Autocorrezione della tirchieria

dekIl primo effetto visibile della politica monetaria estremamente espansiva della Banca centrale europea è che la Germania sta smettendo di essere vagone e ricomincia a fare la locomotiva. Detto in modo un po’ brutale: di fronte a tassi d’interesse bassissimi, se non negativi, i tedeschi vedono meno senso nel risparmiare, spendono di più. Sia nel terzo che nel quarto trimestre 2014, la spesa delle famiglie in Germania è cresciuta dello 0,8% e ha segnato il punto di inversione di una lunga tendenza: la crescita non è più trainata dalle esportazioni ma dai consumi. I tassi bassi non ne sono l’unica ragione, ma influiscono.Dall’inizio di marzo, la Bce sarà tra l’altro sui mercati per dare inizio al programma di acquisto di 1.100 miliardi di titoli, in buona parte pubblici, 60 al mese. Nell’attesa, gli spread si sono ridotti: ieri, quello italiano attorno ai 100 punti sul Bund tedesco. Il complesso dell’operazione non sarà facile: i venditori sui mercati non sono tantissimi, ma a Francoforte c’è fiducia che il Quantitative easing annunciato da Mario Draghi il 22 gennaio avrà successo. Momenti di svolta delicati, insomma.In un paper pubblicato ieri, la società di analisi indipendente Oxford Economics ha previsto che il reddito reale disponibile dei tedeschi quest’anno aumenti del 3,5%: «Sarebbe la crescita più forte dal ’91». Alla base c’è la tendenza già registrata nella seconda metà dell’anno scorso alla quale si aggiunge un mercato del lavoro dove la disoccupazione è bassa (6,5%) e l’offerta di posti è oggi più alta del 14% rispetto a un anno fa. Ciò si traduce in una tendenza alla crescita dei salari, ben registrata dall’accordo siglato pochi giorni fa dalla Ig Metall (sindacato metalmeccanico) nell’industrializzato land del Baden-Württemberg, dove da aprile gli aumenti saranno di un non frequente 3,4% (e rappresentano un modello per il Paese). Visto che l’inflazione nell’anno sarà negativa, calcola Oxford Economics, la crescita reale dei redditi disponibili sarà facilmente del 3,5%.Ciò si dovrebbe tradurre in una spesa delle famiglie in crescita del 2,5% nel 2015, e questa sarà la voce più significativa nella crescita complessiva del Pil, prevista al 2,2%. Perché è importante? «Un periodo di forte crescita tedesca di origine domestica, dice il paper ,  riduce il rischio di una deflazione cattiva nella regione e dovrebbe fornire alle economie più deboli dell’area (europea) una spinta generata dalle importazioni». La «tirchieria» del consumatore tedesco e le politiche solo pro export di Berlino, molto vituperate di recente, sembrano dunque entrate in una fase di autocorrezione: non più priorità alle «egoistiche» esportazioni ma crescita della domanda interna che beneficia anche i vicini…..

Berlino rilancia i consumi E con le misure di Draghi spread vicino a quota 100

Danilo Taino Corriere della Sera 27 febbraio 2015

http://archiviostorico.corriere.it/2015/febbraio/27/Berlino_rilancia_consumi_con_misure_co_0_20150227_a1f78148-be52-11e4-9a5f-71cdcf66063d.shtml