Gli strumenti dell’Europa per aiutare le economie in difficoltà

Quali sono gli strumenti che l’Europa mette o ha messo a disposizione per aiutare le economie nazionali a superare la crisi dei debiti sovrani? Da dove provengono i soldi stanziati? Sono diverse le sigle che ritornano, dai fondi Esm ed Efsf alle operazioni Ltro («Long Term Refinancing Operation») oppure Omt (Outright monetary transactions). I fondi sono finanziati dagli Stati, Italia inclusa, in proporzioni diverse. Ad esempio, nel 2013 l’Italia ha speso 44,156 miliardi di euro per gli aiuti ai Paesi dell’eurozona sotto programma di assistenza internazionale, in particolare Grecia, Irlanda e Portogallo. Il contributo della Francia è stato pari a 50,3 miliardi, quello della Germania a 67 miliardi e quello della Spagna a 29 miliardi.

Il fondo Efsf e l’Esm

Il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf) è uno strumento costituito dagli Stati membri dell’eurozona, il 9 maggio 2010 in seguito alla crisi economica del 2008-2010, per aiutare finanziariamente gli Stati membri, preservando la stabilità finanziaria dell’eurozona in caso di difficoltà economica. Dal luglio 2012 è stato sostituito dal Meccanismo europeo di stabilità (Esm), che per ottenere il definitivo via libera ha avuto bisogno del pronunciamento della Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe, il 18 marzo 2014. Il fondo Efsf poteva essere attivato in tempi veloci, ma solo su richiesta del singolo Stato e sulla base di determinate condizioni (come nuovi risparmi e riforme). È stato usato per «salvare» Portogallo, Irlanda e Grecia.
L’Esm è una vera organizzazione intergovernativa soggetta al diritto internazionale (a differenza dell’Efsf che è semplicemente una società di diritto lussemburghese). Può operare a più ampio raggio e inoltre agisce in collaborazione con la Banca centrale europea.

 

Le misure non convenzionali della Bce

Era il 2 agosto 2012 e l’eurozona era nel pieno della crisi, con i titoli di Stato di Italia e Spagna sotto attacco degli speculatori e gli spread dei Paesi periferici a livelli record sul Bund tedesco. Al consiglio direttivo della Bce il governatore Mario Draghi pronunciò l’ormai famosa frase che placò i mercati: «Nell’ambito del suo mandato, la Bce è pronta a salvaguardare l’euro con ogni mezzo. E credetemi, sarà sufficiente». A cosa si riferiva Draghi? Il meccanismo di trasmissione della politica monetaria è il processo attraverso il quale la Bce mira a influire sui prezzi nell’insieme dell’area dell’euro agendo sui tassi di interesse di riferimento. La Bce può intervenire qualora il meccanismo sia ostacolato da disfunzioni in alcuni segmenti di mercato e il segnale insito nei tassi della Bce non si trasmetta in modo uniforme a tutta l’area. In periodi di eccezionali tensioni sui mercati finanziari l’Eurosistema può ricorrere a qualsiasi strumento compatibile con il Trattato che sia indispensabile al conseguimento degli obiettivi fissati. Pertanto, può decidere di contrastare queste tensioni avvalendosi di misure non convenzionali, che formano parte degli strumenti di attuazione della politica monetaria a sua disposizione, ma che per definizione sono di natura straordinaria e temporanea. Queste misure sono in genere dirette al settore bancario, poiché le imprese dell’area dell’euro dipendono soprattutto dal finanziamento delle banche, piuttosto che dal finanziamento sui mercati dei capitali.

Ltro è l’acronimo di «Long term refinancing operation» o piano di rifinanziamento a lungo termine. Consiste in un’asta di liquidità in cui la Bce concede un prestito alle banche richiedenti, della durata di tre anni oppure di cinque. In questo modo Francoforte finanzia stabilmente (appunto, fino a cinque anni) le banche europee, alimentando gli acquisti dei titoli di Stato in asta e sul mercato secondario da parte degli stessi istituti sui rispettivi mercati domestici.
Omt è l’acronimo di «Outright monetary transactions». Consistono nell’acquisto diretto da parte della Bce di titoli di Stato a breve termine emessi da Paesi in difficoltà economica, che abbiano avviato un programma di aiuto finanziario o un programma precauzionale con il Meccanismo europeo di stabilità (Ems) o con l’Efsf. La data di avvio, la durata e la fine delle Omt sono decise dal Consiglio direttivo della Bce in totale autonomia e in accordo con il suo mandato istituzionale.
Mro è l’acronimo per «Main refinancing operations», cioè operazioni di rifinanziamento principale: è il tasso che stabilisce la Banca centrale europea per fornire liquidità temporanea alle banche che operano nell’eurosistema.
In circostanze normali, nel condurre le proprie operazioni di mercato aperto l’Eurosistema valuta il fabbisogno complessivo di liquidità del settore bancario e assegna poi tale ammontare in aste competitive. Solitamente queste aste sono a tasso variabile, ossia le banche corrispondono l’interesse che stabiliscono al momento di presentare le offerte. L’Eurosistema può eseguire anche aste a tasso fisso, determinato preventivamente, in cui le banche specificano l’importo che intendono negoziare al tasso di interesse prestabilito. In circostanze straordinarie quali la crisi finanziaria e quella del debito sovrano, la Bce può decidere anticipatamente di assegnare l’importo complessivo di liquidità che le banche desiderano ottenere, vale a dire accogliere tutte le richieste, a un tasso di interesse fisso

http://www.corriere.it/economia/speciali/2014/europa/notizie/gli-strumenti-dell-europa-aiutare-economie-difficolta-cc04c422-cff2-11e3-bf7e-201ea72c5359.shtml

