Sigarette elettroniche vietate ai minori

sigaretta[1]Il fumo elettronico non avrà mai la densità voluttuosa del fumo tradizionale. E probabilmente nemmeno la sua nocività, considerate le centinaia di sostanze tossiche che si sprigionano ogni volta che si accende una “bionda”. Ma per il governo sono equiparabili. 

Con un’ordinanza firmata ieri, il ministro della Salute Renato Balduzzi ha decretato il divieto di vendita della sigarette elettroniche ai minori di 18 anni, elevando così il limite a quello del divieto dei prodotti da tabacco (già innalzato da 16 a 18 anni dal 1° gennaio scorso). 

 Il divieto varrà dal 23 aprile al 31 ottobre prossimi. Prima rimarrà vigente la precedente ordinanza di settembre che poneva il divieto di vendita ai minori di 16 anni. In mancanza di dati scientifici certi, il ministero ha voluto così equiparare – almeno dal punto di vista della vendita – il fumo elettronico a quello analogico. …..

 Chiunque verrà sorpreso a vendere sigarette elettroniche ai minori sarà sanzionato: da 250 a 1000 euro per la prima violazione, da 500 a 2000 euro con la sospensione per tre mesi della licenza per molteplici violazioni.  

Non solo tabaccai, dunque, ora nelle sanzioni potrà incappare anche uno dei 1500 negozi di sigarette elettroniche sparse in Italia (dati dall’Anafe, l’associazione nazionale fumo elettronico). Rivenditori spuntati come funghi con l’esplodere della moda: si calcola che in Italia ci sia un milione di fumatori elettronici e che il 10% dei fumatori tradizionali sia passato alle e-cigarettes. Un mercato stimato, per il 2013, in mezzo miliardo di euro. 

http://www.lastampa.it/2013/04/02/italia/sigarette-elettroniche-divieto-di-vendita-ai-minori-di-anni-Lq0EgnC6GbhzlmgSqcnCtJ/pagina.html

Crowdsourcing legislativo in Finlandia

csVietare l’allevamento di animali per la produzione di pellicce. Legalizzare l’eutanasia. Proibire il consumo di energy drink ai minori di 16 anni. Permettere ai ciclisti di circolare in entrambi i sensi di marcia anche sulle strade a senso unico. Sono solo alcune delle oltre 300 proposte pubblicate in appena pochi mesi sul sito «Avoin ministeriö» («Ministero aperto» – avoinministerio.fi), neonata piattaforma (attiva dall’inizio di ottobre) che, in Finlandia, permette a chiunque di pubblicare un’idea e, grazie all’aiuto di legali ed esperti (tutti volontari), di trasformarla in una proposta di legge vera e propria: servono almeno 50.000 firme di cittadini (da raccogliere entro sei mesi online o in modo tradizionale) per farla poi arrivare in Parlamento, che avrà l’obbligo di votarla.  ….

Casi di leggi fatte con il concorso diretto del popolo ci sono stati anche in Brasile e nelle Filippine. In Islanda, il 21 ottobre, il Parlamento ha approvato la prima costituzione in crowdsourcingIn Italia le leggi di iniziativa popolare non sono certamente una novità – le prevede l’articolo 71 della Costituzione – ma le istituzioni non le hanno mai considerate seriamente…..

http://www.corriere.it/tecnologia/cyber-cultura/12_novembre_29/avoin-ministerio-pekkanen-ministero-aperto-crowdsoucing-grillo_31f90574-3a1a-11e2-8e20-34fd72ebaa93.shtml

Crowdsourcing: cosa significa?

http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing