Ok dell’Ue sui conti, Italia promossa

scissorPer il 2016 l’Italia è a posto, almeno se saranno rispettati tutti gli impegni «chiari, precisi e scritti» che il governo ha preso per sanare i conti, cosa che la Commissione Ue promette di verificare «con attenzione» in ottobre. Per il 2017 le cose sono più complesse. C’è il problema dell’aumento dell’Iva che Roma vuole evitare (costa lo 0,45% di Pil) e il buco da almeno lo 0,2% da sanare per assicurare che il fabbisogno sia quello richiesto dalle regole Ue: fanno 11 miliardi di correzione. La flessibilità concessa dall’Europa, 14 miliardi di maggiori margini di spesa, è legata anche al rispetto delle promesse, che ci risparmiano una procedura di debito eccessivo, sebbene resti il rischio «di una violazione del Patto di Stabilità», per quest’anno e il prossimo. Siamo salvi. Ma di qui all’autunno bisognerà evitare sbandate.

La Commissione Ue, nel varare le raccomandazioni economiche per i Ventotto, si è presentata in modalità «politica» e ha deciso di evitare sanzioni nei confronti dei Paesi coi conti in disequilibrio. Italia, Finlandia e Belgio avrebbero i numeri per incassare un’infrazione, Spagna e Portogallo si distinguono per un deficit che travalica il 3% del Pil richiesto dal Patto di Stabilità. In tutti i casi, si è deciso di soprassedere: «Non è il momento giusto, né economicamente né politicamente», ha detto il commissario Pierre Moscovici. Allora niente procedura contro i superdebitori e un anno in più di adattamento per Madrid (che non ha governo) e Lisbona (dove la ripresa è decisamente fragile).

 

Pesano su tutto considerazioni politiche. Si vuole evitare di fomentare le vampate di euroscetticismo e populismo che già infiammano i Ventotto. Ma anche la paura delle incertezze che minacciano la congiuntura. Ieri Eurostat ha certificato che in aprile i prezzi nell’Eurozona sono scesi dello 0,2%, guidati dal calo dei listini petroliferi. Il dato amplifica la «minaccia deflazione», pericolosa soprattutto perché erode i risparmi. «È evidente che non possono esserci tassi negativi in eterno», ha detto Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, convinto che la Bce «abbia fatto ciò che andava fatto» e «il programma ha funzionato: senza l’acquisto di titoli, l’inflazione sarebbe sostanzialmente più bassa».

Le raccomandazioni firmate dalla Commissione fotografano un’Italia che cerca di superare il guado. Ci sono apprezzamenti, tuttavia l’elenco delle riforme auspicate è lungo – dal lavoro alle banche. L’attenzione è anzitutto sul bilancio, graziato dagli 0,85 punti di flessibilità concessi per compensare riforme e investimenti. La sensazione è che restino parecchie caselle da colorare e tutto è legato a come Renzi e Padoan sapranno attuare le garanzie date alla Commissione. Partita lunga. Di buono c’è, ha detto Moscovici a Skytg24, che «alcune clausole di flessibilità sono state pensate per poter essere usate una sola volta», però non si esclude un bis «se nel 2017 il deficit sarà all’1,8%: d’altronde è proprio questo il senso della politica seria sui conti che chiediamo all’Italia».

Marco Zatterin

La stampa 19 maggio 2016

http://www.lastampa.it/2016/05/19/economia/ok-dellue-sui-conti-italia-promossa-ma-a-ottobre-ci-sar-un-nuovo-esame-myEm6CePzPZjJLhnUXdytM/pagina.html