Il Nord raccontato dall’A4. La ripresa c’è e viaggia sui Tir

L’autostrada che collega Torino a Trieste è la grande metafora del Nord. Si potrebbe stimare il Pil settentrionale (e nazionale) già solo scrutando con attenzione le piazzole di sosta o esaminando il traffico ai caselli. Attorno al nastro d’asfalto che lungo 528,5 chilometri porta dalle Alpi all’Adriatico vivono/lavorano 26 milioni di persone e soprattutto c’è la gran parte dei distretti, del sistema manifatturiero italiano e i più importanti centri di innovazione. I dati che vengono dai gestori autostradali ci confermano la ripresa in atto — ogni giorno percorrono la A4 in media 230 mila mezzi pesanti che trasportano merci in buona parte provenienti dai porti liguri — ma ci dicono molto anche sull’articolazione territoriale.

L’Est va decisamente più spedito dell’Ovest e la spiegazione è semplice: il Veneto e le regioni limitrofe sono integrate con quello che forse è il principale locomotore dell’Europa e che per comodità chiameremo sistema tedesco allargato. Lo stesso non si può dire per l’Ovest con la Francia. Tutti di questi tempi raccontano come il traffico dal Veneto verso Trieste sia tornato agli anni che precedevano il Passante di Mestre, lo sbottigliamento — dicono i tecnici — c’è stato, restano ancora tratti a due corsie che causano incolonnamenti ma a monte di tutto c’è una domanda che tira e che riporta al «sistema tedesco» che coinvolge Romania, Slovacchia e Slovenia. Il traffico nel tratto tra Venezia e Trieste, infatti, ha fatto registrare il maggiore incremento: +11,1% in due anni.

La A4 è dunque uno straordinario corridoio che ci fa capire cosa sta succedendo nell’economia dei flussi. Eh sì, perché dopo tanti convegni sulla «cura del ferro» è il trasporto su gomma il re incontrastato del Pil. I tecnici spiegano che anche nella Francia, che ha fatto delle rotaie un cardine di politica industriale, in realtà la gomma sta guadagnando quote di mercato.

E la tendenza è ancora più forte in Italia dove il trasporto su Tir dialoga perfettamente con un sistema economico che si estende per filiere e ha bisogno di raggiungere le catene internazionali di fornitura.

Cresce la domanda che viene da Est, ma aumenta anche l’attività di export delle nostre multinazionali tascabili e la gomma trionfa perché flessibile e capillare e perché negli anni le Fs per razionalizzare hanno chiuso molti scali merci minori.

La A4 oltre a essere il tapis roulant del Pil italiano è anche la vetrina di una straordinaria piattaforma di manifattura e servizi capace di competere con le grandi aree attrezzate del mondo. La specificità del Nord — secondo la sintesi del sociologo Paolo Perulli — «è la presenza di reti di impresa e di città che se messe a sistema con un’effettiva divisione del lavoro rappresentano una grande e flessibile macro-regione economica europea». Quest’area a forte tradizione policentrica ha adesso una vera capitale (la grande Milano, un tassello che include Novara e Piacenza) vuoi per la posizione geografica di sempre vuoi per la reputazione che si è conquistata nelle grandi arene internazionali dopo il successo dell’Expo. L’economista di Harvard autore di The triumph of the city, Edward Glaeser, scrive di Milano come di un esempio di città contemporanea capace di reinventarsi con successo «tornando a ruggire nell’era post-industriale». Il geografo inglese Peter Taylor, che ha ripreso i lavori sulle città globali della più famosa sociologa Saskia Sassen, conferma con dati aggiornati che Milano è la 13ma città del pianeta e nella sostanza la porta del Belpaese verso l’economia-Mondo (…..)

Dario Di Vico, Corriere della Sera, 25 settembre 2017

http://www.corriere.it/video-articoli/2017/09/24/nord-raccontato-dall-a4-ripresa-c-e-viaggia-tir/f21d19d2-a13d-11e7-97ce-75ed55d84d04.shtml