Il Presidente si è dimesso

gndimIl presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato questa mattina, alle ore 10.35, l’atto di dimissioni dalla carica, come ha annunciato in una nota il Quirinale. Il segretario generale della presidenza della Repubblica, Donato Marra, ha dato ufficiale comunicazione ai presidenti del Senato della Repubblica, Piero Grasso, che diventa presidente supplente, e della Camera dei deputati, Laura Boldrini, e al presidente del Consiglio, Matteo Renzi …..

Nella prassi con le dimissioni Napolitano diventa automaticamente presidente emerito della Repubblica e senatore a vita e come tale avrà un suo ufficio a Palazzo Giustiniani, che tra l’altro sarà la sede temporanea di Pietro Grasso nelle sue funzioni di presidente supplente della Repubblica. La funzione di presidenza del Senato sarà assolta dalla vicepresidente Valeria Fedeli.

Giorgio Napolitano è stato il primo presidente della Repubblica a essere stato rieletto per il secondo mandato , ora rientrerà in Parlamento come senatore a vita e già domani dovrebbe comunicare per quale gruppo parlamentare sceglierà di iscriversi, anche se con ogni probabilità aderirà al gruppo misto.

La prima votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai rappresentanti delle Regioni per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica dovrebbe tenersi alle ore 15 del prossimo 29 gennaio. Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza dei due terzi dell’Assemblea (pari a 672 voti) mentre dal quarto si scende a 505, ovvero la maggioranza assoluta…….

http://www.ilfoglio.it/articoli/v/124577/rubriche/napolitano-lascia-il-quirinale-grasso-presidente-supplente.htm

Napolitano: messaggio alle Camere

carcere9L’emergenza carceri è «drammatica». E ormai solo un’amnistia può risolverla. Giorgio Napolitano sceglie la strada del messaggio alle Camere per scuotere le forze politiche e sollecitarle ad adottare «rimedi straordinari» per mettere fine a una situazione insostenibile.

Napolitano parte dalla condanna della Corte europea per i diritti dell’uomo, che ci ha dato un anno di tempo per correggere le storture del sistema. Da quel momento, sottolinea il presidente, il nostro Paese si trova «in una situazione umiliante sul piano internazionale per le tantissime violazioni del divieto di trattamenti inumani e degradanti nei confronti dei detenuti». Al punto in cui siamo, osserva, c’è un «abisso» tra la realtà carceraria e il principio di rieducazione della pena sancito dalla Costituzione .

Secondo Napolitano c’è un «dovere costituzionale dei poteri dello Stato a far cessare la condizione di sovraffollamento carcerario». Di più: c’è un «imperativo morale» che deve spingere ad agire. Non è più il momento dell’attesa: rivolgendosi ai parlamentari Napolitano mette davanti ai loro occhi «l’inderogabile necessità di porre fine, senza indugio, a uno stato di cose che ci rende tutti corresponsabili delle violazioni contestate all’Italia»……..

http://www.lastampa.it/2013/10/08/italia/politica/il-messaggio-di-napolitano-alle-camere-risolvere-lemergenza-delle-carceri-PYfQG11Xvf64O1CwjBR7fN/pagina.html

 IL TESTO DEL MESSAGGIO

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avvalendosi della facoltà conferitagli dall’articolo 87, secondo comma, della Costituzione, ha inviato un messaggio alle Camere sulla questione carceraria.
Il messaggio, controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, è stato recapitato al Presidente del Senato, Pietro Grasso, e alla Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, dal Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2764

A Enrico Letta l’incarico di formare il nuovo governo

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto al Palazzo del Quirinale l’on. Enrico Letta, al quale ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo. L’on. Letta si è riservato di accettare.

Dopo l’intervento in sala stampa del Presidente incaricato, Enrico Letta, il Presidente Napolitano ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione: “Mi limiterò a esprimere solo brevi parole di soddisfazione e di serenità : di soddisfazione perché si è aperta la strada alla formazione del governo di cui ha urgente bisogno il paese, di un governo già troppo lungamente atteso, e si è aperta la sola prospettiva possibile, quella cioè di una larga convergenza tra le forze politiche che possono assicurare al governo la maggioranza in entrambe le camere. La scelta che mi toccava fare l’ho compiuta tenendo conto delle consultazioni di ieri con tutti i gruppi, con tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento. Nel corso delle consultazioni, in modo particolare da parte delle forze politiche già predisposte a collaborare alla formazione del nuovo governo, non sono state poste pregiudiziali circa il nome della persona a cui dare l’incarico : è stata data a me la più assoluta libertà e autonomia – come è d’altronde nella nostra prassi costituzionale per l’affidamento dell’incarico – e sono stati anche espressi apertamente apprezzamenti per la persona dell’onorevole Enrico Letta. E la mia scelta è caduta su di lui tenendo conto del fatto che, pur appartenendo egli a una generazione giovane (anzi, secondo i precedenti e gli standard italiani, molto giovane), ha già accumulato importanti esperienze nell’attività parlamentare a contatto con le nuove leve delle ultime legislature, nell’attività di governo, nel campo culturale ……………

