Hard e soft skills

sskillsFiorella Pallas è stata Marketing manager, imprenditrice, Trainer. Oggi, invece, è una Talent Coach, dopo un percorso di individuazione e cambiamento che ha saputo tradurre in percorsi formativi per identificare, allenare e risvegliare i talenti naturali che pochi sanno di avere. Ha scelto le pagine di Skuola.net per aiutare i ragazzi ad allenare le proprie capacità.

Passiamo anni a formarci, prima a scuola, poi all’università, poi ai master, e alla fine usciamo da questo percorso molto preparati da un punto di vista tecnico. Nessuno, però, ci ha insegnato a gestire ciò che nella vita ci farà fare la differenza nei momenti che contano: le emozioni, lo stress, la motivazione, le paure. Tutte quelle chiavi senza le quali l’espressione della parte tecnica risulterà difficile. Nella vita come nel lavoro, infatti, non si viene valutati solo sull’aspetto tecnico, ma anche sulle competenze comportamentali, denominate dagli psicologi del lavoro soft skills, in contrapposizione con le hard skills, le competenze tecniche. Scopriamo, allora di cosa si tratta.

SOFT SKILLS: QUALI? – Esistono diversi tipi di soft skills :
Skills cognitive, che determinano il modo di ragionale e quindi, ad esempio le capacità di problem solving, di analisi , etc.
skills realizzative, quindi come si traducono i pensieri in azione e si palesano nella capacità di pianificazione, di gestione del tempo, etc.
skills relazionali, come mi rapporto agli altri? So lavorare in team? So comunicare con i colleghi?
skills manageriali, che riguardano le capacità di leadership, la motivazione personale e di squadra, etc.
skills trasversali, spesso abilitanti rispetto alle altre soft skill: flessibilità, tolleranza allo stress, gestione emotiva.

IL PESO NELLA SELEZIONE – Ma che peso hanno queste competenze sulla selezione da parte delle aziende? Normalmente le aziende operano una scrematura sui CV in base alle competenze ed esperienze professionali pregresse e il voto di laurea, ma poi la scelta definitiva sul candidato avviene nel momento del colloquio, soprattutto in base all’aderenza delle sue soft skills rispetto al profilo atteso dall’azienda. In definitiva, dunque, sapersi relazionare, avere buone capacità comunicative, di gestione, di leadership e via dicendo equivale sicuramente a possedere un biglietto da visita vincente.

LA SKILL PIU’ IMPORTANTE – Esistono alcune soft skills piu importanti di altre? C’è sempre un denominatore comune, alla base di tutte queste capacità, e si tratta di una qualità imprescindibile per riuscire nella vita: la fiducia in se stessi. Osare passare all’azione, osare fare, accettare di fare emergere il proprio potenziale: il legame che esiste tra successo e fiducia in sé stessi è assolutamente innegabile. Brian Tracy, motivatore e scrittore di best seller sulla crescita personale, ha condotto un’importante ricerca prendendo a campione molte persone di successo, per cercare di capire se, tra questi, vi fossero fattori in comune. Ne ha trovati addirittura 80, ma sul gradino del podio, immancabile e più importante, la fiducia in sé.

FIDUCIA IN SE STESSI, SKILL DA ALLENARESi possono avere tutti gli strumenti necessari per realizzare i propri obiettivi, ma se non si crede in se stessi si fallirà. Come scrisse Whitmore, il padre del coaching, “La nostra performance è data dal nostro potenziale meno i nostri ostacoli interni, il maggiore dei quali è la mancanza di fiducia in se stessi”. Il successo, che è la capacità di raggiungere qualcosa, aumenta proporzionalmente alla fiducia che si ha di se stessi, perché questa serve per osare, per passare all’azione e, alla fine, raggiungere gli obiettivi. Ma c’è una buona notizia: per quanto possiamo essere convinti del contrario, la fiducia in sé non è innata: è una delle tante qualità mentali che possiamo sviluppare, rafforzare ed aumentare, applicando le giuste strategie. E’ certo molto più facile restare ben saldati a terra senza mettersi mai veramente in gioco, ma la fiducia in sé è un muscolo che va allenato ogni giorno, tutto sta nel perseverare.”

 

http://www.lastampa.it/2014/07/11/blogs/skuola/cerchi-lavoro-allena-le-tue-skills-personali-zpoyLW3hixMlVuNYYBC38H/pagina.html

La felicità aiuta a guadagnare

Il nesso tra reddito e benessere psicologico è stato a lungo studiato da sociologi, psicologi e studiosi del comportamento. La maggior parte delle ricerche hanno concluso che le persone più ricche tendono ad essere più felici. Si è indagato meno, invece, sulla relazione inversa cercando di capire se la felicità possa aiutare a guadagnare più soldi. Ora per la prima volta uno studio condotto su 10mila persone e pubblicato oggi su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), dimostra che gli adolescenti e poi i ragazzi che dichiarano di essere soddisfatti della propria vita affettiva e, quindi, sereni, guadagneranno significativamente di più nella loro carriera professionale

I ricercatori hanno dimostrato che i ragazzi di 16 e 18 anni che esprimevano emozioni positive e sensazioni di felicità, ma anche gli adulti di 22 anni con una vita considerata soddisfacente, arrivavano all’età di 29 anni con un reddito da lavoro già molto buono. Dai dati esaminati è emerso addirittura che un’adolescenza vissuta come profondamente infelice nella vita adulta si traduce poi in un reddito inferiore di circa il 30% rispetto alla media mentre chi racconta di aver vissuto quegli anni in serenità guadagna il 10% in più della media. Inoltre, in una scala da 1 a 5 i ventiduenni che indicavano un livello di soddisfazione affettiva maggiore anche di un solo punto all’età di 29 anni guadagnavano circa duemila dollari in più.

La felicità è stata associata a diversi fattori che possono direttamente o indirettamente influenzare il reddito futuro inclusa la maggior probabilità di laurearsi, di trovare un lavoro e ottenere promozioni, di essere più ottimisti ed estroversi e meno nevrotici. Dunque, lo studio dimostra per la prima volta che davvero la felicità e il benessere individuale possono influenzare il guadagno economico.  “La felicità dipende da molteplici fattori come la salute, le relazioni sociali e l’autostima che a loro volta influenzano positivamente l’esito della carriera professionale…

http://www.repubblica.it/scienze/2012/11/19/news/felici_e_soddisfatti_maggiori_guadagni-47000255/?ref=twhr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter