Tasso al ribasso: minimo storico

Mario Draghi scende in campo contro la deflazione nel Vecchio continente, ritoccando al ribasso il tasso principale della Banca centrale europea e portandolo allo 0,15%, nuovo minimo storico, dal precedente 0,25%. Pronto anche un ampio armamentario della Bce per rilanciare il credito, fra cui nuove aste di liquidità a lungo termine e “operazioni preparatorie per acquistare gli Abs”, cioè titoli garantiti a sostegno delle imprese. A chi gli faceva notare che tra le misure manca ancora il quantitative easing in stile Fed, cioè l’acquisto di titoli su larga scala, risponde che, in caso di necessità, “gli interventi non finiscono qui”, con una fermezza che riecheggia il “faremo qualunque cosa per salvare l’euro” pronunciato nel celebre discorso di Londra.

Le decisioni sono state prese nel corso della riunione del consiglio direttivo che si è svolto a Francoforte, facendo scattare l’immediata reazione dei listini, che hanno accelerato, mentre è calato lo spread e l’euro ha ritoccato quota 1,35 dollari, salvo poi risalire. Draghi si trova alle prese con la sfida di far rimbalzare i prezzi nella zona della moneta unica, costantemente deboli con l’inflazione che a maggio è tornata a moderarsi allo 0,5%, mentre l’obiettivo della politica monetaria è posizionato poco sotto il 2%. Per di più, la Bce ha abbassato le sue stime di crescita per l’Eurozona :1% per il 2014, 1,7% per il 2015 e 1,8% per l’anno successivo. Tre mesi fa le stime erano a 1,2%, 1,5% e 1,8% rispettivamente.

I tassi. L’ultimo taglio deciso dalla Bce risaliva al novembre scorso, quando il tasso di riferimento era stato abbassato di un quarto di punto. Il tasso sui prestiti marginali viene portato allo 0,4% dallo 0,75%. Il tasso sui depositi “overnight” delle banche – cioè la liquidità che resta presso la Bce – scende per la prima volta in negativo a -0,1%. In questo modo, per le banche non è più conveniente (e nemmeno “neutrale”, visto che l’ultimo livello era allo 0%) lasciare il denaro nella cassaforte dell’Eurotower, ma impiegarlo. Si tratta di decisioni in linea con le attese del mercato e il governatore ha specificato che i tassi resteranno ai “livelli attuali per lungo tempo”, ma ha spiegato anche che “è stato raggiunto il limite inferiore dei tassi”…..
http://www.repubblica.it/economia/2014/06/05/news/bce_taglia_i_tassi_al_minimo_storico_dello_0_15_-88116186/?ref=HRER1-1

Le armi della BCE

Ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, lasciando fermi allo 0,25% i tassi d’interesse ha aperto all’utilizzo di nuovi strumenti straordinari per aumentare la liquidità in circolazione e rilanciare l’economia. L’acquisto di titoli di Stato andrebbe proprio in questa direzione.

IL POTERE DELLA PAROLA

di Daniele Manca – Corriere della Sera 4 aprile 2014

L’attesa ieri per le parole di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, era la stessa che si era creata attorno alle sue dichiarazioni nel luglio del 2012. L’euro e i Paesi del club della moneta unica sembravano in quei mesi una navicella nella tempesta dei mercati che parevano aver ritirato loro la fiducia. Al numero uno italiano della Bce bastò sottolineare con una frase che avrebbe messo in atto tutto quello che era necessario («Whatever it takes» disse) per salvare l’euro e, quasi di colpo, le aspettative finanziarie ed economiche nel mondo mutarono di segno.
Ancora una volta ieri ha usato il potere della parola per far capire che la Bce è pronta a fare la sua parte per agevolare la crescita e che, se necessario, userà misure anche «non convenzionali» per evitare un periodo prolungato di discesa dei prezzi. Francoforte potrà scegliere l’arma del taglio del costo del denaro ma anche altri strumenti come il quantitative easing (quell’acquisto di obbligazioni utilizzato fortemente dalla Federal Reserve americana che permette, parzialmente, di far arrivare liquidità all’economia).

