Detroit -Torino : buste paga a confronto

miraUn operaio nello stabilimento Chrysler di Jefferson North, a Detroit. Un altro nella fabbrica Fiat di Mirafiori, a Torino. Vivono lontani migliaia di miglia e l’oceano che li separa vale anche per le buste paga. Diversissime, dalle retribuzioni fino alle tasse e addirittura alla frequenza (settimanale negli Stati Uniti, mensile in Italia). Eppure, adesso i due operai-turnisti hanno in comune una cosa non da poco: l’azienda per cui lavorano, al 100%.

Nella fabbrica Usa, con i nuovi contratti post-2009, ci si porta a casa circa 500 dollari netti a settimana. È un numero indicativo e medio della categoria, così come lo sono tutti gli altri a seguire. Al mese fanno all’incirca 2.100 dollari. Che, in euro, diventano 1.550. L’operaio italiano, invece, a fine mese incassa intorno a 1.350 euro. Ma il «netto in busta» arriva una volta in più (in Italia c’è la tredicesima) di quanto succeda al collega americano. Se fosse in cassa integrazione la sua paga sarebbe decurtata di diverse centinaia di euro, a seconda del numero di ore passate in fabbrica o in cassa. La Fiom Cgil parla di stipendi da 800-900 euro netti per chi è in cassa integrazione a zero ore da diverso tempo.

Fare confronti, insomma, non è facile. Tantomeno sugli importi lordi, visto che il cuneo fiscale tricolore può arrivare a superare il 50%, mentre quello a stelle e strisce viaggia intorno al 35% (stime Fismic).

Ma la «contabilità del cedolino» non si ferma qui: le aziende americane spesso integrano lo stipendio con polizze sanitarie e piani pensionistici differenti da quelli in Italia, dove – però – la sanità pubblica offre un livello di prestazioni ben diverso. Senza contare che il costo della vita e le tutele giuridiche non sono le stesse a Detroit e a Torino. E che, ancora, alcune voci (vedi gli incentivi fiscali) possono variare a seconda della regione dove si trova lo stabilimento, pur restando nella stessa nazione.

C’è poi la lista dei «variabili», con Chrysler che si distingue per una lunga serie di bonus. La Fim Cisl ha raccolto tutto un elenco dei bonus del contratto Chrysler-Uaw (il sindacato) del 2011, molti dei quali legati a parametri di produttività, per migliaia e migliaia di dollari. Uno fra tutti: la condivisione degli utili con bonus variabili da zero a 12 mila dollari (9 mila euro

http://www.corriere.it/economia/14_gennaio_03/operaio-usa-guadagna-piu-fisco-pesa-meno-fiat-93cdbe98-7466-11e3-90f3-f58f41d83fbf.shtml

Il Pacchetto lavoro

disocc Questi sono i provvedimenti contenuti nel “pacchetto lavoro” ,  il Decreto legge varato il 26 giugno dal Consiglio dei ministri.

Se le cose andranno come previsto e auspicato, il «pacchetto lavoro» varato ieri mattina dal consiglio dei ministri e forte di un miliardo e mezzo di euro, dovrebbe produrre 200 mila occupati, di cui 100 mila a tempo indeterminato e altrettanti sottoforma di accessi all’occupazione (stages, tirocini, contratti a termine e simili). «Nello specifico – stando alla spiegazione dei provvedimenti che ha fatto lo stesso ministro del

Lavoro Enrico Giovannini – gli 800 milioni di incentivi per l’assunzione di giovani disoccupati potrebbero produrre 100mila occupati, i 15 milioni per l’alternanza scuola-lavoro potrebbero attivare circa 10 mila studenti universitari, i 6 milioni per gli stage genereranno in tre anni 3 mila tirocinanti, con l’autoimprenditorialità altri 8-10mila soggetti saranno attivabili, con le no profit 5 mila, con i tirocini al Sud 80 mila. Complessivamente parliamo di 200mila soggetti attivabili, di cui 100mila a tempo indeterminato»…..

Incentivi

Lo sforzo maggiore del governo viene fatto sugli incentivi all’occupazione per i quali si stanzieranno 800 milioni (500 per il Sud e 300 per il resto del Paese). La misura si rivolge a giovani tra i 18 e i 29 anni che si trovino in almeno una delle seguenti condizioni: siano disoccupati da più di sei mesi, abbiano una o più persone a carico e abbiano solo la terza media. L’incentivo all’assunzione di un giovane consisterà in 650 euro al mese e verrà corrisposto per 18 mesi se si tratta di una nuova assunzione, oppure per 12 nel caso di trasformazione del contratto da precario a stabile. A questi incentivi si potrà accedere fino al 30 giugno 2015.

