Governo: incarico a Bersani

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito a Pier Luigi Bersani l’incarico di formare il governo. «Ho conferito a Bersani l’incarico di verificare la possibilità di avere la fiducia in Parlamento», ha detto il presidente della Repubblica, «in continuità con eloquenti precedenti» Il mandato al leader Pd è dunque a «verificare un sostegno parlamentare certo, a un governo che abbia la fiducia delle Camere». Il Capo dello Stato ha invitato Bersani a riferire appena possibile…

“Accetto con la massima determinazione ed equilibrio». Queste le prime parole di Pier Luigi Bersani. «Ringrazio il presidente Napolitano per l’incarico che ha voluto conferirmi. Lo svolgerò con la massima determinazione, ricercando la ponderazione e l’equilibrio cui il presidente ha fatto riferimento», ha detto, promettendo «una politica di riforma che dovrà segnare il cammino di questo nuovo governo»

Bersani è dunque intenzionato a avviare subito le consultazioni, partendo, com’è prassi, dai due presidenti delle Camere. Non è ancora noto se andrà a colloquio prima dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, o da quello del Senato, Pietro Grasso. …. In ogni caso il suo mandato, sottolinea il costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti, è una sorta di pre-incarico: «Maggioranza certa vuol dire che devi dimostrarla quando vuoi essere nominato, non quando vai alle Camere»

 

http://www.corriere.it/politica/13_marzo_22/bersani-convocato-quirinale_5a0416c4-92fa-11e2-b43d-9018d8e76499.shtml

Governo in bilico

Sabato 8 dicembre 2012

palazzo ChigiArrivato a Roma, per incontrare il capo dello Stato, dopo oltre due ore di analisi e ragionamenti sulle posizioni espresse dai partiti che sorreggono il governo e che venerdì erano saliti al Colle nel corso di un vero e proprio giro di consultazioni, Mario Monti ha deciso di gettare la spugna: prima cercherà di far approvare la legge di stabilità e poi presenterà le sue dimissioni «irrevocabili». E a questo punto è scontato che si vada al voto ben prima di quel 10 marzo che tutti ipotizzavano sino a ieri. 

Nel corso dell’incontro al Quirinale, riferisce la nota diffusa al termine dell’incontro, il presidente della Repubblica «ha prospettato al Presidente del Consiglio l’esito dei colloqui avuti con i rappresentanti delle forze politiche che avevano dall’inizio sostenuto il Governo e con i presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati». E la risposta del premier? A pesare sulla sua decisione sarebbe stato l’ultimo affondo di Alfano, che venerdì alla Camera, ha pubblicamente dichiarato di «considerare conclusa l’esperienza del governo Monti»….

Salvo stravolgimenti del calendario ed altre sorprese che potrebbero verificarsi in Parlamento, la legge di stabilità dovrebbe venire approvata entro fine anno, attorno al giorno 28. Ma governo e forze politiche potrebbero decidere anche di accelerare e chiudere già prima di Natale. Ed in questo caso si aprirebbe uno spiraglio per votare verso metà-fine febbraio, posto che per organizzare le elezioni in media occorrono almeno una sessantina di giorni.

Stando alle dichiarazioni dei partiti dei giorni scorsi e a quelle ripetute ancora ieri la legge di stabilità non dovrebbe avere problemi ad essere approvata. L’hanno confermato sia Bersani che Berlusconi. Il resto dei provvedimenti invece rischia di entrare nel limbo ed in alcuni casi (come il decreto Ilva) potrebbero essere guai seri.

http://www.lastampa.it/2012/12/09/italia/politica/monti-accelera-le-dimissioni-19k5xhXCtADYMYCh7H7NKN/pagina.html