Cara anguria…..

IL signor Gino, contadino che lavora in provincia di Mantova, produce ogni anno centinaia di cocomeri. Li innaffia con cura, attende che arrivino alla perfetta maturazione prima di raccoglierli e venderli, quasi sempre in giornata, ai mercati generali di Milano. Coltivare ogni anguria gli costa dai 22 ai 25 centesimi al chilo. Quel frutto che il signor Gino si impegna tanto a far venire su arriverà sulla tavola di Giulia, commessa milanese di 27 anni, un paio di giorni dopo. E sarà stato pagato almeno sei volte in più rispetto a quanto costava 48 ore prima. Eccolo qui, il caro anguria: ogni anno, secondo la Coldiretti, vengono prodotte almeno 30mila tonnellate di cocomero rosso in Lombardia, soprattutto nelle zone agricole tra Mantova e Cremona. La maggior parte di questa produzione finisce sulle tavole dei lombardi, milanesi innanzitutto. Che però lo arrivano a pagare anche 1,90 euro al chilo….

a Milano resistono (anche se in pochi) i ‘baracchini’, i chioschi che ogni sera, da giugno a settembre, offrono anguria e ciotole di frutta da mangiare sul posto, sotto i lampioni, con piatti e posate di plastica. Una tradizione tutta milanese, a cui chi trascorre l’estate a Milano non rinuncia. Nonostante i prezzi: una sola fetta di anguria costa 4 euro.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/08/01/news/anguria_riparte_la_corsa_folle_dei_prezzi_da_22_centesimi_al_chilo_a_4_eruo_la_fetta-40110751/

Un disegno di legge per fermare il cemento

 Sei articoli per mettere un freno alla cementificazione che, dagli anni 70 ad oggi, ha determinato un crollo della Sau (superficie agricola utilizzata) del 28%. «Ogni giorno 100 ettari di terreno vanno persi, negli ultimi 40 anni
parliamo di una superficie di circa 5 milioni», ha affermato il ministro alle politiche agricole Catania. «Siamo passati da un totale di aree coltivate di 18 milioni di ettari a meno di 13. Il consumo del suolo nel nostro Paese deve essere una priorità da affrontare e contrastare. Dobbiamo invertire la rotta di un trend gravissimo che richiede un intervento in tempi rapidi. Serve una battaglia di civiltà per rimettere l’agricoltura al centro di quel modello di sviluppo che vogliamo dare al nostro paese».

Il disegno di legge prevede che sia un decreto del ministro delle politiche agricole, adottato d’intesa con i ministri dell’ambiente e delle infrastrutture, a determinare l’estensione massima di superficie agricola edificabile sul
territorio nazionale. Sarà necessario tenere conto dell’estensione e della localizzazione dei terreni agricoli rispetto alle aree urbane, dell’esistenza di edifici inutilizzati nonché dell’esigenza di realizzare infrastrutture e opere
pubbliche e di ampliare quelle esistenti invece che costruirne di nuove.

Un articolo di Carlo Petrini

http://eddyburg.it/article/articleview/19290/0/164/