Maestri di strada

“Il regalo più bello te lo fanno quando accendono gli occhi. È la loro maniera di dirti grazie. Ti guardano e si illuminano. Ed è in quel momento che capisci che in fondo quello che facciamo per loro è poca cosa rispetto a quello che ci regalano”. Caterina Quattrone ci va una volta alla settimana al Centro Giovani Domani. Senza un impegno fisso nè orari troppo rigidi. A volte ci sta un paio d’ore, qualche volta di più. Ma quando può non rinuncia a quell’impegno con i ragazzini del suo quartiere. In fondo, dice, “ci vuole poco, basta esserci”. Certo, “aiutarli con lo studio è fondamentale, ma forse è ancora più importante ascoltarli. È quello che cercano”.

Caterina è un’insegnante dell’istituto comprensivo Don Bosco-Cassiodoro del quartiere Pellaro, una scuola nella periferia sud della città dello Stretto. Tanti bambini delle estrazioni sociali più diverse, con storie più o meno difficili e con difficoltà che cambiano a seconda delle mille variabili della vita. Una buona scuola in una zona “complessa”. Caterina insegna religione e di fatto, facendo poche ore per classe, conosce tutti i bambini del quartiere e pure quelli dei piccoli centri costruiti a ridosso di Pellaro. Al mattino gli parla di tante cose e, al pomeriggio, dice lei: “continuo a farlo”.

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/02/27/news/maestri_di_strada_alberto_manzi-79809011/?ref=HREC1-30

Chi era Alberto Manzi

Non è mai troppo tardi – la Fiction di Rai Uno su Alberto Manzi

E’ andato in onda il 24 e il 25 febbraio 2014 in prima visione assoluta il film per la TV dedicato al maestro Manzi con Claudio Santamaria. Regia di Giacomo Campiotti
Il Centro ALBERTO MANZI

http://www.centroalbertomanzi.it/home.asp

 

Fb paga WhatsApp 16mld di dollari

Facebook, il popolare social network fondato da Mark Zuckerberg che pochi giorni fa ha compiuto dieci anni, ha annunciato l’acquisto di WhatsApp per circa 16 miliardi di dollari (4 in contanti e 12 in azioni, più 3 miliardi di azioni vincolate per i fondatori e i dipendenti.

WhatsApp è stata fondata nel 2009 Brian Acton e Jan Koum e. Gli ex ingegneri di Yahoo con la loro idea hanno subito soppiantato la concorrenza e si sono imposti come il più importante servizio di messaggistica alternativo agli sms. Oggi è usato da più di 450milioni di utenti

GUARDA I VIDEO….

http://www.economia.rai.it/articoli/facebook-acquista-whatsapp/24108/default.aspx

 

 

Comincia il semestre greco

L’Unione europea saluta il nuovo anno con la nuova presidenza di turno del Consiglio Ue, ricoperta dalla Grecia, che sarà responsabile del Consiglio fino al 30 giugno. Quella ellenica precede la guida italiana.

http://www.lastampa.it/2014/01/07/multimedia/esteri/la-presidenza-greca-inizia-il-nuovo-anno-ue-ZtYwLWrqt8fBUsZv9mvYiJ/pagina.html

Simpson e Parlamento italiano

Questa scuola è più corrotta del Parlamento italiano».  Kent Brockman, il giornalista di Springfield, bolla con questa battuta l’istituto del preside Skinner. La «battuta»   nella puntata dei «Simpson» andata in onda lo scorso 10 novembre su Fox. L’episodio ancora non è stato trasmesso in Italia ma già fa discutere.

http://video.corriere.it/questa-scuola-piu-corrotta-parlamento-italiano-simpson-all-attacco/34b439c0-4c78-11e3-b498-cf01e116218a

Ladri di biciclette

LADRIDIBICICLETTENegli  ultimi anni il Vecchio continente è tornato a innamorarsi della bicicletta. Un  ritorno di fiamma per il  mezzo di trasporto più green: che porta già ben 35 milioni di persone a spostarsi lasciando l’auto in garage: è come se ogni giorno in Europa tutti gli abitanti della  Polonia salissero in sella. Ma potremmo dire che obbedendo alla legge del mercato, a questa esplosione della domanda corrisponde non solo la crescita dell’offerta, ma anche del furto.

