Salvo il trattato Ceta, sì in extremis del Belgio

bruzzz Il governo belga è riuscito a trovare un accordo con la Vallonia, la regione di Bruxelles capitale e la comunità francofona, che impedivano al Belgio di firmare il trattato commerciale tra Europa e Canada (Ceta) rendendone impossibile l’entrata in vigore.
Il compromesso prevede che il sistema di arbitraggio privato dei contenziosi tra imprese e governi, contestato dai valloni, venga sottoposto al vaglio della Corte di Giustizia di Lussemburgo e non sia comunque applicato fino alla completa ratifica dell’accordo da parte di tutti i Parlamenti. Un iter che potrebbe prendere alcuni anni.
Il nuovo accordo potrebbe essere approvato da tutti i governi europei già entro oggi. A quel punto potrà essere firmato dai rappresentanti della Ue e del Canada e, dopo la ratifica del Parlamento europeo, entrare in vigore già a partire dall’anno prossimo, seppure in regime temporaneo in attesa che si completi la procedura delle ratifiche nazionali.
La svolta nei negoziati intra-comunitari belgi è arrivata ieri mattina, proprio mentre circa duecento manifestanti dimostravano contro il Ceta, suonando pentole e casseruole davanti alla sede della Commissione europea, che è stata imbrattata di vernice. Nella mediazione per arrivare ad un’intesa hanno svolto un ruolo importante sia il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, sia il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, entrambi socialisti come il leader vallone, Paul Magnette.
Il probabile via libera all’intesa permetterà di ristabilire un po’ della credibilità internazionale perduta dalla Ue. Lo stop imposto dal parlamento della Vallonia aveva infatti minato l’attendibilità della Commissione, cui spetta il compito di negoziare gli accordi economici e commerciali per conto di tutta l’Unione, ma che poi deve passare sotto le forche caudine di ben 38 approvazioni da parte dei parlamenti nazionali e regionali.

Andrea Bonanni
La Repubblica 28 ottobre 2016