Macchinari, bevande, formaggi e medicinali: l’Europa rischia di perdere affari per 12 miliardi

cettQuali vantaggi (o svantaggi) porterebbe l’approvazione del Ceta per l’Italia e per l’Europa?  

Come sempre con questo genere di accordi commerciali, i vantaggi e gli svantaggi cambiano a seconda dei punti di vista. Se per molti soggetti il Ceta viene visto come una minaccia, per molti altri è un’opportunità. In quest’ultima categoria rientrano le imprese che esportano verso il Canada.

Quale sarebbe l’impatto sull’export?  

L’abolizione dei dazi farebbe risparmiare 500 milioni di euro l’anno alle aziende europee. Il volume degli scambi di beni e servizi tra Ue e Canada vale 86 miliardi di euro l’anno: il Ceta potrebbe incrementare di 12 miliardi di euro l’anno il Pil Ue.

E per quanto riguarda l’Italia?  

Il commercio bilaterale italo-canadese vale 7,2 miliardi di euro l’anno e il volume dell’export verso il Canada è superiore a quello dell’import. Macchinari, bevande e prodotti farmaceutici sono i prodotti più venduti.

Quali sono i settori maggiormente toccati dall’eliminazione dei dazi?

Il Ceta prevede l’eliminazione dei dazi ad valorem (quelli espressi in percentuale al valore dell’import) per prodotti a base di zucchero, cacao, pasta, biscotti, frutta e verdura, che oggi sono pari al 10-15%. Al primo posto dell’export nel settore agricolo ci sono i vini e gli spiriti, per i quali verranno eliminate anche le barriere non tariffarie.

Sì, ma sul fronte opposto? Chi si oppone al Ceta parla di «un’invasione di 130 mila tonnellate di carne canadese».  

Nel mercato alimentare ci sono alcuni prodotti che sono stati definiti «sensibili», come ad esempio manzo, maiale e mais per l’Europa; mentre invece il Canada considera tali le carni di pollo e tacchino, oltre ai prodotti lattiero-caseari. L’Unione europea, per compensare l’ingresso di carne canadese a dazio zero, ha ottenuto l’apertura di un nuovo contingente di formaggi pari a 17.700 tonnellate, di cui 16.000 destinate a formaggi di qualità (si tratta di un incremento pari al 130 per cento rispetto ai valori attuali).

Dunque porte aperte alla carne trattata con ormoni e agli Ogm, visto che il Canada ne è il terzo produttore mondiale?

No, il Ceta non prevede l’eliminazione delle restrizioni in vigore nell’Ue sulle carni bovine contenenti ormoni della crescita né quelle sugli Ogm.

È vero che il Ceta prevede la privatizzazione di servizi essenziali come per esempio l’acqua?  

No, perché non riguarda i servizi pubblici. Gli Stati continueranno a decidere liberamente se e quali servizi privatizzare.

Si parla di «riconoscimento delle Indicazioni geografiche»: quali sono i prodotti che avranno maggiore tutela?

Oggi il sistema delle Indicazioni di Origine non esiste in Canada, questo porta in commercio molte imitazioni. Il Ceta prevede il riconoscimento di 145 indicazioni geografiche protette, di cui 125 godranno di piena tutela. Per quanto riguarda l’Italia sono coinvolti 41 prodotti, tra cui il Prosciutto di Parma, il San Daniele e il Prosciutto Toscano. Ci sarà una tutela pure per il Parmigiano Reggiano, anche se resteranno in commercio prodotti con il nome di «Parmesan». Un discorso simile vale per i formaggi Asiago, Fontina e Gorgonzola.

È vero che le imprese europee avrebbero pari diritto di accesso agli appalti pubblici in Canada?  

Sì, non solo a quelli statali, ma anche a quelli a livello provinciale, che rappresentano una quota significativa della spesa pubblica. «Privilegio» che finora non era stato concesso dal Canada ad alcun Paese.

Marco Bresolin

25 ottobre 2016

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