Insider trading e ragazzi flash

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La tecnologia, l’high frequency trading , sarà pure nuova ma il vizio, l’insider trading, è stravecchio.

Il primo caso ante litteram di cui si abbia notizia sfruttò qualche ora di vantaggio. Correva l’anno 1813: il 19 ottobre Napoleone veniva sconfitto nella battaglia di Lipsia. Grazie a dei piccioni viaggiatori affidati all’attendente del principe Guglielmo d’Assia, che era il loro migliore cliente, i Rothschild riuscirono a conoscere l’esito della battaglia prima dell’arrivo ufficiale dell’informazione a Francoforte. Investirono i soldi degli Assia (e i propri) e guadagnarono una fortuna. Oggi algoritmi e reti ultra broadband hanno preso il posto dei piccioni trasformando quelle ore in frazioni di secondo. Attimi impercettibili anche per il miglior Patek Philippe che secondo l’Fbi sono stati sfruttati per manipolare il mercato di Wall Street. Nella sostanza gli high frequency trader sono delle società specializzate che utilizzano i supercomputer per acquistare e vendere in automatico grossi pacchetti azionari dopo aver setacciato in poche frazioni di secondo i report sui mercati. La pratica è sotto esame da tempo e il procuratore generale di New York, Eric Schneiderman, ha già affermato che l’high-frequency trading offre a queste società dei vantaggi illeciti. Ma ora il Federal Bureau of Investigation ha fatto un ulteriore passo in avanti muovendo l’accusa di insider trading. Sotto la lente c’è anche il vizio di immettere grossi ordini di acquisto seguiti in centesimi di secondo da grossi ordini di vendita: con i comandi «immediate or cancel» sembra che il mercato si muova ma l’apparenza inganna e solo l’1% di questi ordini si conclude con una vera transazione. ….

Secondo un report della Consob che riporta però un monitoraggio del 2010, l’ultimo disponibile, la quota di transazioni che a Piazza Affari vengono concluse con la stessa tecnica sono pari al 20%: una su cinque. Ed è probabile che nel frattempo il fenomeno sia cresciuto. D’altra parte le transazioni dipendono sempre di più dalle infrastrutture tecnologiche e dalla velocità di accesso: quando Piazza Affari venne acquistata dal London Stock Exchange i server che processavano le transazioni italiane vennero portati in Gran Bretagna. Ma dopo le proteste si decise di tornare indietro per evitare che gli investitori italiani potessero subire degli svantaggi di pochi attimi a causa della strada che il dato doveva compiere da Milano a Londra e ritorno: oggi i server sono in una località segreta della Lombardia.

http://iusletter.com/wall-street-affronta-i-ragazzi-flash-battaglia-dei-secondi-per-speculare/

Cos’è l’insider trading

L’espressione è oramai entrata anche nel lessico dei penalisti italiani. Indica il reato di abuso di informazioni privilegiate, ossia lo sfruttamento di notizie non ancora pubbliche, concernenti, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, quando tali notizie, se rese pubbliche, avrebbero potuto influire in modo sensibile sul mercato finanziario.
L’illiceità del fatto trae origine dalla circostanza che l’autore di questo reato possiede le informazioni di mercato in ragione di speciali situazioni soggettive, tassativamente elencate dalla legge, come la qualità di membro di organi di amministrazione, direzione o controllo dell’emittente, la partecipazione al capitale dell’emittente o l’esercizio di un’attività lavorativa, di una professione, di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/100-parole/Diritto/I/Insider-trading.shtml?uuid=060592fe-58b8-11dd-9534-b5e47a9a4888&DocRulesView=Libero