Sud

Una particolare attenzione è stata rivolta al Mezzogiorno, in considerazione del fatto che lì si trovano 1.250.000 giovani che non studiano e non lavorano e che la disoccupazione è di 15 punti superiore al resto d’Italia. Per questo andranno al Sud 80 milioni per l’autoimprenditorialità, altri 80 serviranno a progetti di recupero delle frange giovanili più problematiche, inoltre 168 milioni sono destinati a tirocini di giovani disoccupati con scarsa formazione e 167 milioni per il contrasto della povertà.

Stage

Il piano stage consta di 15 milioni ed è rivolto a 10 mila ragazzi. Nello specifico saranno disponibili 10,6 milioni per cofinanziare tirocini trimestrali per studenti universitari che riceveranno 200 euro al mese dal ministero dell’Istruzione e altrettanti dal datore di lavoro (7,6 dei 10 milioni disponibili derivano dal finanziamento ordinario delle Università, ma verranno ripristinati). Gli istituti professisonali potranno gestire autonomamente il 25% dell’orario scolastico per agevolare queste esperienze. Inoltre, un piano triennale di stage da destinare agli studenti del penultimo anno delle superiori è allo studio al ministero dell’Istruzione. Infine ci sarà un finanziamento quasi 2 milioni l’anno per tre anni che consentirà tirocini formativi nelle pubbliche amministrazioni.

Precari

Viene cambiata una norma della legge Fornero sul lavoro sulla flessibilità in entrata. In sostanza si agevola la continuità tra i contratti a termine, riducendola da 60-90 giorni a 10-20 (la durata dipende dalla lunghezza del contratto). Stretta sui contratti intermittenti: «In tre anni – ha spiegato Giovannini – i lavoratori con questi contratti potranno lavorare complessivamente per una quantità di giorni di poco superiore all’anno». Inoltre, ha detto il ministro, «i contratti aziendali in deroga alle leggi dovranno essere depositati alle Camere del lavoro per poter avere un monitoraggio». Una norma proibisce poi le dimissioni in bianco ed estende questa tutela ai precari. Viene infine ripristinata la condizione di disoccupato anche per coloro che, pur non avendo un lavoro, percepiscono comunque un reddito minimo.

http://www.lastampa.it/2013/06/27/economia/giovani-con-famiglia-e-licenza-media-ecco-chi-aiutato-dal-pacchetto-lavoro-UYVmMZR4IVmRXU2IXBV3DL/pagina.html

IL COMUNICATO UFFICIALE DEL GOVERNO

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=71836

La maturità non vale una pizza

Massimo Gramellini su La Stampa del 27 giugno 2013

Insegna italiano in un istituto tecnico della periferia romana ed è commissaria interna agli esami di maturità. Da quando ha ricevuto quella telefonata, le si è rovesciato il mondo. «Professoressa? Sono il padre di Andrea». Uno dei suoi maturandi migliori. Un adolescente caparbio che per tutto l’anno si è diviso fra lo studio e il lavoro in nero ai tavoli di una pizzeria. «Professoressa, la chiamo per la maturità di mio figlio…». «Non si preoccupi, Andrea la supererà senza problemi». «E’ proprio questo il punto… Ho bisogno che lei me lo bocci».

La prof ha abbozzato un sorriso. In tanti anni di onorata carriera aveva dovuto fronteggiare ogni genere di richieste da parte dei genitori. Ma un padre che ti chiama a casa per chiederti di bocciare suo figlio non le era mai capitato. Si trattava chiaramente di una battuta… «Non sto scherzando, professoressa. La pizzeria ha detto ad Andrea che può assumerlo in pianta stabile grazie alla nuova legge sul lavoro: però le agevolazioni valgono solo per i ragazzi senza diploma». La prof ha deglutito: «Lei mi sta chiedendo…» «… di aiutare mio figlio. Il diploma potrà sempre prenderlo l’anno prossimo». Così la prof ha cominciato a covare in solitudine il suo dubbio amletico. Fare il proprio dovere e promuovere Andrea, trasformandolo in un disoccupato? O bocciare un ragazzo meritevole per consentirgli di ottenere il posto? Consapevole che in questo caso boccerebbe anche se stessa, accettando il principio che l’insegnamento a cui ha dedicato la vita non rappresenta più un vantaggio, ma un handicap? Ci sarebbe da diventare pazzi, se non lo fossimo già.

http://www.lastampa.it/2013/06/27/cultura/opinioni/buongiorno/la-maturit-non-vale-una-pizza-UOsEaiuQrLC25UPbWP6bmI/pagina.html