Tre giorni in meno

peso-tasse-258Cinque mesi di lavoro per pagare le tasse e da oggi si comincia a guadagnare per sé e non più per l’Erario. Scatta infatti da stamattina il «tax freedom day», il giorno della liberazione fiscale, calcolato come tutti gli anni dalla Cgia di Mestre, che segnala ancora una volta il peso della pressione fiscale sul nostro paese prevista per quest’anno al 42,8, in discesa rispetto al 2015, ma sempre a livelli piuttosto alti. Il rapporto della Cgia calcola che quest’anno per pagare le tasse sono stati necessari 154 giorni di lavoro (3 in meno del 2015, ma 7 in più rispetto al 2006, dieci anni fa).
Il confronto con gli altri paesi conferma che, nonostante gli interventi sull’abolizione della Tasi sulla prima casa, gli 80 euro e il taglio dell’Irap sul costo del lavoro, l’Italia è ancora nelle posizioni alte della classifica. Il «gap» emerge dai dati dello scorso anno, gli ultimi sui quali è possibile esercitare una comparazione: il contribuente italiano nel 2015 ha lavorato per il fisco fino al 7 giugno (157 giorni), cioè 11 giorni in più della media Ue (che è pari a 146 giorni). Tra i nostri partner solo la Francia ha fatto peggio con 174 giorni, mentre in Germania il cosiddetto «tax freedom day» è scattato dopo 145 giorni (12 giorni prima), in Olanda dopo 137 giorni, nel Regno Unito dopo 127 (30 giorni prima che in Italia) e in Spagna dopo 126 giorni.
Le cifre della pressione fiscale nel nostro Paese sono ben in evidenza sui tavoli di Palazzo Chigi e di Via Venti Settembre intenzionati a mettere mano alla riduzione del l’Irpef fin dalla prossima legge di Stabilità. ………
da un articolo di Roberto Petrini su La Repubblica del 3 giugno 2016