Cyberbullismo, legge approvata all’unanimità.

Un minore di almeno 14 anni d’ora in poi potrà chiedere, senza l’intervento di un adulto, di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete al gestore del sito web o ai social network. E se non sarà cancellato entro 48 ore, potrà ricorrere al garante della privacy. E’ questa una delle principali novità introdotte dalla legge sul Cyberbullismo, approvata all’unanimità in via definitiva alla Camera a due anni dal primo via libera. In tribuna a seguire il voto c’era anche Paolo Picchio, papà di Carolina, la ragazza di Novara considerata la prima vittima di cyberbullismo in Italia, suicidatasi a 14 anni nel gennaio 2013. Aveva subito una violenza sessuale da parte del “branco” che poi postò il video sui social. La ragazza divenne oggetto di insulti e scherno sul web. E decise di farla finita. La prima firmataria della legge era la senatrice Pd Elena Ferrara, ex maestra di musica di Carolina. “Questa legge”, ha detto Picchio, “dà vita a quello lei ha lasciato scritto, ai motivi che l’hanno spinta a fare quello che ha fatto. E cioè che le parole fan più male delle botte. Va bene così”.

l provvedimento definisce per la prima volta in Italia il fenomeno, regola la rimozione dei contenuti offensivi dal web, stabilisce l’intervento del garante della privacy e, soprattutto, introduce una misura di ammonimento nel caso di reati commessi da minorenni, ma con età superiore ai 14 anni. La nuova legge definisce come bullismo telematico ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata sul web contro minori. Definito come cyberbullismo è anche diffondere contenuti online per isolare il minore tramite un attacco o un abuso.

Il presidente dell’authority Antonello Soro sul tema ha evidenziato il carattere “preventivo e riparatorio” del testo. La norma introduce anche una misura di ammonimento nel caso di reati commessi da minorenni ma con età superiore ai 14 anni: il questore convoca il ragazzo insieme ai genitori e lo ammonisce per la sua condotta. Nuovi compiti anche per le scuole: in ogni istituto sarà individuato un referente tra i professori per le iniziative contro il cyberbullismo, ed il preside dovrà informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo informatico. Messaggi di soddisfazione sono arrivati anche da Raffaella Milano, direttore dei programmi Italia-Europa di Save the children: “Il nostro Paese si è dotato di una legge che prevede delle misure concrete per prevenire e affrontare un fenomeno che coinvolge un numero sempre maggiore di ragazzi in Italia. Ora è importante che questo provvedimento venga subito messo in pratica coinvolgendo tutti gli attori interessati, per contrastare immediatamente un fenomeno che si fa ogni giorno più preoccupante”.

“È una bella giornata per il Parlamento. Abbiamo mantenuto una promessa, dando uno strumento utile a chi deve aiutare i nostri fogli a proteggersi”, ha sostenuto la presidente della Camera Laura Boldrini, mentre il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha assicurato l’impegno del suo dicastero per l’attuazione della legge che, ha sottolineato, fa prevenzione “a partire dalla scuola, luogo principale di formazione, di inclusione e accoglienza. Finalmente abbiamo imboccato la strada giusta”.

Il fatto quotidiano

18 maggio 2017

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/18/cyberbullismo-legge-approvata-allunanimita-vittima-di-almeno-14-anni-puo-chiedere-di-bloccare-contenuti-rete/3593621/

 

Divieti a scuola…

bermudaDai cellulari al fumo, dalle minigonne ai baci, ai comportamenti poco consoni ad un luogo così importante come la scuola, la lista dei divieti in aula si è spesso modificata a seconda dei momenti e si è via via “arricchita” di nuove norme. Riuscire a mantenere la disciplina all’interno delle scuole è, infatti, una sfida che tiene impegnati quotidianamente docenti e presidi nel tentativo di essere educatori prima che docenti. Anche se, a volte, i divieti possono sembrare bizzari o esagerati…

Anche se gli istituti scolastici nella loro autonomia possono decidere come regolamentare o se vietare del tutto l’uso dei cellulari, il Garante ha stabilito che non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. È bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati.

L’insegnante può sequestrare l’apparecchio qualora verificasse un utilizzo illecito per impedire che questo possa essere reiterato, ma deve restituirlo al termine delle lezioni o affidarlo in custodia alla scuola per una successiva restituzione ai genitori ma non può portarselo a casa o in borsa così come non può assolutamente perquisire gli studenti: tutti reati perseguibili penalmente.

Vietato fumare a scuola, indipendentemente se ad accendersi la sigaretta sia uno studente o un professore: a stabilirlo è la legge che vieta il fumo nei luoghi pubblici e che, tra l’altro, prevede sanzioni in denaro. A volte i regolamenti di istituto possono essere più o meno tolleranti consentendo ad esempio il fumo all’aria aperta.

Nel corso degli anni sono stati diversi gli interventi, a volte inconsueti, in tal senso. Sul banco degli imputati sono finiti prima di tutto i capi d’abbigliamento più amati dai giovani: dai pantaloni a vita bassa, alle minigonne, dai jeans strappati ai bermuda, al piercing o canottiere troppo corte e magliette «nude look». Non solo, insieme ai vestiti all’ultima moda, spesso sono stati banditi anche accessori e gadget colpevoli di essere `fonte di distrazione´ per gli studenti: dalla gomma da masticare, alle figurine…..

http://www.lastampa.it/2012/12/16/italia/i-tuoi-diritti/responsabilita-e-sicurezza/scuola-dai-cellulari-al-fumo-la-lunga-lista-dei-divieti-in-classe-Nuj4lSSJ2kVGe88iyLisCJ/pagina.html