Qualche cifra generale per avere la dimensione del fenomeno. Il  2011 è stato l’anno dello storico sorpasso, riconfermato poi nel 2012,  della vendita di bici su quella delle automobili. Le due ruote in Italia hanno  infatti superato le auto di 12.143 unità, andamento confermato  anche nel 2012 dove la differenza è di ben 200 mila mezzi. E ad  aumentare è stata anche la percentuale di furti che in dieci anni è  passata dal 2,5% al 3,8%. Quasi due italiani su tre sono stati gabbati dai ‘ladri di biciclette’. Si stima che ne spariscano circa tremila al giorno

Ma solo 1 su 5 ha denunciato il furto. Il boom delle vendite e  la mancanza di una cultura della bici ‘legale’ hanno dato il via a un  circolo vizioso che favorisce i ladri. Con un livello così basso di  denunce e senza un sistema di riconoscimento valido del mezzo è  difficile recuperare la propria bicicletta.  Inoltre, spesso inconsapevolmente, sono ancora molti ad acquistare bici  in nero e di dubbia provenienza, allettati dai prezzi stracciati. Una bicicletta nuova da passeggio costa all’incirca tra 150 e 400 euro,  contro i 30-40 di una rubata. Per dare l’idea del peso economico di  quello che sembra un reato ‘da niente’, in Italia ogni anno ‘spariscono’  un milione di biciclette, per un valore medio di oltre 200 milioni di euro.  Una cifra pari ai finanziamenti stanziati dal Governo per sostenere i  mutui e gli affitti degli italiani. …………..

http://www.repubblica.it/cronaca/2013/10/31/news/furti_di_biciclette_in_italia_e_nel_mondo-69704561/?ref=HREC1-25

LADRI DI BICICLETTE

Derubato della bicicletta, indispensabile per il lavoro appena trovato, disoccupato va col figlioletto alla ricerca del ladro attraverso la Roma del dopoguerra, incontrando solidarietà, indifferenza, aperta ostilità. Tratto dal romanzo (1946) omonimo di Luigi Bartolini, la cui sceneggiatura risulta firmata anche da O. Biancoli, S. Cecchi D’Amico, A. Franci, G. Gherardi, G. Guerrieri, è _ con Umberto D (1952) _ il risultato più alto del sodalizio De Sica-Zavattini e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con Roma, città aperta (1945) fu più conosciuto all’estero. L’amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. Oscar speciale 1949, 6 Nastri d’argento e altri premi (Locarno, New York, Londra, Knokke-le-Zonte, Bruxelles ecc.). La parte di Maggiorani era stata offerta a Cary Grant. Sergio Leone giovane compare vestito da seminarista. AUTORE LETTERARIO: Luigi Bartolini

http://www.mymovies.it/film/1948/ladridibiciclette/

IL FILM

http://youtu.be/Pg1DB5fwJ8w

I, Pencil: The Movie

Questo è il mondo in cui viviamo….

Questa è un’ordinaria e famigliare matita di legno.

Potreste pensare che una matita è semplice…..

Ma solo perché è famigliare non significa che sia semplice.

Infatti, è complicata. Elaborata, bella, elegante.

La sua reale esistenza è anche inverosimile per qualsiasi persona che la comprenda veramente.

Queste sono le basi materiali per ottenere una matita:

Grafite. Legno di cedro. Metallo. Gomma.

Ma se avessi tutti e quattro i materiali della matita, proprio davanti a te, riusciresti a costruirla?

Non è così facile come tu possa pensare, infatti nessuna persona sulla faccia della Terra può farcela senza l’aiuto di altri.

E questa è la chiave per capire il mondo.

Una matita, esattamente come me e te, è il risultato finale di tantissime fusioni famigliari.

Una sinfonia di attività umane che ha espanso il mondo.

Lavorando con le proprie conoscenze, un vasto numero di persone ha testato ed inventato la semplice matita.

A differenza del tuo albero genealogico, questo inizia con alberi naturali.

L’antenato meno lontano della matita si trova in una boscaglia nel Pacific North West.

Ma anche i boscaioli che hanno raccolto la legna sono suoi antenati.

E questi uomini non lavorano da soli, sono assistiti da altre persone e industrie che producono le seghe e altri attrezzi che usano. ….

Ma il suo albero genealogico è più grande e molto più espanso.

La Grafite viene prodotta in Cina e in Sri-Lanka, nelle fabbriche di matite….

E lo stesso vale per la gomma per cancellare….

Ogni parte della matita è il risultato della collaborazione e cooperazione di milioni di persone.

Insieme hanno dato vita a  un processo che viene costantemente cambiato e adattato…

E c’è un fatto che è ancora più vantaggioso: l’assenza di un capo, di qualcuno che detti queste azioni che portano alla realizzazione di una matita …

Ogni membro di questo albero genealogico ha una piccola parte necessaria per finire ogni matita.

Ciò che vedete è il mercato al lavoro.

Questa configurazione creata dall’energia umana. Un milione di persone che offrno le loro capacità e talenti organizzandosi volontariamente in risposta alle necessità e ai desideri dell’essere umano.