Ue: accordo sulla supervisione bancaria

bceDopo una maratona negoziale durata quasi 17 ore, i ministri delle finanze della Ue hanno dato il via libera alla prima fase dell’unione bancaria, ovvero la supervisione unica: dal 1 marzo 2014, la Bce avrà il potere di monitorare tutte le banche della zona euro – e dei Paesi fuori dalla moneta unica che aderiranno all’unione – con asset per almeno 30 miliardi di euro o che rappresentano il 20% del pil del Paese. Saranno più di cento, almeno nell’immediato, le banche che finiranno sotto la supervisione di Francoforte da marzo 2014. 

 L’accordo sulla supervisione bancaria unica è «il primo fondamentale passo verso l’unione bancaria», e ha come obiettivo «restaurare la fiducia nel sistema e interrompere il circolo vizioso tra banche e crisi dei debiti», ha detto il commissario Ue al mercato Interno Michel Barnier al termine della riunione fiume. L’accordo finirà tra poche ore sul tavolo dei capi di Stato e di governo, che gli daranno il placet finale, e poi passerà al Parlamento europeo… 

La supervisione unica è la prima tappa dell’unione bancaria, e apre la strada anche alla ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo salva-Stati Esm, passo necessario per non far pesare sui debiti pubblici le operazioni di sostegno alle banche in difficoltà (oggi gli aiuti vengono dati agli Stati e non direttamente alle banche). Secondo quanto ha spiegato Barnier, fino a che la supervisione unica non sarà operativa, l’Esm potrà chiedere l’intervento singolo della Bce sulla banca che vuole ricapitalizzare

http://www.lastampa.it/2012/12/13/economia/via-libera-alla-supervisione-bancaria-ue-89jmRhPKbq9d0cXEYi6lVL/pagina.html

Nasce il Fondo salvastati

E’ nato ufficialmente  l’Esm, il nuovo meccanismo permanente di salvataggio europeo, la cui dotazione finale sarà di 500 miliardi di euro

L’Eurogruppo si è riunito a Lussemburgo per dare il via al nuovo fondo che da lunedì sarà operativo, anche se i primi fondi (32 miliardi) arriveranno a fine ottobre: la capacità di fuoco sarà di 200 miliardi di euro. Altri 32 miliardi arriveranno nel 2013 e gli ultimi 16 miliardi nel 2014, quando il fondo avrà una dotazione complessiva di 500 miliardi di euro. Il nuovo fondo è «pienamente operativo» con una capacità di 200 miliardi di euro, ha annunciato Klaus Regling, il presidente dell’Esm, arrivando alla prima riunione del consiglio dei governatori.

http://www.corriere.it/economia/12_ottobre_08/fondo-esm-borse-caduta-milano-piazza-affari_97ad6bc8-115f-11e2-b61f-b7b290547c92.shtml

Corte costituzionale tedesca: sì al Fondo salva Stati…

La Corte costituzionale tedesca dice sì all’Esm («European Stability  Mechanism»), il fondo salva Stati europeo. Si tratta però di un via libera condizionato: il contributo della Germania sarà limitato a 190 miliardi e qualsiasi eventuale aumento dovrà essere sottoposto al parere positivo del Parlamento.  Bundestag e Bundestrat (ovvero, il Parlamento federale tedesco e  il Consiglio federale) devono essere pienamente informati di tutte le discussioni..

Il via libera della Corte tedesca era cruciale per potenziare gli strumenti per combattere la crisi della zona euro e un requisito chiave per attivare il nuovo piano di acquisti di bond della Banca centrale europea e contenere i costi di rifinanziamento dei Paesi più vulnerabili…..

http://www.corriere.it/economia/12_settembre_12/fondo-stabilizzazione-europeo-corte-costituzionale-tedesca-decisione_3d4c3fb8-fc99-11e1-8750-e7d636bddd26.shtml

Lo European Stability Mechanism è il nuovo meccanismo permanente di stabilizzazione finanziaria dell’Europa, costituito attraverso un accordo tra i 17 paesi membri della zona euro. L’organizzazione intergovernativa ESM avrebbe il compito di finanziare i paesi in difficoltà attraverso prestiti. La sua disponibilità iniziale dovrebbe essere di 700 miliardi di euro (di cui 500 prestabili). Gli Stati membri dell’organizzazione dovranno versare una quota, detta di partecipazione, proporzionata a quella posseduta presso la Bce, che per l’Italia ammonterebbe a circa 125 miliardi di euro. Il fondo, inoltre, avrebbe la possibilità di comprare titoli di Stato sul mercato primario e su quello secondario

Come funziona il Fondo salva Stati

http://www.repubblica.it/economia/2012/09/12/news/scheda_corte_tedesca_esn-42397697/?ref=HREC1-1