Il rischio che si vuole evitare è che ci si avviti in una spirale chiamata deflazione fatta di prezzi che calano, crescita bassa o addirittura decrescita che sta provocando il dilagare della disoccupazione. Non che alla Bce si creda che quello sia uno scenario probabile. Anzi, nei prossimi mesi i prezzi potrebbero iniziare a salire.
Ma, come abbiamo imparato in questi anni, i mercati e l’economia non sono fatti soltanto di numeri o di razionalità. Contano anche le aspettative, le attese. Sono quelle che ci spingono a consumare, che permettono alle imprese di investire, alle banche di dare credito. E l’Europa si trova in una congiuntura difficile. Il mese prossimo ci saranno le elezioni per il Parlamento dell’Unione. In quell’assise avranno spazio molti di quelli che non credono all’architettura che ci ha permesso di vivere in pace per quasi settant’anni, oltre che di fronteggiare una delle peggiori crisi economiche dalla Grande depressione del secolo scorso…..

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Fed: tassi ancora fermi

I tassi rimangono fermi, anche se la disoccupazione è scesa più del previsto. La Federal reserve continuerà a tenere il costo del denaro tra lo 0 e lo  0,25% anche se uno degli obiettivi che si era posta per intervenire con un rialzo è stato quasi raggiunto. La creazione di posti di lavoro porterà i disoccupati sotto la soglia fissata del 6,5%, ma la Fed non interverrà sui tassi. Taglierà invece l’iniezione di capitali nel riacquisto di bond e monitorerà sull’inflazione che non dovrà superare il 2%……

La Banca centrale Usa ha tagliato le sue stime di crescita dell’economia per quest’anno e per il prossimo ma ridotto le sue previsioni sul tasso di disoccupazione. La Fed si attende ora una crescita del Pil tra il 2,8-3% nel 2014 e del 3-3,2% nel 2015. Il tasso di disoccupazione dovrebbe invece scendere tra il 6,1% e il 6,3% quest’anno e sotto il 6% nel 2015. Le precedenti stime erano di una disoccupazione al 6,3-6,6% nel 2014 e del 5,8-6,1% nel 2015.
Inoltre, come da attese, la Fed ha optato un’altra volta per il “tapering“. Come deciso a dicembre e gennaio scorsi, la Banca centrale americana ha tagliato di 10 miliardi dollari il ritmo con cui acquista ogni mese Treasury e bond ipotecari. A partire dal mese prossimo, il terzo round di allentamento monetario pensato per stimolare l’economia americana raggiungerà così un valore mensile di 55 miliardi di dollari, di cui 30 miliardi di dollari in Treasury e 25 miliardi nelle cosiddette mortgage backed securities. “l piano di acquisti di asset non è predefinito e dipende dalle informazioni economiche che arriveranno”, ha spiegato la Yellen in conferenza stampa…..

http://www.repubblica.it/economia/2014/03/19/news/la_fed_tiene_fermi_i_tassi_e_taglia_le_stime_del_pil_usa_meno_disoccupati_del_previsto-81393364/?ref=HREC1-17

FEDERAL RESERVE

http://www.federalreserve.gov/default.htm

 

La BCE taglia i tassi

Il tasso d’interesse di riferimento scende al minimo storico in Europa: la Banca centrale europea ha tagliato di 25 punti  base, dallo 0,75% allo 0,50%. Una decisione a lungo attesa e sofferta  – alla fine assunta a maggioranza e non all’unanimità – resa inevitabile dal calo generalizzato dell’inflazione nell’ Eurozona, dalla debolezza dell’ economia.  Si tratta del quarto taglio consecutivo dal settembre del 2011 e arriva dopo dieci mesi di pausa. L’ultimo intervento sui tassi era stato nel luglio del 2012. …

Il taglio dei tassi «dovrebbe sostenere la ripresa più in là» nel corso dell’anno, ha affermato Mario Draghi in conferenza stampa, ribadendo quanto già detto più volte e cioè che l’economia tenderà ad assestarsi solo nella seconda parte del 2013 .

http://www.corriere.it/economia/13_maggio_02/Bce-taglia-tassi_524f0534-b31f-11e2-b198-926b52542ff3.shtml

inflazione e tasso di interesse bce