accompagnato da una crescita perennemente debole e bassa competitività non è compatibile con un rating BBB». Lo ha scritto chiaro e tondo l’agenzia di rating S&P dopo aver declassato l’Italia a BBB-. Uno schiaffo, perché il downgrade deciso dall’agenzia finanziaria statunitense porta il rating del nostro Paese quasi al livello «spazzatura», solo un gradino più in alto del livello «junk».

Ci attendiamo – ha spiegato S&P – che l’economia italiana esca dalla recessione all’inizio del 2015 anche se prevediamo solo una modesta ripresa di circa lo 0,2%, che si paragona con le nostre precedenti stime di una crescita dell’1,1% per l’anno prossimo». Il governo è più ottimista e prevede una crescita media del pil reale e nominale tra il 2014 e il 2017 dello 0,7% e dell’1,9%. Chi avrà ragione?

http://www.corriere.it/economia/cards/cenerentola-mondo-quel-barile-petrolio-tavolo-draghi/standard-poor-s-ci-declassa.shtml

 

Standard and Poor’s Corporation è una società privata con base negli Stati Uniti che realizza ricerche finanziarie e analisi su titoli azionari e obbligazioni, fra le prime tre agenzie di rating al mondo insieme a Moody’s e Fitch Ratings

http://www.standardandpoors.com/en_US/web/guest/home

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