Costituzione: liberare la sua energia repressa

costituzL’avvio della campagna elettorale? Molte facce, poche idee. E un tema completamente oscurato nel dibattito: la riforma delle istituzioni. Eppure è da lì che occorre ripartire, se vogliamo uno Stato più efficiente e più autorevole. Anzi: se intendiamo restaurare il senso stesso della legalità. Perché non puoi prendere sul serio alcuna legge, se chi governa si mette regolarmente sotto i tacchi la legge più alta. E perché è esattamente questo il destino confezionato dai partiti per la Carta del 1947: non essendo capaci d’aggiornarla, hanno finito per disapplicarla in via di fatto, contrapponendole il fantasma della Costituzione «materiale». Sicché abbiamo in circolo due Costituzioni, ma in realtà nessuna.

Di tanto in tanto, fra un talk-show e una conferenza stampa, salta fuori qualche cenno alla riforma costituzionale. Però si tratta di frasi generiche o allusive, parole che svolazzano nell’aria, come bolle di sapone. ……..

…………. non c’è bisogno di riscrivere daccapo la nostra Carta. C’è bisogno casomai di liberarne l’energia repressa, restituendo quote di sovranità al popolo italiano, come afferma l’art. 1. C’è bisogno d’adeguarne gli strumenti per realizzarne i fini, per sanare la frattura tra lo Stato e i cittadini. C’è bisogno, in breve, di una legislatura costituzionale , anziché costituente. In che modo i programmi dei partiti si fanno carico di tale esigenza? ……….

C’è allora una richiesta (per carità, sommessa) da girare ai protagonisti della campagna elettorale. Diteci se e come intendete rafforzare quei pochi strumenti di decisione in mano ai cittadini, a partire dal referendum. Spiegateci quale federalismo avete in mente, e se per esempio sposereste un sistema premiale, che assegni nuove competenze alle Regioni più virtuose. Raccontateci il vostro modello di bicameralismo (o anche una Camera soltanto, perché no? Funziona così nel Nordeuropa, e s’ottengono governi stabili e parlamentari più influenti). Dite la vostra sulla giustizia, sul presidenzialismo, sulla legge elettorale. Anzi no, su quest’ultimo argomento sappiamo già tutto. Difatti mentre intessono discorsi sui massimi sistemi, i nostri leader sono indaffarati a nominare un deputato di qua, un senatore di là. Quant’è comodo il Porcellum, anche se non si può dire.

http://www.corriere.it/opinioni/13_gennaio_11/tante-facce-poche-idee-ainis_10df95a0-5bbd-11e2-b348-07f13d8a1ca0.shtml