I consigli di Beppe

I consigli agli studenti di Beppe Severgnini

UNO: NON ANNOIATEVI La scuola non è una spiaggia, una piazza o un bar, ma è lì che si trovano i vostri amici. Divertitevi: non è vietato.

DUE: NON SPEGNETEVI Cercate di farvi piacere, almeno un po’, le materie di studio. Sono i mattoni del mondo: costruiteci qualcosa di vostro.

TRE: NON RISPARMIATEVI Aiutare i compagni di classe in difficoltà non è solo giusto: è lungimirante. Tutto torna indietro.

QUATTRO: NON RASSEGNATEVI Gli insegnanti sono pagati per insegnare, non per torturarvi (si chiamerebbero torturatori). Se lo fanno, reagite.

CINQUE: NON LAMENTATEVI Protestare si può, talvolta si deve. Piagnucolare è invece irritante, inutile, spesso controproducente (e poi, ragazze, scende il trucco).

SEI: NON ARRABBIATEVI Molte scuole italiane sono ancora senza preside. Perdonate loro, perché non sanno quello che fanno (questa non è di Jovanotti).

SETTE: NON ANGOSCIATEVI Portate in classe fantasia, talento, ironia. Le scuole sono un luogo di concentrazione, non un campo di concentramento.

OTTO: NON ASCOLTATEMI Se uno o più di questi suggerimenti vi sembrano impraticabili, ignorateli.

http://www.corriere.it/scuola/primaria/13_settembre_10/severgnini-studenti_a5fbe6c6-1a02-11e3-bad9-e9f14375e84c.shtml

 

Scuola, se la cavano meglio gli studenti del Nord

Il momento del giudizio, prima o poi, arriva per tutti. Anche nell’immobile mondo della scuola. Basta non considerarlo un «giudizio divino», ha detto il ministro dell’istruzione, Maria Chiara Carrozza, presentando a Roma il Rapporto nazionale sulle prove Invalsi 2012-2013 una fotografia delle performance degli studenti italiani alla luce dei risultati dei test che si sono svolti nelle scuole campione in maggio. Il rapporto ribadisce una volta di più lo storico divario tra Nord e Sud del Paese. Come nelle precedenti rilevazioni, le regioni del Mezzogiorno ottengono in generale risultati peggiori, in tutte le classi prese in considerazione (seconda e quinta elementare, prima e terza media e seconda superiore) anche se si rilevano miglioramenti per Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. E il ritardo del Sud dello Stivale, che si evidenzia già nei gradi iniziali dell’istruzione, tende ad ampliarsi lungo il ciclo di studi. I risultati migliori si ottengono invece nella Provincia Autonoma di Trento, nel Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche e Piemonte.

…..

LE PROVE – Punti focali del Rapporto, che ha coinvolto 13.232 scuole, 141.784 classi e 2 milioni 862mila studenti, le prove Invalsi di italiano e matematica. Nelle prove di italiano, è emersa una maggior dimestichezza dei ragazzi con i testi narrativi, rispetto a quelli basati su quesiti espositivi e a quelli di tipo «non continuo o misto», in cui viene richiesto anche di interpretare dati e grafici funzionali all’esposizione dei contenuti del testo. Risultati peggiori nei quesiti «grammaticali» rispetto a quelli di comprensione del testo. Sul fronte della matematica, i ragazzi in generale hanno dimostrato difficoltà maggiori nell’ambito «spazio e figure» e in quelli «relazioni e funzioni» rispetto agli ambiti «numeri» e «dati e previsioni». Le domande in cui è stato chiesto di interpretare e, in parte, di formulare ipotesi sono risultate più complesse, almeno fino al primo anno di scuola media.

…..

http://www.corriere.it/cronache/13_luglio_11/rapporto-invalsi_08090f34-ea0f-11e2-8099-3729074bd3db.shtml

 

IL RAPPORTO INVALSI SUGLI APPRENDIMENTI 2012/13

http://www.invalsi.it/snvpn2013/rapporti/Sintesi_Rapporto_SNV_PN_2013_08.pdf

 

 

Più liceo, ma meno classico

Materie scientifiche, lingue, manualità: è questo che hanno scelto buona parte delle famiglie e degli studenti italiani alle prese con le iscrizioni alle scuole superiori per l’anno scolastico 2013/2014 ,dopo un anno di crisi durissima che ha portato altri tagli anche alle speranze oltre che ai posti di lavoro.

È lì che gli italiani immaginano che esista ancora un futuro: nei numeri o nella scienza, nella fuga all’estero o in un’attività manuale. Finita l’epoca degli italiani popolo di umanisti e letterati, quasi azzerate le possibilità di guadagnare qualcosa con le parole, i nuovi adolescenti si affidano ad altro.

Calano quindi le iscrizioni al liceo classico: sono in 31591 ragazzi a sceglierlo, ma dal 6,6 per cento del totale dello scorso anno sono scesi al 6,1 per cento del totale. Calano anche gli iscritti al liceo scientifico: sono 85008 ad averlo scelto, il 16,5 per cento del totale contro il 18,1 per cento dello scorso anno. Inarrestabile invece, l’ascesa di licei linguistici e scientifici applicati. Il primo è stato scelto da 43172 ragazzi, l’8,4 per cento del totale rispetto al 7,2 per cento dello scorso anno. E in 32431 si sono orientati verso il liceo scientifico applicato, uno scientifico senza latino ma con tante ore di laboratorio e di materie scientifiche. Sono il 6,3 per cento del totale degli iscritti contro il 4,1 per cento dello scorso anno.

http://www.lastampa.it/2013/03/25/cultura/scuola/lingue-e-laboratori-ecco-che-cosa-vogliono-gli-studenti-del-futuro-Tq2rWtpJacFBT06oOBeJdO/pagina.html