Da luglio la Croazia nell’Unione europea

La Croazia è pronta a diventare a luglio il 28mo Paese membro dell’Unione Europea. Lo ha annunciato la Commissione europea che oggi ha approvato l’ultimo rapporto di monitoraggio…

Nell’ottobre scorso, l’esecutivo di Bruxelles aveva indicato una lista di 10 settori nei quali erano necessari ulteriori progressi, dal miglioramento del sistema giudiziario al completamento dei posti di frontiera. Progressi che la Commissione ritiene siano stati fatti. La Croazia, si legge nel rapporto, «è adesso pronta per prendere il suo posto nell’Ue come previsto ed attendiamo con ansia il completamento del processo della ratifica del Trattato di adesione e di accoglierla nell’Unione il primo luglio».

Gli altri Paesi dei Balcani rimangono in ritardo. Il Montenegro ha inviato i negoziati per l’adesione, mentre Serbia e Bosnia devono ancora cominciare.

http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_26/croazia-unione-europea_60d9ba98-960c-11e2-9784-de425c5dfce0.shtml

2013: Pil debole nell’eurozona

Debolezza persistente, tanto che il prodotto interno lordo non si muoverà durante quest’anno, nonostante una ripresa dell’attività economica nella seconda parte del 2013. E mercato del lavoro ancora sotto pressione, tanto da peggiorare le stime sull’occupazione. Sono più le tinte scure che le schiarite nel quadro sull’economia del Vecchio continente tracciato a Francoforte.

Complessivamente, l’andamento del Pil sarà piatto nell’anno. Le aspettative di crescita per il 2013 e il 2014 sono state infatti riviste al ribasso rispetto all’indagine precedente di 0,3 e 0,2 punti percentuali, rispettivamente, e si collocano ora a quota 0 per quest’anno e all’1,1% per il 2014. Le attese per il 2015 si situano all’1,6%. Il principale fattore all’origine della revisione al ribasso per il 2013 è l’andamento dell’attività economica, inferiore alle attese, nel quarto trimestre del 2012. Si prevedono, si legge ancora, “minori contributi dei consumi privati e collettivi alla crescita per l’anno in corso e per il prossimo, a causa della persistente incertezza nell’area dell’euro e delle ulteriori misure di risanamento delle finanze pubbliche”. Contributi positivi alla crescita, invece, “continuano a venire dalla domanda estera”. Nel complesso, i previsori “si aspettano che il pil in termini reali torni a un ritmo di espansione sostenuto nuto a metà del 2013”.

I Previsori della Bce hanno invece alzato le stime sul tasso di disoccupazione nell’area dell’euro, portandole al 12,1% per il 2013 e all’11,9% nel 2014. Tali aspettative, si legge nel bollettino mensile, implicano revisioni al rialzo di 0,5 punti percentuali per il 2013 e di 0,7 punti percentuali per il 2014 rispetto alla precedente indagine. Il commento qualitativo non è incoraggiante:  il mercato del lavoro “ha continuato a deteriorarsi, mentre dalle più recenti indagini previsive emergono segnali di ulteriore dinamiche negative nel prossimo futuro”. A soffrire sono i soliti noti: “I lavoratori giovani e scarsamente qualificati sono stati particolarmente colpiti dalla crisi”, si legge, e gli indicatori “segnalano ancora ulteriori perdite di posti di lavoro sia nell’industria sia nei servizi all’inizio del primo trimestre del 2013

http://www.repubblica.it/economia/2013/02/14/news/bce_economia_in_recupero_nel_2013-52603777/

172 giorni di lavoro per lo Stato, il resto per noi..

sisifSecondo un’elaborazione dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre realizzata in collaborazione con il Corriere Economia emerge che nel 2013 per pagare le imposte, le tasse e i contributi lavoreremo fino al 21 giugno, un giorno in più rispetto all’anno scorso (172 giorni contro 171). E così solo dal 22 giugno tutti i soldi guadagnati serviranno per le proprie necessità personali e familiari. Continua, inesorabilmente l’aumento della pressione tributaria che per un quadro, con redditi di 47.925 euro arriva al 47,2%, pericolosamente vicina alla soglia del 50%.

http://www.cgiamestre.com/2013/01/21-giugno-2013-giorno-di-liberazione-fiscale/

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Il messaggio del Presidente

Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Palazzo del Quirinale, 31 dicembre 2012

Il testo del discorso

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2600