Come se ci fosse una mano invisibile a collegare tutti questi fattori.

In ogni nostro secondo di vita beneficiamo dei progressi di questa volontaria e continua collaborazione.

Questo è il mondo di oggi, è miracoloso, intricato e migliora ogni giorno quando la gente è libera di comunicare …..

Traduzione di Mauro 3^ a eco

VADO A SCUOLA

Emoziona il coraggio dei bambini che sfidano la natura per studiare

ECCO IL TRAILER DEL FILM…

Vado a scuola

Sono due gli elementi che fanno l’interesse di Vado a scuola di Pascal Plisson: da una parte il rapporto tra documentario e finzione che sta alla base della messa in scena (di questo film, come sempre più spesso di tanti altri. A cominciare dal Leone veneziano Sacro Gra) e dall’altra, ovviamente, il suo argomento, il diritto all’istruzione che i quattro protagonisti del film inseguono con tanta determinazione.

Scovati in quattro parti del mondo lontanissime tra loro, le storie del film sono legate tra loro dalla determinazione con cui i piccoli studenti scelgono testardamente di inseguire l’istruzione scolastica. Per primi facciamo la conoscenza di Jackson e della sua sorellina Salome: vivono in un microscopico villaggio nella savana del Kenya, distante quindici chilometri dalla scuola governativa Soi Oudo, e l’unico modo che hanno per raggiungerla è quello di percorrere a piedi, ogni mattina (e ogni sera per il ritorno), la distanza che separa casa e istituto. Un «problema» che non comporta solo fatica fisica, ma anche rischi ben più consistenti, perché il territorio che devono attraversare è popolato di elefanti selvaggi (che ogni anno uccidono quattro o cinque bambini. E la scena dell’appello in classe, nella sua burocratica efficacia, non si dimentica) e altri possibili insidie, dalle iene ai serpenti ai predoni umani. Il che trasforma il viaggio in una specie di scommessa quotidiana, con il fratello maggiore (Jackson aveva dieci anni quando è stato girato il film) che deve anche decidere la strada meno accidentata e pericolosa. Senza dimenticare che ogni giorno i due piccoli allievi devono portare l’acqua da bere (la scuola non ne possiede) e un po’ di legna per accendere il fuoco per il pranzo (offerto dal governo quando le finanze lo permettono: il che non succede tutti i giorni).

Sempre in Africa, ma tra le montagne dell’Atlante marocchino, vive la dodicenne Zahira, nel villaggio berbero di Douar Tinghrine. La scuola, per lei, dista 22 chilometri di accidentati sentieri rocciosi e per questo si ferma tutta la settimana in un collegio. Sul cammino per Asni, dove seguirà le lezioni (da grande vuole diventare un medico), incontra le amiche Zineb e Noura e insieme affrontano i problemi di quel lungo viaggio, riuscendo a volte a ottenere per l’ultimo tragitto più pianeggiante un passaggio da qualche compassionevole automobilista.

L’undicenne Carlito, invece, vive in Patagonia e la scuola dista da casa sua più di venticinque chilometri: da piccolo li faceva a dorso di mulo, adesso il padre gli ha comprato un cavallo – Chiverito – su cui porta a lezione anche la sorellina di sei anni, Micaela. Non è un viaggio semplice (anche se non pericoloso come quello di Jackson) ma che può nascondere più di una insidia, a cominciare da certi passaggi a strapiombo o dal rischio che il cavallo si azzoppi. E intanto deve insegnare alla sorellina a cavarsela da sola perché, per diventare veterinario (il suo sogno), dovrà frequentare una scuola diversa da quella di Micaela. La quarta storia è quella del tredicenne Samuel, figlio di una poverissima famiglia di pescatori del golfo del Bengala, colpito in giovane età dalla poliomielite e non ancora riuscito a riconquistare l’uso delle gambe. Questo non ha però diminuito la sua voglia di imparare e ogni mattina i due fratellini minori Emmanuel e Gabriel lo spingono per 4 chilometri su una rudimentale sedia a rotelle costruita dal padre, attraverso sentieri sabbiosi, insidiose pozze d’acqua, strade trafficate. Senza dimenticare i possibili «incidenti» che possono accadere a quel rudimentale mezzo di trasporto.

Quattro storie costruite intorno alla determinazione di questi ragazzi, intimamente convinti dell’importanza dell’istruzione (anche grazie a delle famiglie che non li ostacolano) e che pur di ottenerla sono disposti ad affrontare pericoli che spaventerebbero moltissimi loro coetanei.

……….

http://cinema-tv.corriere.it/cinema/mereghetti/13_settembre_25/mereghetti_vado_a_scuola_1e67ec14-25bf-11e3-baac-128ffcce9856.shtml

25 settembre 2013