Italia fuori da recessione deflazione

rippL’Italia si chiama fuori da recessione e deflazione. A mettere la parola fine davanti alle due «piaghe» dell’economia è l’Istat, che non solo registra un Prodotto interno lordo in crescita nel primo trimestre ma vede in positivo anche il secondo. «Non siamo più il malato d’Europa» dice il premier Matteo Renzi. Anzi, rilancia, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, siamo diventati «un buon esempio da seguire». Rimane invece aperta la questione lavoro, per l’Istituto di statistica infatti l’occupazione ancora «non ha mostrato chiari segnali di inversione di tendenza». Di certo sul fronte lavoro il Governo punterà ancora sulla detassazione, che Padoan dà per confermata anche nella «prossima legge di Stabilità». La raffica di dati e stime dell’Istat è stata quindi caratterizzata dal segno più: dal Pil di gennaio-marzo, certificato a +0,3%, l’aumento più significativo da quattro anni, alla proiezione di quel che sarà tra aprile e giugno (+0,2%). Due rialzi consecutivi che decreterebbero la fine della fase recessiva anche in termini tecnici. Per ora però sul secondo trimestre ci sono solo anticipazioni, aprile avrebbe fatto segnare «un balzo in avanti» ma occorre vedere con che ritmo la spinta proseguirà. Il contributo più importante è atteso dall’export che invece non è stato d’aiuto nel primo trimestre. Hanno tradito le aspettative pure i consumi, con la spesa delle famiglie arretrata, seppure di poco, dopo sei rialzi consecutivi. A fare da traino all’economia come non accadeva da anni sono stati invece gli investimenti (grazie al boom registrato per i mezzi di trasporto).  Guardando ai macro settori, sempre nel primo trimestre molto bene è andata l’agricoltura che ha recuperato le perdite accusate nei mesi precedenti. Un effetto rimbalzo si è verificato anche sul fronte scorte (a conclusione del 2014 i magazzini si erano svuotati). Ecco che alla fine l’Istat ha anche alzato le stime sul Pil tendenziale (da zero a +0,1%). Dietro l’uscita dal tunnel della deflazione, era da inizio anno che i prezzi non facevano altro che scendere, c’è invece lo zampino dell’energia: a maggio il ridimensionamento dello sconto carburanti risolleva l’indice generale, che si riporta così ai livelli di sei mesi prima (+0,2% e +0,8% per il “carrello della spesa”). …. http://www.lastampa.it/2015/05/29/economia/italia-fuori-dalla-deflazione-a-maggio-prezzi-9kZt6diNLXBhwQjEVity6O/pagina.html