Più elettriche e cinesi ora il mondo compra cento milioni di auto

Saranno presto 100 milioni quelle nuove. Sono un miliardo quelle circolanti già oggi nel mondo. L’auto continua a macinare record di vendite. Grazie al fatto che nei Paesi emergenti non c’è crisi. Gli analisti citati dalla ricerca diffusa ieri da Anfia prevedono che nel 2020 le auto nuove saranno 112 milioni. Ma già allora il parco circolante potrà essere molto diverso da quello di oggi. Le norme imporranno di aumentare le auto ad alimentazione “alternativa”. Termine generico che oggi indica tutto ciò che non usa come carburante la benzina o il gasolio: dalle auto totalmente elettriche alle ibride a quelle che hanno carburanti limitati a specifiche aree geografiche, come l’acool in Basile o il gas in Italia. Con 500 mila pezzi venduti nel 2016, anche in questo settore la Cina è il primo mercato, a pari merito con l’Europa, se si considerano le auto ibride o elettriche. L’Europa è invece al primo posto se si aggiungono le 173 mila auto a gas e metano vendute quasi tutte in Italia, dove esiste l’unica rete capillare per questo genere di veicoli.
Sono numeri ancora bassi: sui 28 milioni di auto vendute in Cina le 500 mila a propulsione alternativa sono meno del 2 per cento. Ma sono destinate a cresce come nel resto del mondo. Le norme sempre più rigide sulle emissioni, unite agli scandali recenti, sembrano segnare irrimediabilmente la sorte del diesel, nonostante l’ostinazione dei costruttori tedeschi a continuare su quella strada. La scelta di investire sull’elettrico da parte degli stessi campioni di Germania, dimostra comunque che quello sarà il futuro. In Usa i veicoli a propulsione alternativa venduti nel 2016 sono stati 490.000, lo 0,8 per cento del mercato, in linea con l’anno precedente. Ma a fronte di un calo del 14 per cento delle auto ecofriendly c’è un aumento del 271 per cento dei camion e del 31 per cento dei furgoni. Si tratterà ora di vedere quali affetti avranno nei prossimi anni le politiche filo-fossili del presidente Trump.
Ma le scelte decisive per orientare il mercato dell’auto e decidere come saranno fatti i 100 milioni di vetture nuove che arriveranno sul mercato nei prossimi anni, le compirà la Cina. Secondo la regola per cui il mercato più grande determina le scelte di quelli minori. E se anche, come pare di capire, nel 2017 l’Europa venderà più auto degli Usa, è a Pechino che bisogna far riferimento. Perché in Cina si producono 28 milioni di auto, quasi un terzo di tutte quelle fabbricate nel mondo: sono più del doppio di quelle che si costruiscono in Usa e quasi cinque volte quelle prodotte in Germania. Improponibile il paragone con l’Italia che con il suo milione di pezzi ne costruisce un terzo della Spagna e metà della Francia. Nel campo dei combustibili alternativi l’Italia è al primo posto in Europa con il 26 per cento dell’immatricolato ma solo perché gas e metano la fanno da padrone. Se si prendono in considerazione elettriche e ibride l’Italia è molto indietro.
Nel mese di luglio il mercato italiano è salito del 5,9%. Fca è salita del 3,5 grazie soprattutto ad Alfa, Jeep e Maserati. In Usa invece Fca perde a luglio il 10 per cento. Il gruppo del Lingotto precede i francesi di Psa, che grazie all’acquisizione di Opel scalzano Volkswagen dal tradizionale secondo posto in Italia.

Paolo Griseri

La Repubblica, 2 agosto 2017