Comincia il semestre greco

L’Unione europea saluta il nuovo anno con la nuova presidenza di turno del Consiglio Ue, ricoperta dalla Grecia, che sarà responsabile del Consiglio fino al 30 giugno. Quella ellenica precede la guida italiana.

http://www.lastampa.it/2014/01/07/multimedia/esteri/la-presidenza-greca-inizia-il-nuovo-anno-ue-ZtYwLWrqt8fBUsZv9mvYiJ/pagina.html

Semafori sugli alimenti

alimSemaforo verde:  alimenti sani, che possono essere consumati senza limiti. Semaforo giallo: alimenti da mangiare con moderazione. Semaforo rosso: alimenti poco sani, da mangiare semmai solo una volta ogni tanto. L’Italia è decisa a dare battaglia a Bruxelles contro la raccomandazione con cui il governo di Londra (a giugno) ha introdotto un sistema «a semaforo» sulle etichette alimentari. Obiettivo: classificare i prodotti sul mercato come più o meno salutari in base ai contenuti di grassi, sale e zucchero.

La questione sarà sollevata martedì al Consiglio europeo della  Salute e la prossima settimana a quello dei ministri dell’Agricoltura.  Roma, sottolineano fonti europee, «è seriamente preoccupata»: la raccomandazione britannica (già adottata da una trentina di compagnie della grande distribuzione organizzata e dei discount inglesi) può ostacolare la libera circolazione dei prodotti alimentari in Europa. E questo per almeno due ragioni: i consumatori saranno scoraggiati ad acquistare i prodotti etichettati con il codice rosso e sugli altri mercati Ue chi acquista potrebbe ritrovarsi con più etichette sul prodotto, quella inglese e quella della nazionalità d’origine del prodotto inglese.

Per l’Italia la nuova etichettatura inglese è lesiva degli interessi dei consumatori, ma anche dei produttori e degli agricoltori. Ed è in contrasto con la normativa Ue sui prodotti Doc e Igp (Denominazioni e Indicazioni d’origine) che vengono riconosciuti a livello europeo come alimenti di alta qualità. Nel mirino è finita anche la dieta mediterranea – patrimonio culturale dell’Unesco – che sotto il regime inglese ha visto la maggior parte dei suoi cibi classificati come troppo grassi, quindi “malsani”: per esempio il parmigiano o l’olio d’oliva. Per non parlare dei salumi e di quasi tutti i formaggi.  In sede di Consiglio Ue l’Italia sottolineerà quindi che  l’informazione offerta dal semaforo è «semplicistica», non tiene conto di come i diversi prodotti alimentari sono combinati in una dieta sana e neppure delle porzioni consumate.  Di diversa opinione il commissario europeo per la salute Tonio Borg, secondo cui «la scelta dell’Inghilterra permette lo sviluppo di nuove forme di espressione tutte da valutare».

….Il tutto in vista del 2016, quando tutti i Paesi dell’Unione Europea saranno chiamati a utilizzare l’etichetta nutrizionale con le indicazioni dei principi nutritivi e dell’apporto calorico di ciascun prodotto. E del dicembre 2014, quando entrerà in vigore il Regolamento europeo 1169/2011, che prevede la completa tracciabilità del prodotto anche per le carni suine, avicole e ovi-caprine,ovvero l’indicazione del Paese di origine o di provenienza delle materie prime utilizzate.  Il regolamento introduce inoltre l’obbligo delle informazioni nutrizionali per la maggioranza degli alimenti elaborati. Gli elementi da dichiarare obbligatoriamente sono: valore energetico, grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale.

http://www.corriere.it/salute/nutrizione/13_dicembre_09/semafori-alimenti-l-italia-annuncia-battaglia-contro-londra-4db4c442-60e8-11e3-afd4-40bf4f69b5f9.shtml

Il Parlamento pendolare che si trasferisce una volta al mese

E’ il Parlamento europeo

37006_il_parlamento_europeo_bruxellesLo scorso ottobre il 78% degli eurodeputati ha votato per avere una sola sede di lavoro. Hanno chiesto di restare a Bruxelles tutto l’anno, piuttosto che transumare mensilmente a Strasburgo, eliminando così i disagi e i pesanti costi provocati dall’esigenza di spostare qualche migliaio di persone, e le loro carte, dal Belgio all’Alsazia. L’ultimo dato ufficiale sul conto del periodico esodo dell’Europarlamento è di 169 milioni, ma risale al 2002. Ora si stima possa essere raddoppiato, tra allargamento a Est e inflazione. «Un conto difficile – ammette una fonte europea -. Ma non andiamo lontano se diciamo 350 milioni».

Tutto per niente. O meglio per una vecchia decisione presa al momento di disegnare l’Europa con l’intenzione di non scontentare nessuno. Nel 1952 si è stabilita la sede della Ceca (Comunità carbone e acciaio) a Strasburgo, città di frontiera simbolo della riconciliazione auspicata tra Francia e Germania. La revisione delle istituzioni europee – con la fusione di Ceca, Cee e Euratom – ha quindi aggiudicato all’Alsazia (1965) l’assemblea parlamentare comune, mentre il suo segretariato andava a Lussemburgo. Il Consiglio e la Commissione venivano stabiliti a Bruxelles.

L’Europa comunitaria si ritrovò con tre capitali pur essendo piccola cosa, e l’assetto geografico dei poteri fu scolpito nei trattati, prerogativa che impone l’unanimità per qualunque modifica sulla dislocazione delle sedi. Pertanto, se anche l’assemblea europea è divenuta la seconda camera Ue ed è composta da 751 deputati, non si può tenere tutto in un solo posto, cioè a Bruxelles, se la Francia non vuole. E la Francia non vuole….

Per l’Europa è un costo che si potrebbe evitare come chiede una petizione firmata da 1,2 milioni di cittadini in favore del «tutto a Bruxelles».

http://www.lastampa.it/2013/02/06/esteri/il-parlamento-pendolare-che-costa-milioni-all-europa-hMTvBbZ1BvVXLi7OgXZRpK/pagina.html

L’Ue contro il fumo

Sigarette al gusto di vaniglia o mentolo vietate e pacchetti “minacciosi“, coperti per tre quarti da immagini shock e con avvertenze sui danni provocati dal fumo: è la proposta di direttiva adottata dalla Commissione Ue, che rivoluziona le vecchie norme risalenti al 2001. Dovrà ora essere approvata da Parlamento e Consiglio per entrare in vigore nel 2015.

Le cifre ……si commentano da sole: il tabacco uccide la metà delle persone che ne fanno uso e induce forte dipendenza . Per questo i consumatori non devono essere ingannati: i prodotti del tabacco devono avere l’aspetto e il gusto di prodotti del tabacco e la  proposta garantisce che aromi e confezioni accattivanti non siano utilizzati come strategia di marketing”.

http://www.repubblica.it/salute/2012/12/19/news/sigarette_direttive_ue_immagini_choc_sui_pacchetti-49087834/?ref=HREC1-6