Cronut TM

cronuttmUn ibrido. Per molti, in cucina, sarebbe un piatto da buttare nella pattumiera. Per Dominique Ansel, chef pasticciere proprietario dell’omonima bakery newyorkese di Soho, è stato invece il colpo di genio che gli ha consentito, dal 10 maggio scorso (giorno d’esordio) di cambiare vita. Grazie ai Cronut. Metà ciambelle (donut, appunto), metà croissant, in poche settimane sono diventati un caso internazionale, facendo impazzire i newyorkesi pronti a mettersi in fila dalle 6 del mattino davanti alla bakery di Ansel (che apre alle 8), e guadagnando copertine come quella di Vogue Usa o recensioni del Guardian e del Daily Mail.

E meritando anche la «ribalta» del mercato nero e delle copie. Interminabili file, un lancio annunciato, brevetto antifrode, produzione limitata a soli 250 pezzi al giorno. Insomma, questo donut-che-incontra-un-croissant è già entrato nel lessico internazionale dei foodie.Ma che cos’è, esattamente, un cronut? Metà croissant metà donut, secondo Hugh Merwin, del seguitissimo blog «Grub Street», la preparazione, coperta da brevetto antifrode (CronutTM), è davvero difficile. …..

La cosa più complicata, però, è riuscire a mangiarlo. Si narra di persone che siano scoppiate in lacrime scoprendo, dopo aver fatto la fila, di non poterne assaggiare uno… Ma c’è anche una seconda strada: comprarli al mercato nero per un prezzo infinitamente superiore a quello di negozio. Dai 5 dollari venduti su Craigslist fino ai 120. Proprio per questo Ansel ha imposto dei limiti su quanti se ne possono acquistare in una settimana: tre a testa. Ma le copie nascono già. Ci sono i «doissant» della Chocolate Crust bakery. Mentre la pasticciera di Los Angeles Roxana Jullapet li chiama CroNot. A Manila, la Wildflour Bakery sta vendendo dei simil cronut a 120 pesos o 2,86 dollari. E non si fanno favoritismi per celebrities…….

http://archiviostorico.corriere.it/2013/giugno/12/dolce_conquista_New_York_code_co_0_20130612_380172f6-d323-11e2-bd77-41d090694984.shtml

Cronut

http://cronut.org/

http://dominiqueansel.com/

Cresce la domanda di film in lingua originale

cinemaIl cinema? Meglio nella lingua originale, basta col doppiaggio. Nell’epoca di Internet e dell’inglese per tutti, cresce anche la richiesta fra il pubblico italiano di una maggiore offerta di film non doppiati. La prova? Django Unchained, per esempio, in programma al cinema Barberini di Roma, sta incassando più nella versione originale con sottotitoli che in quella doppiata. D’accordo, le cifre sono sproporzionate: la versione originale del film di Tarantino a Roma è in programmazione in un’unica sala, mentre in italiano occupa 47 schermi. Ma è un segnale …..

Secondo molti critici ci sono film che, a prescindere dalla professionalità dei doppiatori, non si dovrebbero tradurre, la versione italiana risulta sempre deludente. Ha sollevato parecchie riserve, per esempio, il doppiaggio di Lincoln, dove, per dar voce a Daniel Day-Lewis è stato scelto Pierfrancesco Favino, la cui recitazione enfatica non ha convinto tutti. Secondo Marco Mete, direttore di doppiaggio, “non è tanto questione di attore o doppiatore, ma di tempi a disposizione. In un momento di crisi la parola d’ordine è “deve costare meno” e i lavori affrettati non sempre garantiscono qualità”. …

Da regista” dice Pupi Avati “odio il doppiaggio, quando, per problemi tecnici, devo doppiare alcune parti dei miei film soffro da morire. Da spettatore non saprei dire se un film sia più penalizzato dai sottotitoli, che sottraggono qualcosa alla visione, o dal doppiaggio. Ciò che mi infastidisce nelle versioni italiane è un certo compiacimento nella recitazione che si nota spesso nei nostri pur bravissimi doppiatori”. Insomma, per non perdere nulla, non ci sarebbe altra soluzione che vedere un film in originale senza sottotitoli. Assurdo? Non del tutto, secondo Giordana: “Oggi le lingue si parlano molto più di ieri. Per le giovani generazioni che si muovono sulla rete si può quasi dire che l’inglese non sia più una lingua straniera e, dunque, pensare di vedere film in originale senza aiuti aggiuntivi non è così strano”. Del resto i canali di Sky già trasmettono film e telefilm in originale con o senza sottotitoli e probabilmente qualcosa del genere si verifica anche nel consumo domestico di dvd..

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2013/01/28/news/film_lingua_originale-51432963/?ref=HREC2-12