Previsioni d’autunno

meteoSlow, modest, weak, non enough”. Sono le parole chiave dalla nota della Commissione europea che accompagna le Previsioni economiche d’autunno sull’economia dell’Unione europea per il 2014 e i due anni successivi.

Quanto all’Italia, sarà uno dei quattro paesi su 28 che nel 2014 avrà una crescita negativa. Ecco tutte le tabelle di sintesi che fotografano lo stato di salute dei 28 stati membri (grafico interattivo)

http://www.infodata.ilsole24ore.com/2014/11/04/leconomia-europea-rallenta-le-previsioni-dautunno-della-commisisone-ue-paese-per-paese/

Ue: ok acquisizione WhatsApp da parte di Facebook

La Commissione europea ha autorizzato oggi l’acquisizione del servizio di chat via smartphone, WhatsApp, da parte del principale social network mondiale, Facebook. Secondo gli esperti antitrust di Bruxelles, infatti, l’operazione da 19 miliardi di dollari, non desta preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza in nessuna delle tre aree per le quali è stata condotta un’analisi, e cioè il mercato delle comunicazioni digitali, il mercato dei servizi di social networks, e quello della pubblicità online.

La Commissione conclude che il nuovo gruppo nato dalla fusione dei due giganti della comunicazione online, con centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo, “continuerà a dover far fronte a una concorrenza sufficiente“. Bruxelles, tuttavia, ammette che Facebook potrebbe utilizzare i dati degli utenti di WhatsApp per migliorare i suoi messaggi pubblicitari e potrebbe anche indirizzare tali pubblicità agli utenti di WhatsApp, ma conclude che tali eventuali sviluppi non danneggerebbero la concorrenza nel mercato della pubblicità.

L’Ue, però, mette in guardia da “possibili questioni relative alla privacy che potrebbero emergere dall’accresciuta concentrazione di dati sotto il controllo di Facebook,” ma precisa che tali questioni “non sono di competenza delle autorità antitrust”.

http://www.repubblica.it/economia/2014/10/03/news/ue_via_libera_ad_acquisizione_whatsapp_da_parte_di_facebook-97224573/

La mappa del reddito in Italia

mappComune per comune, ecco la mappa del reddito dei cittadini italiani: a realizzarla, elaborando i dati del ministero dell’Economia, Franco Morelli, 40 anni, di Ravenna, ingegnere informatico di professione e «civic hacker» per passione. «Per me lavorare incomprensibili elenchi di cifre e riuscire a trasformarli in indicazioni semplici e chiare a tutti è un buon modo per aiutare le persone a informarsi – racconta Morelli, che ha pubblicato la mappa sul suo blog «Opendatabassaromagna» -. L’interesse per gli open data è nato per aiutare il mio territorio, la Bassa Romagna, che comprende alcuni comuni in provincia di Ravenna, ma a volte mi capita di dedicarmi anche a progetti che provano a raccontare meglio il Paese, come in questo caso».

Per realizzare la mappa Morelli è partito dal data set che raccoglie le denunce dei redditi Irpef del 2012, da poco disponibile in formato open data: si tratta del reddito dichiarato, sia da lavoro autonomo che dipendente, e i risultati non tengono conto dell’evasione fiscale. In rosso si possono vedere i comuni dove il reddito è più basso della media nazionale, che è di circa 20mila euro lordi l’anno, mentre in verde sono evidenziati quelli superiori alla media. Inevitabile notare la differenza tra Nord e Sud Italia, le oasi verdi dei grandi capoluoghi come Milano e Roma, oltre a quelle dei comuni più vicini alle località turistiche. I primi cinque comuni super-ricchi sono Basiglio, con più di 48 mila euro l’anno, seguita da Campione d’Italia, che si ferma a 40mila, poi Cusago, Torre d’Isola, tutti in Lombardia, e al quinto posto Pino Torinese, in Piemonte.

Ma non è finita qui: Morelli ha poi creato un secondo grafico, applicando ai dati il coefficiente di Gini, introdotto dallo statistico italiano Corrado Gini, una misura che consente di vedere com’è distribuita la ricchezza. «Se l’indice è zero, allora la ricchezza è distribuita in egual misura tra tutte le persone, più invece il coefficiente è vicino a uno, più sarà più facile trovare una disuguaglianza – spiega Morelli -. Ho creato un grafico di dispersione, così sono riuscito a individuare quali sono i luoghi dove la disparità è più evidente».

Secondo lo studio dell’Ocse «Gini-Growing inequality impact», l’Italia è tra i Paesi che più registrano diseguaglianze di reddito, in Europa seconda sola a Regno Unito.

Il nostro indice è pari allo 0,34, vale a dire che tra due cittadini italiani c’è in media una distanza di reddito disponibile pari al 34 per cento del reddito medio nazionale. Tra i comuni detiene il record di disparità Dambel, comune in provincia di Trento con 500 abitanti, dove la ricchezza è concentrata nelle mani di pochissimi. Scegliendo sul grafico pubblicato da Morelli una regione, si possono vedere quali sono i comuni dove l’indice è più vicino all’uno che allo zero: in provincia di Torino, ad esempio, spiccano per disparità Sauze d’Oulx e Claviere……

http://www.lastampa.it/2014/04/30/economia/ecco-la-mappa-del-reddito-italiano-i-pi-ricchi-vivono-a-milano-e-roma-BqfB9RFwoZAQHAuNKrGjBO/pagina.html

Il testamento digitale

Il termine inglese è digital inheritance, eredità digitale. E il tema è il destino dei nostri bit, le “ricchezze” virtuali che raccogliamo in supporti e online. Da una parte, chiavette, tablet, smartphone, dischi, notebook. Dall’altra, documenti, video, foto, blog, email, cinguettii, social network vari, conti correnti che i grandi magazzinieri della rete gestiscono per noi. Tutta questa “identità” digitale è ereditabile? E gli eredi saranno in grado di districarsi in questo caotico brodo virtuale? …

…. se non date in consegna le credenziali (username e password) a una persona di fiducia, recuperarle dopo può diventare un costoso incubo per i vostri eredi, che con buona probabilità saranno trascinati davanti alla corte californiana di Santa Clara, competente per i casi dei big della Silicon Valley che gestiscono sui loro server americani le “reti sociali”, la posta e gli altri servizi e che per lo più proteggono la privacy dei loro iscritti anche post mortem. “A Google, Yahoo, iCloud di Apple può non bastare l’esibizione del certificato di morte del congiunto”…..

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/08/14/news/testamento_digitale-40915366/