Il confine tra lecito e illecito

Quali sono i valori a cui ci affidiamo? Quali regole seguiamo? In questa fase in cui gravi scandali politici, economici e sociali stanno scuotendo il Paese da nord a sud, senza esclusioni di colpi, l’indagine LaST, realizzata da Community Media Research in collaborazione con Intesa Sanpaolo, per La Stampa, analizza l’approccio degli italiani ai valori e alle regole. La definizione del confine tra lecito e illecito non è infatti esclusiva della legge.  

La nostra sensibilità, il contesto in cui viviamo, le nostre esperienze personali e professionali innegabilmente condizionano la percezione individuale della legittimità delle azioni e il nostro grado di accettazione di comportamenti considerati border line. Fare luce sulle nostre convinzioni e sulle dinamiche che guidano le nostre reazioni, può aiutarci a comprendere come la sensibilità degli italiani sul tema si stia evolvendo.

 

Per partecipare clicca http://lastlife.indaginelast.it/. I risultati saranno pubblicati sul sito dell’iniziativa e su La Stampa. C’è anche una finestra social su Facebook e Twitter.

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http://www.lastampa.it/2014/06/16/economia/i-valori-degli-italiani-partecipa-allindagine-S3riONO2ExAJ6daB3JpD4H/pagina.html

Quale partito mi somiglia di più?

Ecco un test politico-elettorale che aiuta a capire quali partiti rappresentano di più le proprie posizioni politiche in base ai programmi elettorali e alle dichiarazioni pubbliche dei leader prima delle elezioni.

È un progetto no-profit dell’Associazione Openpolis, ideato e realizzato con il contributo di DEPP.

http://politiche2013.voisietequi.it/

Strane domande nei colloqui di lavoro.

colloquio-di-selezione[1]Negli Stati Uniti durante i colloqui di lavoro può capitare di ricevere domande come: “Un pinguino entra dalla porta del tuo ufficio con in testa un sombrero. Che cosa dice?” Oppure: «Quale canzone riassume meglio la tua etica?» (Dell, produttrice di personal computer). «A cosa pensi quando sei da solo in auto?» (società di sondaggi Gallup). «Come si fa un panino al tonno?» (Astron, consulenza aziendale). «Quante mucche ci sono in Canada?» (Google). «Che voto mi daresti da 1 a 10 come intervistatore?» .  Sono alcune tra le 25 domande più strane rivolte nel 2012 negli Stati Uniti ai candidati in cerca di un impiego dai selezionatori per la ricerca del personale. E sono quesiti volutamente spiazzanti ….

I cacciatori di teste (su richieste specifiche da parte solitamente di società di consulenza e multinazionali di estrazione americana) possono fare domande per testare la capacità logiche e le modalità di ragionamento.

Qualche esempio?

«Quanti sciatori ci sono in Italia?

Quante palline da golf servono per riempire una stanza?

Quanto vale il mercato degli spazzolini da denti?

Si presenti con analogia ad un animale

Che cosa porteresti sull’isola deserta?

La finalità è quella di verificare la modalità di ragionamento del candidato, testarne i valori e la determinazione. Spesso insomma non c’è una risposta giusta alla domanda…»

http://www.lastampa.it/2013/01/17/italia/cronache/strategie-per-i-colloqui-di-lavoro-faccia-finta-di-essere-un-animale-7IWg7cCrWQTXSUUOblg6dL/pagina.html

Incatenati al cellulare

dipendenza-iPhone-414x257[1]Non stacchi mai il cellulare? No, neanche di notte. Ok, in aereo sì, ma appena atterri la prima cosa che fai è riaccenderlo?

Lo porti con te anche in bagno? Lo fa il 75% degli americani, secondo un sondaggio. C’è chi non se ne separa nemmeno nella doccia. E se – non sia mai – dovessi trovarti fuori rete per diverse ore, cominci a provare un’ansia simile alla “tremarella del giorno delle nozze” o a quella pre-dentista?

Se la tua risposta alla maggioranza di queste domande è affermativa, sei probabilmente affetto/a da “nomofobia” (dall’inglese “no-mobile-phone phobia”). Nomofobi sono coloro che entrano in ansia se perdono il cellulare, esauriscono la batteria o il credito o non hanno copertura di rete. Il nome (che non mi sembra un granché) l’ho letto per la prima volta in una lista di parole “storiche” del 2012 (a cura dell‘International Herald Tribune). Comunque sia, pare che nomofobe siano soprattutto le donne. Un caso? …

I primi nomofobi  sono stati identificati in Gran Bretagna.  Su un campione di 1000 intervistati, erano i due terzi, secondo questo studio. Tra le donne, come dicevo, pare sia più frequente:  70% contro il 61 degli uomini. Alcuni, dopo il sondaggio, hanno promesso di disintossicarsi. Solo una minoranza dice che il cellulare è necessario per lavoro.

In America, il Chicago Tribune ha scritto di un sondaggio condotto tra i proprietari di iPhone: preferiscono rinunciare a lavarsi i denti per una settimana piuttosto che al cellulare. La dipendenza non risparmia i Paesi in via di sviluppo come l’India.…..

http://27esimaora.corriere.it/articolo/lansia-che-ci-incatena-ai-cellularie-voi-potete-vivere-senza/#more-8606