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Messaggio e giuramento davanti alle Camere del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Messaggio e giuramento davanti alle Camere del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Roma 22/04/2013

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Vorrei un Presidente…

Vorrei – oggi o domani, possibilmente – un Presidente della Repubblica di buon carattere. Se i capi di governo hanno il dovere d’essere talvolta antipatici – guai a dire agli elettori solo ciò che vogliono sentire! – il capo dello Stato ha un compito ecumenico. Deve unire, non dividere.   Prevenire, non punire. Facilitare, non complicare.
Vorrei un Presidente generoso, che capisca di non dover più conquistare cariche e onori, ma iniziare a restituire. Dopo il Colle c’è la storia: inutile cercare altre gratificazioni pubbliche. Non è un caso se la nostra Costituzione – forse non “la più bella del mondo”, come esclama Laura Boldrini, ma neppure una ciofeca  – preveda un’età minima di 50 anni (qualcuno informi Roberta Lombardi). Al Quirinale non serve un giovane rampante, che può essere utile altrove. Serve una persona pronta ad aiutare quando ce n’è bisogno. E, di solito, c’è bisogno.
Vorrei un Presidente colto, ma non cavilloso. Da laureato in giurisprudenza, ho notato con una certa preoccupazione che tutti i capi di Stato della storia repubblicana erano in possesso di una laurea in legge (salvo Gronchi). Il diritto è come il capitalismo: una buona cosa, ma talvolta va difeso da coloro che lo praticano.
Vorrei un Presidente internazionale. Una persona che ci renda orgogliosi, quando va all‘estero; o almeno non ci faccia vergognare. Qualcuno che, come Giorgio Napolitano (grazie!),  promuova la nostra identità concentrica: città, zona, regione, nazione, Europa, mondo. E non cerchi popolarità mettendo un cerchio contro l’altro (ci hanno già pensato Bossi & Maroni, ma non gli ha portato bene).
Vorrei un Presidente leale. Uno che dice quello che fa e fa quello che dice. Discrezione e riservatezza sono importanti – un Quirinale in streaming, per carità!  – ma la nazione va informata. Magari ogni fine settimana, come il Presidente degli Stati Uniti: gli strumenti per farlo ormai ci sono. Noi italiani siamo complottisti e dietrologi per istinto e tradizione (bisogna dire che dietro, talvolta, i complotti c’erano). Il capo dello Stato deve disperdere le nebbie del sospetto. Ci vorrà tempo, ma si può fare.
Vorrei un Presidente anticonformista. Un capo di Stato che non dia nulla per scontato, compresi i servizi, i luoghi, i privilegi e i costi della carica. Non c’è bisogno del personaggio di Claudio Bisio in “Benvenuto Presidente!” – pescatore-bibliotecario catapultato al Colle  – per capire che qualcosa può essere fatto. Buckingham Palace costa un terzo del Quirinale: non può essere.
Vorrei un Presidente ironico. Perché l’ironia è una forma di tolleranza, la sorella laica della misecordia. E in Italia, spesso, l’alternativa è una sola:  piangere o sorridere.
Vorrei una Presidentessa, se possibile. Perché la Repubblica non sta bene, e ha bisogno di  un po’ d’amore.
Beppe Severgnini

 

http://italians.corriere.it/2013/04/18/vorrei-un-presidente/

Governo: incarico a Bersani

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito a Pier Luigi Bersani l’incarico di formare il governo. «Ho conferito a Bersani l’incarico di verificare la possibilità di avere la fiducia in Parlamento», ha detto il presidente della Repubblica, «in continuità con eloquenti precedenti» Il mandato al leader Pd è dunque a «verificare un sostegno parlamentare certo, a un governo che abbia la fiducia delle Camere». Il Capo dello Stato ha invitato Bersani a riferire appena possibile…

“Accetto con la massima determinazione ed equilibrio». Queste le prime parole di Pier Luigi Bersani. «Ringrazio il presidente Napolitano per l’incarico che ha voluto conferirmi. Lo svolgerò con la massima determinazione, ricercando la ponderazione e l’equilibrio cui il presidente ha fatto riferimento», ha detto, promettendo «una politica di riforma che dovrà segnare il cammino di questo nuovo governo»

Bersani è dunque intenzionato a avviare subito le consultazioni, partendo, com’è prassi, dai due presidenti delle Camere. Non è ancora noto se andrà a colloquio prima dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, o da quello del Senato, Pietro Grasso. …. In ogni caso il suo mandato, sottolinea il costituzionalista del Pd Stefano Ceccanti, è una sorta di pre-incarico: «Maggioranza certa vuol dire che devi dimostrarla quando vuoi essere nominato, non quando vai alle Camere»

 

http://www.corriere.it/politica/13_marzo_22/bersani-convocato-quirinale_5a0416c4-92fa-11e2-b43d-9018d8e76499.shtml